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Sentenza 30 giugno 2025
Sentenza 30 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Livorno, sentenza 30/06/2025, n. 311 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Livorno |
| Numero : | 311 |
| Data del deposito : | 30 giugno 2025 |
Testo completo
N. R.G. 1084/2022
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 1084/2022 tra
_1
RICORRENTE e
Controparte_1
RESISTENTE
Oggi 30 giugno 2025 innanzi alla dott. Federica Manfrè, sono comparsi tramite collegamento da remoto: per parte ricorrente l'avv. Mariani Silvia per parte resistente l'avv. Quinto Nicola i quali rendono la dichiarazione ex art 196 duodecies disp att. cpc. I procuratori discutono riportandosi ai rispettivi atti e alle deduzioni a verbale tutte;
rinunciano a presenziare alla lettura del dispositivo e della motivazione della sentenza. L'avv. Quinto fa presente che a seguito dell'udienza di opposizione all'archiviazione del procedimento penale del 27.6.2025 il Giudice si è riservato di provvedere. Il Giudice Previa Camera di Consiglio emette sentenza dando lettura del dispositivo e della contestuale motivazione.
Il Giudice
dott. Federica Manfrè
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO SEZIONE CIVILE Ufficio del Giudice del Lavoro Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Federica Manfrè ha pronunciato, ex art 429 cpc, la seguente SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1084/2022 promossa da:
C.F. , _1 P.IVA_1 con il patrocinio dell'avv. PISTELLI SIMONE e dell'avv. MARIANI SILVIA
Parte ricorrente contro
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. QUINTO Controparte_1 C.F._1 NICOLA
Parte resistente
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione 1. Con ricorso ex art 669 octies cpc, ha convenuto in _1 giudizio per vedere accolte le seguenti conclusioni: <<… in tesi, accertare e dichiarare Controparte_1
l'illegittimità del comportamento di le causali e le ragioni di cui in premessa e, per Controparte_2
l'effetto, condannarlo a restituire a la somma di €. 152.340,30, salva la diversa minore o _1 maggiore che sarà ritenuta di giustizia. Con ogni consequenziale provvedimento, anche in ordine alle spese del presente giudizio e di quello cautelare>>.
2. La ricorrente ha allegato che: in data 28 marzo 2022 un cliente della filiale di Livorno della , _1
, ha segnalato di avere rilevato l'effettuazione non autorizzata sul suo conto corrente di Parte_2 una serie di operazioni a lui sconosciute, ovvero il versamento di un assegno bancario (il n. 4141505, di €.
10.764,65) emesso da certo a lui intestato e apparentemente da lui girato, ma non di sua Controparte_3 pertinenza, nonché una serie di operazioni di addebito (per circa €. 13.500,00), apparentemente dirette alla sottoscrizione di polizze assicurative intestate ad altri soggetti;
a seguito della segnalazione inviata in data 29 marzo 2022 dalla Direzione Generale della Banca, il Servizio di Audit interno ha avviato immediatamente un'indagine attraverso l'analisi di vari documenti, la consultazione del sistema informativo, lo svolgimento di colloqui diretti con il personale, indagine conclusasi con un rapporto consegnato alla Banca in data 16 maggio 2022; con riferimento al cliente sono stati Parte_2
1 analizzati tutti i movimenti dal medesimo disconosciuti, si è riscontrata l'assenza delle disposizioni scritte riconducibili al cliente stesso e sono stati alla fine stornati i movimenti di accredito e di addebito non autorizzati con la stipula, il 7 giugno 2022, di un apposito atto di ricognizione del corretto saldo del conto corrente;
in data 1 luglio 2022 si è proceduto anche al riaccredito a favore di sul conto Controparte_3 corrente 880 dell'assegno bancario n. 4141505 di €. 10.764,65; interpellato per le vie Controparte_3 brevi, ha semplicemente affermato di aver consegnato in precedenza l'assegno a con Controparte_1 il quale intrattiene rapporti di familiarità, su richiesta dello stesso, ma di non avere rapporti con Parte_2
; al fine di accertare la regolarità delle modalità di pagamento dei premi assicurativi presso la
[...]
Filiale di Livorno, l ha selezionato un campione di 298 operazioni di pagamento di premi CP_4 assicurativi mediante addebito su conti correnti intestati a clienti diversi dai sottoscrittori delle polizze relative al periodo temporale gennaio 2020 – marzo 2022, esaminando la regolarità della documentazione sottostante (polizze e contabili di addebito), previa estrazione dei dati dalle piattaforme informatiche delle due compagnie assicurative per le quali la distribuisce prodotti (Assimoco SpA e Bcc Assicurazioni) Pt_1
e presso le quali i dipendenti della risultano registrati con apposite matricole;
dai riscontri eseguiti Pt_1 dai verificatori della funzione di Internal Audit Rete e riportati nella relazione consegnata alla è Pt_1 emerso che 213 operazioni rispetto alle 298 selezionate nel periodo preso in considerazione sono state effettuate dal dipendente e sono risultate irregolari per complessivi € 51.720,00, in Controparte_1 quanto le polizze assicurative per cui risultava pagato il premio non erano riconducibili all'intestatario del conto di addebito (senza alcun plausibile collegamento fra quest'ultimo e il titolare della polizza, ove identificabile), nonché in ragione della mancanza dell'ordinativo di pagamento o dalla presenza di un ordinativo di pagamento recante firma difforme da quella dell'intestatario del conto;
sono stati così individuati i titolari dei conti interessati dagli addebiti potenzialmente illegittimi, tra cui Parte_3 che ha comunicato alla di aver autonomamente verificato la movimentazione di due conti (conto Pt_1 corrente n. 002/51/231722 intestato al e conto corrente n. 002/51/230890 intestato alla Pt_3
“Ponceria ” di cui il sig. è legale rappresentante) e di aver riscontrato Controparte_5 Pt_3 una serie di addebiti non autorizzati, con richiesta di storno degli stessi dal saldo del conto;
di talché in data 15 luglio 2022, verificata la fondatezza della denunzia del cliente, la ha proceduto allo storno Pt_1 delle operazioni, con la stipula di un apposito atto di ricognizione del corretto saldo del conto corrente e con il riaccredito a beneficio dei conti sopra indicati di € 2.200,33; sono stati effettuati confronti diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza ed alcuni di essi ( , in qualità di rappresentate legale della Parte_4 Parte_5 [...]
, Controparte_6 Parte_6 Persona_1 Parte_7 Parte_8 Persona_2 [...]
, hanno affermato di avere Parte_9 _10 _11 Persona_3 Persona_4
2 consegnato nelle mani del dipendente le somme in contanti necessarie per il Controparte_1 pagamento dei premi relativi alle loro polizze (per circa €. 7.300,00); la ha contemporaneamente Pt_1 proceduto all'analisi dell'operatività relativa ai rapporti riconducibili a e/o ai suoi familiari Controparte_1 nell'arco temporale 1 gennaio 2020 - 30 marzo 2022 e ha riscontrato un'operatività di versamento di contante per circa € 57.000,00 (di cui 41.000,00 euro sui rapporti intestati al solo e/o Controparte_1 cointestati con la consorte non coerente con il rispettivo profilo economico;
nel corso delle Tes_1 operazioni di verifica, la funzione di ha poi effettuato un'analisi campionaria delle operazioni CP_4 di compravendita in divisa estera effettuate nel periodo luglio 2020 - marzo 2022 e registrate nel sistema informativo aziendale, individuando complessivamente 242 operazioni di compravendita divisa estera
(controvalore € 375.000), di cui 144 eseguite dal dipendente (controvalore € 234.000); Controparte_1 dai riscontri eseguiti dai verificatori della funzione di Internal Audit Rete e riportati nella relazione consegnata alla su 144 operazioni effettuate dal dipendente sono state Pt_1 Controparte_1 individuate 74 operazioni per complessivi € 134.591,00, in parte prive delle distinte di disposizione delle operazioni, in parte munite di distinte non firmate (e talvolta prive della sigla dell'operatore), in parte ancora munite di distinte con firme difformi dallo specimen (e talvolta prive della sigle dell'operatore); in corrispondenza delle suddette casistiche, a fronte della vendita della valuta, è stata creata sul conto del cliente una disponibilità liquida, che è stata utilizzata anche in questo caso per l'addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti diversi dai titolari dei rapporti (e priva di apparenti legami con essi) ovvero per il prelievo di somme in contanti e per la disposizione di bonifici con causale “restituzione premi assicurativi”; in questi casi la provvista utilizzata per gli addebiti connessi ad operazioni su polizze o per prelevamenti in contanti derivava in definitiva da risorse riconducibili alla banca stessa, tanto che l ha riscontrato un'incongruenza tra i valori in giacenza relativi alla divisa estera e le CP_4 evidenze contabili (ammanco che era già emerso in data 29 marzo 2022 in occasione delle attività di quadratura direttamente condotta dal personale di filiale e comunicata dal preposto al Direttore Centrale
Mercato); in data 22 aprile 2022, l'ammanco è stato quantificato e registrato nella contabilità della Banca per complessivi € 20.620,23 (€ 13.479,97 per l'ammanco in sterline e € 7.140,26 per l'ammanco in dollari);
a seguito della consegna della relazione dell' è stata anche avviata un'attività di verifica e di CP_4 confronto diretto con i titolari dei conti correnti (diversi da , e Parte_2 Controparte_3 Parte_3
) interessati dagli addebiti apparentemente collegati con il pagamento di premi assicurativi in
[...] favore di soggetti privi di alcun collegamento con essi;
dalle indagini è emerso che alcuni dei predetti conti erano stati aperti con documentazione raccolta personalmente dal dipendente erano Controparte_1 stati alimentati da versamenti iniziali provenienti da altri conti di pertinenza effettiva dei predetti clienti ed erano poi caratterizzati, tra l'altro, dall'accredito in favore del conto di provenienza di somme a titolo di
3 riscossione di cedole e/o ratei di rendite vitalizie, circostanza che induceva a sospettare che i clienti titolari dei conti in questione fossero convinti di avere effettuato i bonifici originari per scopi previdenziali o di investimento;
la cliente titolare con del conto del c/c n° 731655 Persona_5 Persona_6 alimentato all'atto dell'apertura con accrediti per complessivi € 80.000,00, si è presentata alla Filiale accompagnata dal padre per un colloquio con il direttore della Filiale, colloquio CP_7 Persona_7 cui ha partecipato anche il Direttore Centrale Organizzazione e Servizi Interni della;
Pt_1 _12 nel corso del colloquio, ha dichiarato di non essere neppure a conoscenza dell'esistenza Persona_5 del conto corrente n° 731655, mentre la somma di € 80.000,00 (proveniente per € 60.000,00 dal c/c n°
731647 intestato alla e per € 20.000,00 dal vaglia postale circolare n° 370477275 emesso da Per_5
Poste Italiane con beneficiaria la signora sarebbe stata messa a disposizione del signor Persona_5
a fronte della emissione di 3 certificati di deposito apparentemente riconducibili alla Controparte_1
per complessivi € 80.000,00 (due certificati di € 30.000,00 emessi il 7 marzo 2022 e un certificato Pt_1 di € 20.000,00 emesso il 19 aprile 2022); a conferma di quanto asserito, la signora Persona_5 consegnava alla una copia dei predetti “certificati”, unitamente a due fogli con istruzioni Pt_1 presumibilmente predisposte dal “certificati” che tuttavia non sono mai stati emessi dalla CP_1 Pt_1
e non risultano registrati nel passivo della come strumenti di raccolta del risparmio;
in data 30 Pt_1 giugno 2022, ha intimato al il licenziamento per giusta causa e ha provveduto a _1 CP_1 stornare gli addebiti e a rimborsare i clienti;
in considerazione del tempo necessario a vedere accolta la sua azione di rivalsa contro la Banca ha chiesto ed ottenuto inaudita altera parte il Controparte_1 sequestro conservativo sul TFR;
il provvedimento è stato confermato con ordinanza del 29 ottobre 2022, che ha assegnato il termine di giorni sessanta per l'introduzione del giudizio di merito.
3. Si è costituito in giudizio che ha concluso per il rigetto del ricorso evidenziando che: la Controparte_1 ha iniziato ad effettuare operazioni di addebito relative alle polizze assicurative, comprese quelle Pt_1 riferite al , già due anni prima che egli iniziasse a svolgere le mansioni di cassiere;
nello specifico, Pt_2 dette operazioni di addebito erano eseguite dai cassieri che già svolgevano tale mansione ancor prima di lui che emetteva le polizze di assicurazione ai clienti della banca che ne facevano richiesta, mentre i cassieri della stessa provvedevano ad addebitarle;
vari clienti del , che erano altresì clienti della Pt_2
Banca Centro, portavano in banca denaro contante di cui il , successivamente, effettuava Pt_2
l'addebito in cassa ove, all'epoca di tali fatti, operavano e;
inoltre il _13 _14
spesso si recava presso la filiale di Livorno della Banca Centro e richiedeva l'addebito di polizze Pt_2 assicurative inerenti veicoli e/o scooter di altri soggetti diversi da lui, tra cui clienti della banca ricorrente;
in tali occasioni, egli compilava le distinte su richiesta del , il quale vi apponeva la sua firma alla Pt_2 cassa;
quanto alle contestazioni circa l'episodio riferito e alla “Ponceria di Tramonti Parte_3
4 Adriano & C. s.a.s.”, il si recava presso la filiale di Livorno della e chiedeva Pt_3 _1
l'addebito sul conto corrente a lui intestato di 4 polizze assicurative;
a maggio del 2021, il medesimo si recava presso la sede di Livorno ed eseguiva il pagamento della polizza assicurativa per Pt_3 conto del suo conoscente, , oltre che di altre 4 o 5 polizze, tra cui quella intestata a suo Persona_8 padre, che veniva canalizzata sul conto corrente del medesimo mai il nel corso dei Pt_3 Pt_3 rapporti intrattenuti con la filiale di Livorno della , ha mosso contestazioni e/o segnalazioni _1 nei suoi riguardi;
spesso il recatosi in banca, presentava al ersone e/o responsabili di Pt_3 CP_1 società quali potenziali clienti, affinché questi stipulassero polizze assicurative e/o acquistassero altri prodotti della , così come è accaduto per l' di Salviano;
per quel _1 _15 che concerne le operazioni di valuta estera, all'epoca di svolgimento del rapporto di lavoro del a CP_1 valuta estera era essenzialmente in gestione del capo cassiere (dapprima il Sig. e _14 successivamente il Sig. ); egli, invece, operava soltanto in assenza dell'operatore della Persona_9 cassa n. 1 della filiale di Livorno della banca e su richiesta della stessa;
inoltre nell'ultimo mese in cui è stato in forza alla filiale di Livorno della banca ricorrente, aiutava i colleghi della stessa filiale nello svolgimento delle mansioni assegnate ai medesimi, che non comprendevano l'effettuazione di operazioni di valuta estera;
il cassiere principale della filiale di Livorno, con riferimento ai controlli eseguiti giornalmente sullo svolgimento delle operazioni di valuta estera, a fine giornata lavorativa apponeva la lettera “P” sul registro chiavi in dotazione della banca a comprova che era tutto in ordine e che il saldo valuta era conforme;
inoltre, in occasione di tali controlli, il cassiere applicava altresì la spunta sul saldo valuta estera;
tanto avveniva altresì nell'ultimo mese di lavoro;
le chiavi della cassaforte erano in dotazione dei cassieri preposti alla stessa, dapprima di e, successivamente, di _14
, i quali erano i soli a provvedere all'apertura e alla chiusura della cassaforte, oltre che ad Persona_9 effettuare il controllo della valuta estera;
ciò accadeva altresì nel mese di marzo 2022 quando, a seguito di un comunicato della circa il controllo della valuta estera, esso veniva affidato al _1 CP_1 dai cassieri della filiale di Livorno di;
anche in questo caso la valuta estera restava in _1 deposito nel caveau della filiale di Livorno della banca e le chiavi della cassaforte erano in dotazione del e, successivamente, del in ordine alla vicenda di , ella si presentava Pt_14 Per_9 Persona_5 presso la filiale di Livorno di dapprima con suo marito e, successivamente, con il padre, _1
, soggetti noti alla banca per avere in passato sottoscritto polizze di assicurazione, e CP_7 riferivano al he avevano del denaro depositato alla BNL, che non produceva alcun rendimento;
CP_1 dopo qualche giorno ritornavano presso la filiale di Livorno della ricorrente e, previo visto, adeguata verifica e autorizzazione del responsabile di filiale, davano disposizioni perché fosse acceso un conto corrente intestato alla sola e un altro conto corrente cointestato alla medesima e al Persona_5
5 coniuge, , cosiddetto “conto del gruppo familiare”; in tale circostanza, i versavano Persona_8 Per_5 un assegno bancario tratto sulla BNL, di cui gran parte dell'importo veniva girato sul detto “conto del gruppo familiare”; successivamente il che già conosceva i signori e CP_1 Per_5 Per_8 proponeva ai medesimi di eseguire un giro conto mensile tra i conti correnti su menzionati, del tipo piano di accumulo, di modo che alla scadenza del piano, erroneamente definito dagli stessi “Certificato di deposito” il saldo sarebbe stato pari alla somma impiegata inizialmente, ossia pari a € 60.000,00; a riprova che i sig.ri e erano a conoscenza dell'esistenza di due conti correnti accesi presso la Per_5 Per_8 filiale di Livorno della BCC, oltre che delle precitate operazioni di giro conto, nel mese di aprile 2022, epoca in cui il ra già fuori da detta filiale, versava un vaglia postale dell'importo di CP_1 CP_7
€ 20.000,00; inoltre, e erano a conoscenza dell'esistenza di una carta di debito presso Per_5 Per_8 la CSA di Livorno, atteso che la stessa veniva utilizzata per eseguire operazioni sui predetti conti correnti;
infatti, dal conto corrente del cosiddetto “gruppo familiare” erano eseguiti dei giroconti sul conto corrente intestato alla sola , su cui peraltro la medesima riceveva l'accredito del suo stipendio;
Persona_5 inoltre sul conto corrente cointestato alla e al coniuge, venivano eseguiti bonifici diretti alla BNL Per_5 per il pagamento delle rate del mutuo;
la conoscenza dei conti correnti in argomento da parte dei sig. ri e è confermata dal fatto che il fu presente alla ricezione di una mail inviata Per_5 Per_8 CP_1 dalla al direttore della filiale di Livorno della , , con cui la medesima Per_5 _1 Persona_7 dichiarava che le operazioni svolte con la detta carta di debito sul conto corrente erano state autorizzate e eseguite dagli intestatari dello stesso;
già dal 29.03.2022, non era più in forza presso la filiale di Livorno di e, da quel giorno, non ha fatto più ingresso nella banca. _1
4. Il ha altresì formulato domanda riconvenzionale, in caso in cui fosse accertata e dichiarata la CP_1 sua responsabilità in relazione ai fatti di causa, per porre a carico della stessa, per quanto di Pt_1 ragione, la somma di € 152.340,30 rivendicata con il ricorso introduttivo, ovvero una parte della stessa, in ragione dell'omesso controllo del suo operato da parte dei suoi superiori.
5. La causa, istruita per documenti e prove orali, previo deposito di note conclusive autorizzate, è stata discussa all'odierna udienza e decisa con sentenza con motivazione contestuale.
6. Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni e nei limiti che si vanno a esporre.
7. Alla luce dell'istruttoria orale espletata possono ritenersi dimostrate le allegazioni di parte ricorrente.
8. In particolare il teste ha confermato di aver segnalato alla resistente, in data 28 Parte_2 Pt_1 marzo 2022, di avere rilevato l'effettuazione non autorizzata sul suo conto corrente di una serie di operazioni a lui sconosciute, ovvero il versamento di un assegno bancario (il n. 4141505 per €. 10.764,65) emesso da certo a lui intestato e apparentemente da lui girato, ma non di sua pertinenza, Controparte_3
6 nonché una serie di operazioni di addebito (per circa €. 13.500,00), apparentemente dirette alla sottoscrizione di polizze assicurative intestate ad altri soggetti.
9. Sentito ex art 257 cpc all'udienza del 10 aprile 2025, il teste, interrogato sui rapporti con la Banca ricorrente, ha precisato: <all'epoca dei fatti avevo numerosi conti, compresi quelli delle Acli, Gestione
Parcheggi Livorno…. Mi sono accorto di diversi addebiti sul mio conto corrente con riferimento a diverse polizze. Preciso che avevo 10/11 polizze auto. Il conto corrente era un conto sui cui venivano addebitate tutte le polizze e tutte le utenze della famiglia, e accreditato l'affitto di una mia proprietà: Ho dato lo sfratto per morosità e quindi non lo controllavo più tanto. Un sabato mattina ho controllato il conto con mia moglie
e mi sono reso conto del saldo che era diminuito troppo rispetto a quanto credessimo. Ho poi controllato e ho visto addebiti di polizze non mie, compresa un'assicurazione antincendio di un appartamento. Ho chiamato per primo il ricorrente, che non mi ha risposto e poi all'epoca direttore della filiale, Persona_7 che non (ha) risposto;
ho chiamato che era stato direttore della filiale di Livorno che mi Persona_10 ha preso con sufficienza. Il i ha poi chiamato dicendo che era un errore suo e che non aveva CP_1 rubato nulla, mi ha detto che aveva avuto un attacco di panico e che si voleva buttare da;
mi ha Per_11 chiesto di non avvisare il direttore ma io l'avevo già fatto. Mi ha scritto una mail dicendo che gli errori erano nell'anno 2021 (ma in realtà c'erano mancanze anche prima e poi ci sono anche dopo). Mi ha mandato una mail con tutte le polizze che non mi appartenevano. Mi ha promesso di riaccreditare quanto sottrattomi con applicazione di interessi al 4%. Io ho rifiutato chiedendo che riaccreditasse solo l'ammanco con le relative spese. Mi accorsi che alcune polizze erano trimestrali e a mia richiesta il mi disse che era un modo per risparmiare;
ma in realtà non era così perché gli importi non CP_1 tornavano. Il lunedì successivo non riuscendo ad avere notizie perché la opponeva la privacy, mi Pt_1 sono rivolto ad un avvocato e il 1 aprile mi è arrivato un altro addebito di circa 1100,00 (per due polizze diverse) e ho minacciato di chiudere il conto corrente. Cosa che poi ho fatto nel pomeriggio, o meglio ho Per_1 trasferito il conto su un'altra banca. Ho richiamato minacciandolo che sarei andato dai giornalisti e così ho fatto. A mia insaputa poi è stato versato un assegno che sicuramente non avevo versato io. Ho appreso che l'assegno fosse del olo successivamente dalla GF, che mi ha sentito dopo circa due CP_3 anni. La GF mi ha detto che ero uno dei pochi che aveva fatto denuncia. ADR Le operazioni di cassa le facevo con chi trovavo in cassa, ma le polizze erano gestite dal I versamenti per le mie CP_1 polizze le facevo tramite home banking Il teste mostra la mail inviata dal cui ha fatto CP_1 riferimento sopra e su autorizzazione del Giudice ne dà lettura>>
10. Il teste , coordinatore Internal Audit Rete di Banca ICCREA capogruppo della ricorrente, Testimone_2 ha confermato la relazione a sua firma di cui all'allegato 1 doc. 1 ric in cui si dà conto che:
- l'intervento di audit è stato effettuato a seguito di una richiesta pervenuta dal;
Pt_2
7 - si è proceduto preliminarmente a effettuare la verifica dei valori di cassa e in bianco dell'agenzia, ad esaminare l'attività di gestione delle modalità di pagamento delle polizze assicurative (attività svolta in via prevalente dal dipendente dal 13 gennaio 2020, data a decorrere del quale il Controparte_1 CP_1
è stato assegnato all'Agenzia prima come addetto dell'Ufficio Banca Assicurazioni- Direzione Mercato e poi anche con il ruolo di gestore front office-digital innovation), l'operatività di sportello con riferimento a specifiche fattispecie operative (gestione valuta estera, movimenti riconducibili al pagamento delle polizze assicurative, operatività in contante), la movimentazione relativa ai rapporti interessati dal maggior numero di addebiti riconducibili a polizze assicurative;
- dalle verifiche condotte sono emerse criticità connesse ad operazioni poste in essere dalla matricola
721 intestata al suddetto dipendente sui rapporti di conto corrente di taluna clientela in quanto svolte in modo palesemente anomalo e non rispettoso delle formalità contrattuali;
- in particolare sono stati riscontrati:
a) addebiti di premi assicurativi potenzialmente illegittimi, derivanti dall'attività di gestione delle polizze assicurative posta in essere dal in quanto avvenuti su rapporti intestati a clientela non CP_1 intestataria/beneficiaria dei relativi contratti assicurativi ovvero non avente apparenti legami o collegamenti di nessuna natura con i sottoscrittori delle polizze;
tali illegittimi addebiti hanno trovato riscontro da parte di nove clienti (cfr. doc.
3.2 deposito parte ricorrete del 19.2.2025)che hanno formalmente dichiarato di aver provveduto al pagamento del premio assicurativo consegnando denaro contante al in otto casi CP_1
è stato accertato che il pagamento effettivo alla compagnia assicurativa dei premi relativi alle polizze sottoscritte dai clienti reclamanti sia avvenuto mediante addebito SDD ad altra clientela priva di apparenti collegamenti con i sottoscrittori delle polizze;
b) operazioni di cassa, aventi ad oggetto compravendita di valuta estera eseguite dal rive CP_1 delle distinte delle operazioni originarie o con distinte prive delle firme dei clienti e/o dell'operatore di cassa ovvero aventi firme che alla vista risultano apparentemente non conformi rispetto gli specimen depositati della clientela;
in particolare sono state riscontrate operazioni di acquisto valuta da parte dei clienti di significativo ammontare poi annullate e risultate prive delle motivazioni sottostanti all'annullo e non sottoposte ad autorizzazione da parte del responsabile gerarchico (difformemente rispetto a quanto previsto internamente), nonché talune operazioni di vendita valuta da parte dei clienti con conseguente accredito del controvalore sui rispettivi conti a cui ha fatto seguito l'addebito di polizze assicurative intestate a terzi clienti;
c) movimentazione in contanti registrata sui rapporti continuativi intestati al e ai suoi CP_1 familiari non coerente con il profilo economico finanziario dei relativi intestatari.
8 11. In particolare il teste ha riferito di avere verificato la difformità delle firme apposte agli ordinativi di Tes_2 pagamento dei premi assicurativi rispetto allo specimen depositato dalla clientela titolare dei rapporti, di avere acquisito le dichiarazioni dei clienti che in cui riferivano di aver consegnato le somme al n CP_1 occasione della sottoscrizione del contratto assicurativo, di avere effettuato un'osservazione diretta dei conti intestati dai movimenti sospetti sopra descritti.
12. Le dichiarazioni e le risultanze ispettive sono state confermate anche da dipendente della Persona_7 banca ricorrente e responsabile della Filiale di Livorno.
13. Il teste ha in particolare confermato l'origine dell'indagine ispettiva nella segnalazione del cliente Pt_2
e di aver collaborato con il nell'attività ispettiva sopra descritta: cfr. risposta cap 6) ric.: “Si è vero. Tes_2
con il nostro contributo, ha selezionato un campione di 298 operazioni di pagamento dei premi Tes_2 assicurativi presso la filiale di Livorno relative al periodo temporale gennaio 2020-marzo 2022 e ha verificato che esse sono risultate irregolari per complessivi € 51.720,00, come da documento che mi si mostra (Allegato 3 – doc. 1), perché i premi erano stati pagati mediante addebito su conti correnti intestati
a clienti diversi dai sottoscrittori delle polizze e privi di ordinativi di pagamento o con ordinativi di pagamento recanti firma difforme a quella dei titolari dei conti”; Cap 7) ric. “…I conti interessati agli addebiti di pagamento di premi assicurativi non riconducibili e non autorizzati dai titolari dei conti correnti riguardavano il cliente , ma anche altri nominativi ( Parte_2 Persona_12 [...]
, Controparte_8 Persona_13 Persona_14 Persona_15 Controparte_9 CP_3
, e
[...] Persona_16 Per_17 Persona_18 Persona_19 Persona_20 [...]
, CP_10 Persona_8 Per_21 _16 _17 Controparte_11
, e , e la
[...] _18 _19 Parte_20 Parte_21 Pt_1 ha riaccreditato ai clienti gli importi di cui agli addebiti non autorizzati”; cap 8) ric. “Sì è vero, 213 operazioni rispetto alle 298 selezionate nel periodo preso in considerazione ( gennaio 2020-marzo 2022) erano state effettuate dal dipendente – censito con il codice utente BC439130 Controparte_1
(Assimoco Spa) e AG810914FNCG” (Bcc Assicurazioni) nonché con la matricola 721 del sistema informativo aziendale Sicra”; cap 10) ric: “Sì è vero, sono stati effettuati confronti diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza ed alcuni di essi ( in qualità di rappresentante legale della Parte_4 Parte_5 Controparte_6
[...
, Parte_6 Persona_1 Parte_7 Parte_8 Persona_2 Parte_9
, hanno affermato di avere consegnato nelle _10 _11 Persona_3 Persona_4 mani del dipendente le somme in contanti necessarie per il pagamento dei premi Controparte_1 relativi alle loro polizze (per circa € 7300,00) come da documento che mi si mostra (All.9 doc. 1). ADR Io non mi occupavo degli aspetti assicurativi della banca;
so questi dati attraverso le verifiche cui ho
9 partecipato: ho raccolto dichiarazioni dei clienti che dovevano essere rimborsati, ho controllato i conti ecc….”; cap 11) ric.: “Sì, nel corso delle operazioni di verifica, il giorno dopo l'allontanamento del ho poi effettuato un'analisi campionaria delle operazioni di compravendita in divisa estera CP_1 effettuate nel periodo luglio 2020-marzo 2022 e registrate nel sistema informativo aziendale e nel citato arco temporale sono state effettuate complessivamente 242 operazioni di compravendita divisa estera
(controvalore € 375.000), di cui 144 eseguite dal dipendente (controvalore € 234.000). Controparte_1
ADR Le chiavi del caveau della erano presumibilmente in possesso del sig. ; si trattava Pt_1 Pt_14 comunque di un ammanco non reale ma contabile, dipendente da operazioni fasulle”; cap 12) ric.:
“Sì è vero che su 144 operazioni effettuate dal dipendente sono state individuate n. 74 Controparte_1 operazioni per complessivi € 134.591,00, come dal documento che mi si mostra (Allegato 4 al doc.1), in parte pive delle distinte di disposizione delle operazioni, in parte munite di distinte non firmate (e talvolta prive della sigla dell'operatore), in parte ancora munite di distinte difformi dallo specimen (e talvolta prive della sigla dell'operatore) e che, in corrispondenza delle suddette casistiche, a fronte della vendita della valuta, è stata creata sul conto del cliente una disponibilità liquida, che è stata utilizzata anche in questo caso per l'addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti diversi dai titolari dei rapporti (e priva di apparenti legami con essi) ovvero per il prelievo di somme in contanti e per la disposizione di bonifici con causale” ; cap 13): “Si è vero che in data 22 aprile 2022
l'ammanco è stato quantificato e registrato nelle contabilità della Banca per complessivi € 20.620,23 (€
13.479,97 per l'ammanco in sterline e € 7140, 26 per l'ammanco in dollari)”.
14. Il teste a altresì riferito circa le operazioni a danno di cfr. risposte al cap 14): “Sì è Per_7 Persona_5 vero che si è presentata alla Filiale accompagnata da suo padre per un colloquio con CP_7 me…e che in quell'occasione ha dichiarato di non essere a conoscenza dell'esistenza del conto corrente
n. 731655 pure a lei intestato e di avere messo a disposizione di la somma di € Controparte_1
80.000,00 a fronte dell'emissione di 3 certificati di deposito riconducibili alla Banca, per complessivi €
80.000,00 (due certificati di € 30.000,00 emessi il 7 marzo 2022 e un certificato di € 20.000,00 emesso il
19 aprile 2022)”; cap 15): “Sì, è vero che la ha consegnato alla Banca una copia dei predetti Per_5 certificati unitamente a due fogli con istruzioni predisposte da come da documento che Controparte_1 mi si mostra (Allegato 8). La me li ha consegnati proprio a me. ADR Su suggerimento del Per_5 resistente la ha scritto una mail con la quale chiedeva lo sblocco del bancomat e del conto Per_5 corrente;
in realtà il bancomat non ce l'aveva in mano lei;
presumo che lo avesse il ADR CP_1
Deduco che il suggerimento alla sia stato dato dal perché ella ha scritto una mail dello Per_5 CP_1 stesso tenore del foglio all.8, in cui riconosco la calligrafia del . CP_1
10 15. Tali circostanze hanno trovato riscontro diretto nella testimonianza di che, ha confermato Persona_5 di avere ricevuto il riaccredito dei soldi consegnati al CP_1
16. La teste, risentita ai sensi dell'art 257 cpc all'udienza del 10 aprile 2025, ha precisato: <…presso la banca ricorrente avevo solo un conto su cui era accreditato anche il mio stipendio;
non sono andata lì per dire che c'era un altro conto corrente cointestato a me e a mio marito Me l'ha detto il Persona_8
Credo fosse presente anche il . Mi ero recata in banca perché ero stata avvisata che Per_7 Pt_12
c'erano dei movimenti su un conto a me intestato di cui ignoravo l'esistenza. Prima di andare in banca ci siamo incontrati con il che ci chiese di non andare perché sarebbe stato rovinato e di non CP_1 portare i certificati perché sarebbe stato un grave problema per lui. Non sapevamo all'epoca che non lavorasse più in banca a Livorno Quando ho detto che ho dato al 0.000,00 euro intendevo CP_1 che ho acconsentito a fare degli investimenti per tale somma dal mio conto e rispetto ad essi mi sono stati rilasciati i certificati E solo quando mi sono recata in banca ho saputo che non erano buoni.”
17. Con riferimento al cap 15) la teste ha chiarito: “un giorno d'estate il i ha chiamato dicendo che CP_1 mi avevano bloccato il conto, che c'erano dei problemi con il direttore…io feci la prova e pagai con bancomat una bottiglia d'acqua appurando che il contro funzionava. L'ho richiamato e gli ho detto che per il mio conto era tutto a posto. Ho ricevuto dopo una mail del he mi invitava ad andare in banca. Ho Per_7 avvisato il il giorno dopo il ricorrente è venuto a casa mia e mi ha detto cosa dire al direttore, CP_1 mi fece ascoltare un audio da cui sembrava che fosse osteggiato dai colleghi. Mi dette delle istruzioni per sbloccare i certificati. C'era anche mio figlio che all'epoca aveva 11 anni. Riconosco le istruzioni scritte dal in tale occasione nel doc. 8 (della cartella di cui al doc.1 ric, ndr) che mi si CP_1 mostra”.
18. , dipendente della Banca ricorrente, ha riferito di aver provveduto a versare l'assegno _14
n. 4141505 portato dal ed emesso da a lui intestato e “apparentemente da lui CP_1 Controparte_3 girato, ma non di sua pertinenza”. Il teste, sentito anche sui capitoli, 13, 14, 15 della memoria di parte resistente ha riferito di non ricordare/non conoscere le circostanze in esse dedotte.
19. Infine quanto ai certificati rilasciati alla ha riferito “Non esistono questi tipi di Testimone_3 Per_5 certificati, ovvero la non utilizza questo tipo di modulistica per l'emissione di questo tipo di certificati Pt_1
e questi certificati non risultano contabilmente a carico della banca”.
20. Alla luce di tali risultanze istruttorie (che hanno confermato il contenuto della relazione dell CP_4 deve ritenersi comprovata la responsabilità del elle operazioni a danno dei clienti: CP_1
- con riferimento all'assegno n. 4141505 per un importo di € 10.764,65. In merito il Controparte_3
, sentito all'udienza del 26.6.2024 ha a chiare lettere riferito di non conoscere (“Mi Pt_2 Controparte_3
11 è stato nominato dalla Guardia di Finanza”), così smentendo quanto dichiarato in sede ispettiva dal secondo cui “ ha un rapporto – non so che tipo di rapporto – con , ha CP_1 Controparte_3 Pt_2 restituito i soldi dell'ammanco lamentato dal , che è venuto in Filiale e ha versato l'assegno con Pt_2 disposizione firmata. Io non so che operatività hanno tra loro” e di fatto dando credito alla versione resa sempre in sede ispettiva, da (“Ingenuamente mi sono fidato di che è venuto _14 CP_1 dicendo che si è presentato fuori dello sportello e ha lasciato questo assegno, spiegando che Pt_2
aveva venduto un'auto a vendita di cui ha dato ampi dettagli. Ho controllato le firme, Pt_2 CP_3 apparivano essere del e ho fatto l'operazione, questo perché il non è più in cassa”) e Pt_2 CP_1 poi confermata nel corso della deposizione testimoniale (cfr. supra punto 15);
- e per un importo complessivo di € 2200,33 (cfr. docc. 10-12 ric.) che Parte_3 CP_12
ha confermato essere stati riaccreditati dalla banca (cfr. verbale di udienza del Parte_3
26.6.2024);
- e per un importo complessivo di € 80.000,00 (cfr. supra punti 15-17 e Persona_5 Persona_6 dichiarazioni del teste ese all'udienza del 24.6.2024). Persona_6
21. Per quel che concerne, invece, l'addebito di premi di polizze assicurative su conti diversi da quelle dell'intestatario e non riconducibili ad essi per un importo complessivo di € 51.720,00, a fronte della dimostrata irregolarità delle 213 operazioni effettuate dalla matricola del il resistente nessun CP_1 elemento concreto di prova ha fornito per giustificare tali illegittimi addebiti così come puntualmente riportati nelle relazione ispettiva (ovvero: “− con riferimento alla polizza n. 102175 intestata al cliente
si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta Parte_4 incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/881 intestato al cliente
[...]
; − con riferimento alla polizza n. 102125 intestata al cliente si Persona_12 Controparte_6 evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C –
Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/1006 intestato al cliente Controparte_8
− con riferimento alle polizze nn. 101947, 102159 e 102232 intestate al cliente si Persona_1 evidenzia come i relativi premi siano stati in realtà addebitati attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C
– Ordinario” caricata dalla matricola 721 rispettivamente sul conto c/c n. 51/230119 intestato ai clienti
, sul c/c n. 51/728696 intestato ai clienti , Parte_22 Persona_15 CP_9
, , , sul c/c n. 51/881 intestato al cliente
[...] Controparte_3 Persona_12 [...]
; con riferimento alla polizza n. 102207 intestata al cliente si evidenzia come Persona_12 Parte_7 il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/231315 intestato ai clienti;
con Persona_22 riferimento alla polizza n. 102048 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia Parte_8
12 stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100155 intestato al cliente;
− con riferimento alla Parte_2 polizza n. 102162 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia stato in realtà Persona_2 addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100155 intestato al cliente;
− con riferimento alla polizza n. 102193 Parte_2 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso Parte_9 una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100697 intestato al cliente;
− con riferimento alla polizza n. 102244 intestata al cliente Persona_18 [...]
si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA Pt_10
B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/881 intestato al cliente Persona_12
”).
[...]
22. Sul punto giova precisare che non valgono a screditare gli elementi probatori forniti dalla banca ricorrente le dichiarazioni rese dal teste (che, dopo aver negato “che sono stati effettuati confronti Parte_4 diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza”, quanto al versamento dei premi nelle mani del ha genericamente CP_1 affermato “Io pagavo direttamente tramite cassiere;
non ricordo chi fosse”), in quanto oggetto del credito azionato dalla ricorrente non sono i versamenti in contanti effettuati dai clienti per il pagamento dei premi, ma gli addebiti fatti su altri conti per il pagamento degli stessi (cfr. All 3 doc. 1 ric.).
23. Quanto infine all'ammanco di valuta estera per complessivi € 20.620,23, dagli accertamenti effettuati in sede ispettiva dalla sono emerse operazioni di vendita di valuta estera compiute dalla matricola del Pt_1 ricorrente su diversi conti con conseguenti disponibilità liquide sugli stessi e successivo addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti non aventi legami con gli intestatari dei conti.
24. In merito deve osservarsi che, come evidenziato dal teste le operazioni “fasulle” operate dalla Per_7 matricola del relative alla valuta estera hanno dato origine ad un ammanco virtuale, di natura CP_1 meramente contabile, di talché inammissibili perché del tutto irrilevanti ai fini del decidere sono stati ritenuti i capitoli di prova da 9 a 12 formulati da parte resistente ed inerenti alla gestione della valuta estera in deposito presso il caveau della filiale di Livorno della ricorrente. Pt_1
25. Quanto agli altri capitoli di prova di parte resistente non ammessi, del tutto generico e così come formulato irrilevante ai fini del decidere è il capitolo 2); parimenti generici e non sufficientemente circostanziati sono i capitoli da 3) a 5), mentre irrilevanti ai fini del decidere sono i capitoli 6) e 7); quanto ai capitoli relativi alla posizione dei e del le circostanze ivi dedotte sono state smentite Per_5 Per_8 dalla deposizione di sopra ampiamente richiamata;
infine del tutto generico e valutativo è il Persona_5 capitolo 20) res.
13 26. Tanto chiarito, alla luce delle risultanze dell'istruttoria orale e delle evidenze documentali in atti deve ritenersi dimostrata la responsabilità del ricorrente per il danno arrecato alla Banca nella misura richiesta di € 152.340,30 (di cui € 51.720,00 per operazioni irregolari di pagamento dei premi assicurativi con addebito su conti correnti non collegati agli intestatari delle polizze;
€ 20.620,23 per l'ammanco derivante dalle operazioni su valuta estera ed € 80.000,00 per la mancata emissione di reali certificati di deposito) ed oggetto del provvedimento di sequestro conservativo del 28.10.2022.
27. Del tutto infondata è la domanda riconvenzionale formulata da parte ricorrente che in sostanza imputa alla banca la responsabilità del danno lamentato per non aver controllato il suo operato e per non essere intervenuta tempestivamente ad arginare il suo comportamento fraudolento, comportamento che costituisce l'unica e determinante causa del pregiudizio subito dalla Banca ricorrente.
28. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo secondo gli importi previsti dal
DM 55/2014 anche per la fase cautelare, tenuto conto del valore della causa.
.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, così dispone:
- condanna al pagamento a favore di Controparte_1 _1
per i titoli di cui in parte motiva di € 152.340,30, oltre accessori di legge;
[...]
- condanna al pagamento a favore di Controparte_1 _1 delle spese di lite che si liquidano in € 4031,00 per la fase cautelare ed € 8.000,00 per la
[...] fase di merito, oltre € 379,00 per spese esenti, 15% rimborso spese forfettario, IVA e CPA.
Livorno, 30 giugno 2025
Il Giudice dott. Federica Manfrè
14
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 1084/2022 tra
_1
RICORRENTE e
Controparte_1
RESISTENTE
Oggi 30 giugno 2025 innanzi alla dott. Federica Manfrè, sono comparsi tramite collegamento da remoto: per parte ricorrente l'avv. Mariani Silvia per parte resistente l'avv. Quinto Nicola i quali rendono la dichiarazione ex art 196 duodecies disp att. cpc. I procuratori discutono riportandosi ai rispettivi atti e alle deduzioni a verbale tutte;
rinunciano a presenziare alla lettura del dispositivo e della motivazione della sentenza. L'avv. Quinto fa presente che a seguito dell'udienza di opposizione all'archiviazione del procedimento penale del 27.6.2025 il Giudice si è riservato di provvedere. Il Giudice Previa Camera di Consiglio emette sentenza dando lettura del dispositivo e della contestuale motivazione.
Il Giudice
dott. Federica Manfrè
1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO SEZIONE CIVILE Ufficio del Giudice del Lavoro Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Federica Manfrè ha pronunciato, ex art 429 cpc, la seguente SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1084/2022 promossa da:
C.F. , _1 P.IVA_1 con il patrocinio dell'avv. PISTELLI SIMONE e dell'avv. MARIANI SILVIA
Parte ricorrente contro
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. QUINTO Controparte_1 C.F._1 NICOLA
Parte resistente
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione 1. Con ricorso ex art 669 octies cpc, ha convenuto in _1 giudizio per vedere accolte le seguenti conclusioni: <<… in tesi, accertare e dichiarare Controparte_1
l'illegittimità del comportamento di le causali e le ragioni di cui in premessa e, per Controparte_2
l'effetto, condannarlo a restituire a la somma di €. 152.340,30, salva la diversa minore o _1 maggiore che sarà ritenuta di giustizia. Con ogni consequenziale provvedimento, anche in ordine alle spese del presente giudizio e di quello cautelare>>.
2. La ricorrente ha allegato che: in data 28 marzo 2022 un cliente della filiale di Livorno della , _1
, ha segnalato di avere rilevato l'effettuazione non autorizzata sul suo conto corrente di Parte_2 una serie di operazioni a lui sconosciute, ovvero il versamento di un assegno bancario (il n. 4141505, di €.
10.764,65) emesso da certo a lui intestato e apparentemente da lui girato, ma non di sua Controparte_3 pertinenza, nonché una serie di operazioni di addebito (per circa €. 13.500,00), apparentemente dirette alla sottoscrizione di polizze assicurative intestate ad altri soggetti;
a seguito della segnalazione inviata in data 29 marzo 2022 dalla Direzione Generale della Banca, il Servizio di Audit interno ha avviato immediatamente un'indagine attraverso l'analisi di vari documenti, la consultazione del sistema informativo, lo svolgimento di colloqui diretti con il personale, indagine conclusasi con un rapporto consegnato alla Banca in data 16 maggio 2022; con riferimento al cliente sono stati Parte_2
1 analizzati tutti i movimenti dal medesimo disconosciuti, si è riscontrata l'assenza delle disposizioni scritte riconducibili al cliente stesso e sono stati alla fine stornati i movimenti di accredito e di addebito non autorizzati con la stipula, il 7 giugno 2022, di un apposito atto di ricognizione del corretto saldo del conto corrente;
in data 1 luglio 2022 si è proceduto anche al riaccredito a favore di sul conto Controparte_3 corrente 880 dell'assegno bancario n. 4141505 di €. 10.764,65; interpellato per le vie Controparte_3 brevi, ha semplicemente affermato di aver consegnato in precedenza l'assegno a con Controparte_1 il quale intrattiene rapporti di familiarità, su richiesta dello stesso, ma di non avere rapporti con Parte_2
; al fine di accertare la regolarità delle modalità di pagamento dei premi assicurativi presso la
[...]
Filiale di Livorno, l ha selezionato un campione di 298 operazioni di pagamento di premi CP_4 assicurativi mediante addebito su conti correnti intestati a clienti diversi dai sottoscrittori delle polizze relative al periodo temporale gennaio 2020 – marzo 2022, esaminando la regolarità della documentazione sottostante (polizze e contabili di addebito), previa estrazione dei dati dalle piattaforme informatiche delle due compagnie assicurative per le quali la distribuisce prodotti (Assimoco SpA e Bcc Assicurazioni) Pt_1
e presso le quali i dipendenti della risultano registrati con apposite matricole;
dai riscontri eseguiti Pt_1 dai verificatori della funzione di Internal Audit Rete e riportati nella relazione consegnata alla è Pt_1 emerso che 213 operazioni rispetto alle 298 selezionate nel periodo preso in considerazione sono state effettuate dal dipendente e sono risultate irregolari per complessivi € 51.720,00, in Controparte_1 quanto le polizze assicurative per cui risultava pagato il premio non erano riconducibili all'intestatario del conto di addebito (senza alcun plausibile collegamento fra quest'ultimo e il titolare della polizza, ove identificabile), nonché in ragione della mancanza dell'ordinativo di pagamento o dalla presenza di un ordinativo di pagamento recante firma difforme da quella dell'intestatario del conto;
sono stati così individuati i titolari dei conti interessati dagli addebiti potenzialmente illegittimi, tra cui Parte_3 che ha comunicato alla di aver autonomamente verificato la movimentazione di due conti (conto Pt_1 corrente n. 002/51/231722 intestato al e conto corrente n. 002/51/230890 intestato alla Pt_3
“Ponceria ” di cui il sig. è legale rappresentante) e di aver riscontrato Controparte_5 Pt_3 una serie di addebiti non autorizzati, con richiesta di storno degli stessi dal saldo del conto;
di talché in data 15 luglio 2022, verificata la fondatezza della denunzia del cliente, la ha proceduto allo storno Pt_1 delle operazioni, con la stipula di un apposito atto di ricognizione del corretto saldo del conto corrente e con il riaccredito a beneficio dei conti sopra indicati di € 2.200,33; sono stati effettuati confronti diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza ed alcuni di essi ( , in qualità di rappresentate legale della Parte_4 Parte_5 [...]
, Controparte_6 Parte_6 Persona_1 Parte_7 Parte_8 Persona_2 [...]
, hanno affermato di avere Parte_9 _10 _11 Persona_3 Persona_4
2 consegnato nelle mani del dipendente le somme in contanti necessarie per il Controparte_1 pagamento dei premi relativi alle loro polizze (per circa €. 7.300,00); la ha contemporaneamente Pt_1 proceduto all'analisi dell'operatività relativa ai rapporti riconducibili a e/o ai suoi familiari Controparte_1 nell'arco temporale 1 gennaio 2020 - 30 marzo 2022 e ha riscontrato un'operatività di versamento di contante per circa € 57.000,00 (di cui 41.000,00 euro sui rapporti intestati al solo e/o Controparte_1 cointestati con la consorte non coerente con il rispettivo profilo economico;
nel corso delle Tes_1 operazioni di verifica, la funzione di ha poi effettuato un'analisi campionaria delle operazioni CP_4 di compravendita in divisa estera effettuate nel periodo luglio 2020 - marzo 2022 e registrate nel sistema informativo aziendale, individuando complessivamente 242 operazioni di compravendita divisa estera
(controvalore € 375.000), di cui 144 eseguite dal dipendente (controvalore € 234.000); Controparte_1 dai riscontri eseguiti dai verificatori della funzione di Internal Audit Rete e riportati nella relazione consegnata alla su 144 operazioni effettuate dal dipendente sono state Pt_1 Controparte_1 individuate 74 operazioni per complessivi € 134.591,00, in parte prive delle distinte di disposizione delle operazioni, in parte munite di distinte non firmate (e talvolta prive della sigla dell'operatore), in parte ancora munite di distinte con firme difformi dallo specimen (e talvolta prive della sigle dell'operatore); in corrispondenza delle suddette casistiche, a fronte della vendita della valuta, è stata creata sul conto del cliente una disponibilità liquida, che è stata utilizzata anche in questo caso per l'addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti diversi dai titolari dei rapporti (e priva di apparenti legami con essi) ovvero per il prelievo di somme in contanti e per la disposizione di bonifici con causale “restituzione premi assicurativi”; in questi casi la provvista utilizzata per gli addebiti connessi ad operazioni su polizze o per prelevamenti in contanti derivava in definitiva da risorse riconducibili alla banca stessa, tanto che l ha riscontrato un'incongruenza tra i valori in giacenza relativi alla divisa estera e le CP_4 evidenze contabili (ammanco che era già emerso in data 29 marzo 2022 in occasione delle attività di quadratura direttamente condotta dal personale di filiale e comunicata dal preposto al Direttore Centrale
Mercato); in data 22 aprile 2022, l'ammanco è stato quantificato e registrato nella contabilità della Banca per complessivi € 20.620,23 (€ 13.479,97 per l'ammanco in sterline e € 7.140,26 per l'ammanco in dollari);
a seguito della consegna della relazione dell' è stata anche avviata un'attività di verifica e di CP_4 confronto diretto con i titolari dei conti correnti (diversi da , e Parte_2 Controparte_3 Parte_3
) interessati dagli addebiti apparentemente collegati con il pagamento di premi assicurativi in
[...] favore di soggetti privi di alcun collegamento con essi;
dalle indagini è emerso che alcuni dei predetti conti erano stati aperti con documentazione raccolta personalmente dal dipendente erano Controparte_1 stati alimentati da versamenti iniziali provenienti da altri conti di pertinenza effettiva dei predetti clienti ed erano poi caratterizzati, tra l'altro, dall'accredito in favore del conto di provenienza di somme a titolo di
3 riscossione di cedole e/o ratei di rendite vitalizie, circostanza che induceva a sospettare che i clienti titolari dei conti in questione fossero convinti di avere effettuato i bonifici originari per scopi previdenziali o di investimento;
la cliente titolare con del conto del c/c n° 731655 Persona_5 Persona_6 alimentato all'atto dell'apertura con accrediti per complessivi € 80.000,00, si è presentata alla Filiale accompagnata dal padre per un colloquio con il direttore della Filiale, colloquio CP_7 Persona_7 cui ha partecipato anche il Direttore Centrale Organizzazione e Servizi Interni della;
Pt_1 _12 nel corso del colloquio, ha dichiarato di non essere neppure a conoscenza dell'esistenza Persona_5 del conto corrente n° 731655, mentre la somma di € 80.000,00 (proveniente per € 60.000,00 dal c/c n°
731647 intestato alla e per € 20.000,00 dal vaglia postale circolare n° 370477275 emesso da Per_5
Poste Italiane con beneficiaria la signora sarebbe stata messa a disposizione del signor Persona_5
a fronte della emissione di 3 certificati di deposito apparentemente riconducibili alla Controparte_1
per complessivi € 80.000,00 (due certificati di € 30.000,00 emessi il 7 marzo 2022 e un certificato Pt_1 di € 20.000,00 emesso il 19 aprile 2022); a conferma di quanto asserito, la signora Persona_5 consegnava alla una copia dei predetti “certificati”, unitamente a due fogli con istruzioni Pt_1 presumibilmente predisposte dal “certificati” che tuttavia non sono mai stati emessi dalla CP_1 Pt_1
e non risultano registrati nel passivo della come strumenti di raccolta del risparmio;
in data 30 Pt_1 giugno 2022, ha intimato al il licenziamento per giusta causa e ha provveduto a _1 CP_1 stornare gli addebiti e a rimborsare i clienti;
in considerazione del tempo necessario a vedere accolta la sua azione di rivalsa contro la Banca ha chiesto ed ottenuto inaudita altera parte il Controparte_1 sequestro conservativo sul TFR;
il provvedimento è stato confermato con ordinanza del 29 ottobre 2022, che ha assegnato il termine di giorni sessanta per l'introduzione del giudizio di merito.
3. Si è costituito in giudizio che ha concluso per il rigetto del ricorso evidenziando che: la Controparte_1 ha iniziato ad effettuare operazioni di addebito relative alle polizze assicurative, comprese quelle Pt_1 riferite al , già due anni prima che egli iniziasse a svolgere le mansioni di cassiere;
nello specifico, Pt_2 dette operazioni di addebito erano eseguite dai cassieri che già svolgevano tale mansione ancor prima di lui che emetteva le polizze di assicurazione ai clienti della banca che ne facevano richiesta, mentre i cassieri della stessa provvedevano ad addebitarle;
vari clienti del , che erano altresì clienti della Pt_2
Banca Centro, portavano in banca denaro contante di cui il , successivamente, effettuava Pt_2
l'addebito in cassa ove, all'epoca di tali fatti, operavano e;
inoltre il _13 _14
spesso si recava presso la filiale di Livorno della Banca Centro e richiedeva l'addebito di polizze Pt_2 assicurative inerenti veicoli e/o scooter di altri soggetti diversi da lui, tra cui clienti della banca ricorrente;
in tali occasioni, egli compilava le distinte su richiesta del , il quale vi apponeva la sua firma alla Pt_2 cassa;
quanto alle contestazioni circa l'episodio riferito e alla “Ponceria di Tramonti Parte_3
4 Adriano & C. s.a.s.”, il si recava presso la filiale di Livorno della e chiedeva Pt_3 _1
l'addebito sul conto corrente a lui intestato di 4 polizze assicurative;
a maggio del 2021, il medesimo si recava presso la sede di Livorno ed eseguiva il pagamento della polizza assicurativa per Pt_3 conto del suo conoscente, , oltre che di altre 4 o 5 polizze, tra cui quella intestata a suo Persona_8 padre, che veniva canalizzata sul conto corrente del medesimo mai il nel corso dei Pt_3 Pt_3 rapporti intrattenuti con la filiale di Livorno della , ha mosso contestazioni e/o segnalazioni _1 nei suoi riguardi;
spesso il recatosi in banca, presentava al ersone e/o responsabili di Pt_3 CP_1 società quali potenziali clienti, affinché questi stipulassero polizze assicurative e/o acquistassero altri prodotti della , così come è accaduto per l' di Salviano;
per quel _1 _15 che concerne le operazioni di valuta estera, all'epoca di svolgimento del rapporto di lavoro del a CP_1 valuta estera era essenzialmente in gestione del capo cassiere (dapprima il Sig. e _14 successivamente il Sig. ); egli, invece, operava soltanto in assenza dell'operatore della Persona_9 cassa n. 1 della filiale di Livorno della banca e su richiesta della stessa;
inoltre nell'ultimo mese in cui è stato in forza alla filiale di Livorno della banca ricorrente, aiutava i colleghi della stessa filiale nello svolgimento delle mansioni assegnate ai medesimi, che non comprendevano l'effettuazione di operazioni di valuta estera;
il cassiere principale della filiale di Livorno, con riferimento ai controlli eseguiti giornalmente sullo svolgimento delle operazioni di valuta estera, a fine giornata lavorativa apponeva la lettera “P” sul registro chiavi in dotazione della banca a comprova che era tutto in ordine e che il saldo valuta era conforme;
inoltre, in occasione di tali controlli, il cassiere applicava altresì la spunta sul saldo valuta estera;
tanto avveniva altresì nell'ultimo mese di lavoro;
le chiavi della cassaforte erano in dotazione dei cassieri preposti alla stessa, dapprima di e, successivamente, di _14
, i quali erano i soli a provvedere all'apertura e alla chiusura della cassaforte, oltre che ad Persona_9 effettuare il controllo della valuta estera;
ciò accadeva altresì nel mese di marzo 2022 quando, a seguito di un comunicato della circa il controllo della valuta estera, esso veniva affidato al _1 CP_1 dai cassieri della filiale di Livorno di;
anche in questo caso la valuta estera restava in _1 deposito nel caveau della filiale di Livorno della banca e le chiavi della cassaforte erano in dotazione del e, successivamente, del in ordine alla vicenda di , ella si presentava Pt_14 Per_9 Persona_5 presso la filiale di Livorno di dapprima con suo marito e, successivamente, con il padre, _1
, soggetti noti alla banca per avere in passato sottoscritto polizze di assicurazione, e CP_7 riferivano al he avevano del denaro depositato alla BNL, che non produceva alcun rendimento;
CP_1 dopo qualche giorno ritornavano presso la filiale di Livorno della ricorrente e, previo visto, adeguata verifica e autorizzazione del responsabile di filiale, davano disposizioni perché fosse acceso un conto corrente intestato alla sola e un altro conto corrente cointestato alla medesima e al Persona_5
5 coniuge, , cosiddetto “conto del gruppo familiare”; in tale circostanza, i versavano Persona_8 Per_5 un assegno bancario tratto sulla BNL, di cui gran parte dell'importo veniva girato sul detto “conto del gruppo familiare”; successivamente il che già conosceva i signori e CP_1 Per_5 Per_8 proponeva ai medesimi di eseguire un giro conto mensile tra i conti correnti su menzionati, del tipo piano di accumulo, di modo che alla scadenza del piano, erroneamente definito dagli stessi “Certificato di deposito” il saldo sarebbe stato pari alla somma impiegata inizialmente, ossia pari a € 60.000,00; a riprova che i sig.ri e erano a conoscenza dell'esistenza di due conti correnti accesi presso la Per_5 Per_8 filiale di Livorno della BCC, oltre che delle precitate operazioni di giro conto, nel mese di aprile 2022, epoca in cui il ra già fuori da detta filiale, versava un vaglia postale dell'importo di CP_1 CP_7
€ 20.000,00; inoltre, e erano a conoscenza dell'esistenza di una carta di debito presso Per_5 Per_8 la CSA di Livorno, atteso che la stessa veniva utilizzata per eseguire operazioni sui predetti conti correnti;
infatti, dal conto corrente del cosiddetto “gruppo familiare” erano eseguiti dei giroconti sul conto corrente intestato alla sola , su cui peraltro la medesima riceveva l'accredito del suo stipendio;
Persona_5 inoltre sul conto corrente cointestato alla e al coniuge, venivano eseguiti bonifici diretti alla BNL Per_5 per il pagamento delle rate del mutuo;
la conoscenza dei conti correnti in argomento da parte dei sig. ri e è confermata dal fatto che il fu presente alla ricezione di una mail inviata Per_5 Per_8 CP_1 dalla al direttore della filiale di Livorno della , , con cui la medesima Per_5 _1 Persona_7 dichiarava che le operazioni svolte con la detta carta di debito sul conto corrente erano state autorizzate e eseguite dagli intestatari dello stesso;
già dal 29.03.2022, non era più in forza presso la filiale di Livorno di e, da quel giorno, non ha fatto più ingresso nella banca. _1
4. Il ha altresì formulato domanda riconvenzionale, in caso in cui fosse accertata e dichiarata la CP_1 sua responsabilità in relazione ai fatti di causa, per porre a carico della stessa, per quanto di Pt_1 ragione, la somma di € 152.340,30 rivendicata con il ricorso introduttivo, ovvero una parte della stessa, in ragione dell'omesso controllo del suo operato da parte dei suoi superiori.
5. La causa, istruita per documenti e prove orali, previo deposito di note conclusive autorizzate, è stata discussa all'odierna udienza e decisa con sentenza con motivazione contestuale.
6. Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni e nei limiti che si vanno a esporre.
7. Alla luce dell'istruttoria orale espletata possono ritenersi dimostrate le allegazioni di parte ricorrente.
8. In particolare il teste ha confermato di aver segnalato alla resistente, in data 28 Parte_2 Pt_1 marzo 2022, di avere rilevato l'effettuazione non autorizzata sul suo conto corrente di una serie di operazioni a lui sconosciute, ovvero il versamento di un assegno bancario (il n. 4141505 per €. 10.764,65) emesso da certo a lui intestato e apparentemente da lui girato, ma non di sua pertinenza, Controparte_3
6 nonché una serie di operazioni di addebito (per circa €. 13.500,00), apparentemente dirette alla sottoscrizione di polizze assicurative intestate ad altri soggetti.
9. Sentito ex art 257 cpc all'udienza del 10 aprile 2025, il teste, interrogato sui rapporti con la Banca ricorrente, ha precisato: <all'epoca dei fatti avevo numerosi conti, compresi quelli delle Acli, Gestione
Parcheggi Livorno…. Mi sono accorto di diversi addebiti sul mio conto corrente con riferimento a diverse polizze. Preciso che avevo 10/11 polizze auto. Il conto corrente era un conto sui cui venivano addebitate tutte le polizze e tutte le utenze della famiglia, e accreditato l'affitto di una mia proprietà: Ho dato lo sfratto per morosità e quindi non lo controllavo più tanto. Un sabato mattina ho controllato il conto con mia moglie
e mi sono reso conto del saldo che era diminuito troppo rispetto a quanto credessimo. Ho poi controllato e ho visto addebiti di polizze non mie, compresa un'assicurazione antincendio di un appartamento. Ho chiamato per primo il ricorrente, che non mi ha risposto e poi all'epoca direttore della filiale, Persona_7 che non (ha) risposto;
ho chiamato che era stato direttore della filiale di Livorno che mi Persona_10 ha preso con sufficienza. Il i ha poi chiamato dicendo che era un errore suo e che non aveva CP_1 rubato nulla, mi ha detto che aveva avuto un attacco di panico e che si voleva buttare da;
mi ha Per_11 chiesto di non avvisare il direttore ma io l'avevo già fatto. Mi ha scritto una mail dicendo che gli errori erano nell'anno 2021 (ma in realtà c'erano mancanze anche prima e poi ci sono anche dopo). Mi ha mandato una mail con tutte le polizze che non mi appartenevano. Mi ha promesso di riaccreditare quanto sottrattomi con applicazione di interessi al 4%. Io ho rifiutato chiedendo che riaccreditasse solo l'ammanco con le relative spese. Mi accorsi che alcune polizze erano trimestrali e a mia richiesta il mi disse che era un modo per risparmiare;
ma in realtà non era così perché gli importi non CP_1 tornavano. Il lunedì successivo non riuscendo ad avere notizie perché la opponeva la privacy, mi Pt_1 sono rivolto ad un avvocato e il 1 aprile mi è arrivato un altro addebito di circa 1100,00 (per due polizze diverse) e ho minacciato di chiudere il conto corrente. Cosa che poi ho fatto nel pomeriggio, o meglio ho Per_1 trasferito il conto su un'altra banca. Ho richiamato minacciandolo che sarei andato dai giornalisti e così ho fatto. A mia insaputa poi è stato versato un assegno che sicuramente non avevo versato io. Ho appreso che l'assegno fosse del olo successivamente dalla GF, che mi ha sentito dopo circa due CP_3 anni. La GF mi ha detto che ero uno dei pochi che aveva fatto denuncia. ADR Le operazioni di cassa le facevo con chi trovavo in cassa, ma le polizze erano gestite dal I versamenti per le mie CP_1 polizze le facevo tramite home banking Il teste mostra la mail inviata dal cui ha fatto CP_1 riferimento sopra e su autorizzazione del Giudice ne dà lettura>>
10. Il teste , coordinatore Internal Audit Rete di Banca ICCREA capogruppo della ricorrente, Testimone_2 ha confermato la relazione a sua firma di cui all'allegato 1 doc. 1 ric in cui si dà conto che:
- l'intervento di audit è stato effettuato a seguito di una richiesta pervenuta dal;
Pt_2
7 - si è proceduto preliminarmente a effettuare la verifica dei valori di cassa e in bianco dell'agenzia, ad esaminare l'attività di gestione delle modalità di pagamento delle polizze assicurative (attività svolta in via prevalente dal dipendente dal 13 gennaio 2020, data a decorrere del quale il Controparte_1 CP_1
è stato assegnato all'Agenzia prima come addetto dell'Ufficio Banca Assicurazioni- Direzione Mercato e poi anche con il ruolo di gestore front office-digital innovation), l'operatività di sportello con riferimento a specifiche fattispecie operative (gestione valuta estera, movimenti riconducibili al pagamento delle polizze assicurative, operatività in contante), la movimentazione relativa ai rapporti interessati dal maggior numero di addebiti riconducibili a polizze assicurative;
- dalle verifiche condotte sono emerse criticità connesse ad operazioni poste in essere dalla matricola
721 intestata al suddetto dipendente sui rapporti di conto corrente di taluna clientela in quanto svolte in modo palesemente anomalo e non rispettoso delle formalità contrattuali;
- in particolare sono stati riscontrati:
a) addebiti di premi assicurativi potenzialmente illegittimi, derivanti dall'attività di gestione delle polizze assicurative posta in essere dal in quanto avvenuti su rapporti intestati a clientela non CP_1 intestataria/beneficiaria dei relativi contratti assicurativi ovvero non avente apparenti legami o collegamenti di nessuna natura con i sottoscrittori delle polizze;
tali illegittimi addebiti hanno trovato riscontro da parte di nove clienti (cfr. doc.
3.2 deposito parte ricorrete del 19.2.2025)che hanno formalmente dichiarato di aver provveduto al pagamento del premio assicurativo consegnando denaro contante al in otto casi CP_1
è stato accertato che il pagamento effettivo alla compagnia assicurativa dei premi relativi alle polizze sottoscritte dai clienti reclamanti sia avvenuto mediante addebito SDD ad altra clientela priva di apparenti collegamenti con i sottoscrittori delle polizze;
b) operazioni di cassa, aventi ad oggetto compravendita di valuta estera eseguite dal rive CP_1 delle distinte delle operazioni originarie o con distinte prive delle firme dei clienti e/o dell'operatore di cassa ovvero aventi firme che alla vista risultano apparentemente non conformi rispetto gli specimen depositati della clientela;
in particolare sono state riscontrate operazioni di acquisto valuta da parte dei clienti di significativo ammontare poi annullate e risultate prive delle motivazioni sottostanti all'annullo e non sottoposte ad autorizzazione da parte del responsabile gerarchico (difformemente rispetto a quanto previsto internamente), nonché talune operazioni di vendita valuta da parte dei clienti con conseguente accredito del controvalore sui rispettivi conti a cui ha fatto seguito l'addebito di polizze assicurative intestate a terzi clienti;
c) movimentazione in contanti registrata sui rapporti continuativi intestati al e ai suoi CP_1 familiari non coerente con il profilo economico finanziario dei relativi intestatari.
8 11. In particolare il teste ha riferito di avere verificato la difformità delle firme apposte agli ordinativi di Tes_2 pagamento dei premi assicurativi rispetto allo specimen depositato dalla clientela titolare dei rapporti, di avere acquisito le dichiarazioni dei clienti che in cui riferivano di aver consegnato le somme al n CP_1 occasione della sottoscrizione del contratto assicurativo, di avere effettuato un'osservazione diretta dei conti intestati dai movimenti sospetti sopra descritti.
12. Le dichiarazioni e le risultanze ispettive sono state confermate anche da dipendente della Persona_7 banca ricorrente e responsabile della Filiale di Livorno.
13. Il teste ha in particolare confermato l'origine dell'indagine ispettiva nella segnalazione del cliente Pt_2
e di aver collaborato con il nell'attività ispettiva sopra descritta: cfr. risposta cap 6) ric.: “Si è vero. Tes_2
con il nostro contributo, ha selezionato un campione di 298 operazioni di pagamento dei premi Tes_2 assicurativi presso la filiale di Livorno relative al periodo temporale gennaio 2020-marzo 2022 e ha verificato che esse sono risultate irregolari per complessivi € 51.720,00, come da documento che mi si mostra (Allegato 3 – doc. 1), perché i premi erano stati pagati mediante addebito su conti correnti intestati
a clienti diversi dai sottoscrittori delle polizze e privi di ordinativi di pagamento o con ordinativi di pagamento recanti firma difforme a quella dei titolari dei conti”; Cap 7) ric. “…I conti interessati agli addebiti di pagamento di premi assicurativi non riconducibili e non autorizzati dai titolari dei conti correnti riguardavano il cliente , ma anche altri nominativi ( Parte_2 Persona_12 [...]
, Controparte_8 Persona_13 Persona_14 Persona_15 Controparte_9 CP_3
, e
[...] Persona_16 Per_17 Persona_18 Persona_19 Persona_20 [...]
, CP_10 Persona_8 Per_21 _16 _17 Controparte_11
, e , e la
[...] _18 _19 Parte_20 Parte_21 Pt_1 ha riaccreditato ai clienti gli importi di cui agli addebiti non autorizzati”; cap 8) ric. “Sì è vero, 213 operazioni rispetto alle 298 selezionate nel periodo preso in considerazione ( gennaio 2020-marzo 2022) erano state effettuate dal dipendente – censito con il codice utente BC439130 Controparte_1
(Assimoco Spa) e AG810914FNCG” (Bcc Assicurazioni) nonché con la matricola 721 del sistema informativo aziendale Sicra”; cap 10) ric: “Sì è vero, sono stati effettuati confronti diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza ed alcuni di essi ( in qualità di rappresentante legale della Parte_4 Parte_5 Controparte_6
[...
, Parte_6 Persona_1 Parte_7 Parte_8 Persona_2 Parte_9
, hanno affermato di avere consegnato nelle _10 _11 Persona_3 Persona_4 mani del dipendente le somme in contanti necessarie per il pagamento dei premi Controparte_1 relativi alle loro polizze (per circa € 7300,00) come da documento che mi si mostra (All.9 doc. 1). ADR Io non mi occupavo degli aspetti assicurativi della banca;
so questi dati attraverso le verifiche cui ho
9 partecipato: ho raccolto dichiarazioni dei clienti che dovevano essere rimborsati, ho controllato i conti ecc….”; cap 11) ric.: “Sì, nel corso delle operazioni di verifica, il giorno dopo l'allontanamento del ho poi effettuato un'analisi campionaria delle operazioni di compravendita in divisa estera CP_1 effettuate nel periodo luglio 2020-marzo 2022 e registrate nel sistema informativo aziendale e nel citato arco temporale sono state effettuate complessivamente 242 operazioni di compravendita divisa estera
(controvalore € 375.000), di cui 144 eseguite dal dipendente (controvalore € 234.000). Controparte_1
ADR Le chiavi del caveau della erano presumibilmente in possesso del sig. ; si trattava Pt_1 Pt_14 comunque di un ammanco non reale ma contabile, dipendente da operazioni fasulle”; cap 12) ric.:
“Sì è vero che su 144 operazioni effettuate dal dipendente sono state individuate n. 74 Controparte_1 operazioni per complessivi € 134.591,00, come dal documento che mi si mostra (Allegato 4 al doc.1), in parte pive delle distinte di disposizione delle operazioni, in parte munite di distinte non firmate (e talvolta prive della sigla dell'operatore), in parte ancora munite di distinte difformi dallo specimen (e talvolta prive della sigla dell'operatore) e che, in corrispondenza delle suddette casistiche, a fronte della vendita della valuta, è stata creata sul conto del cliente una disponibilità liquida, che è stata utilizzata anche in questo caso per l'addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti diversi dai titolari dei rapporti (e priva di apparenti legami con essi) ovvero per il prelievo di somme in contanti e per la disposizione di bonifici con causale
l'ammanco è stato quantificato e registrato nelle contabilità della Banca per complessivi € 20.620,23 (€
13.479,97 per l'ammanco in sterline e € 7140, 26 per l'ammanco in dollari)”.
14. Il teste a altresì riferito circa le operazioni a danno di cfr. risposte al cap 14): “Sì è Per_7 Persona_5 vero che si è presentata alla Filiale accompagnata da suo padre per un colloquio con CP_7 me…e che in quell'occasione ha dichiarato di non essere a conoscenza dell'esistenza del conto corrente
n. 731655 pure a lei intestato e di avere messo a disposizione di la somma di € Controparte_1
80.000,00 a fronte dell'emissione di 3 certificati di deposito riconducibili alla Banca, per complessivi €
80.000,00 (due certificati di € 30.000,00 emessi il 7 marzo 2022 e un certificato di € 20.000,00 emesso il
19 aprile 2022)”; cap 15): “Sì, è vero che la ha consegnato alla Banca una copia dei predetti Per_5 certificati unitamente a due fogli con istruzioni predisposte da come da documento che Controparte_1 mi si mostra (Allegato 8). La me li ha consegnati proprio a me. ADR Su suggerimento del Per_5 resistente la ha scritto una mail con la quale chiedeva lo sblocco del bancomat e del conto Per_5 corrente;
in realtà il bancomat non ce l'aveva in mano lei;
presumo che lo avesse il ADR CP_1
Deduco che il suggerimento alla sia stato dato dal perché ella ha scritto una mail dello Per_5 CP_1 stesso tenore del foglio all.8, in cui riconosco la calligrafia del . CP_1
10 15. Tali circostanze hanno trovato riscontro diretto nella testimonianza di che, ha confermato Persona_5 di avere ricevuto il riaccredito dei soldi consegnati al CP_1
16. La teste, risentita ai sensi dell'art 257 cpc all'udienza del 10 aprile 2025, ha precisato: <…presso la banca ricorrente avevo solo un conto su cui era accreditato anche il mio stipendio;
non sono andata lì per dire che c'era un altro conto corrente cointestato a me e a mio marito Me l'ha detto il Persona_8
Credo fosse presente anche il . Mi ero recata in banca perché ero stata avvisata che Per_7 Pt_12
c'erano dei movimenti su un conto a me intestato di cui ignoravo l'esistenza. Prima di andare in banca ci siamo incontrati con il che ci chiese di non andare perché sarebbe stato rovinato e di non CP_1 portare i certificati perché sarebbe stato un grave problema per lui. Non sapevamo all'epoca che non lavorasse più in banca a Livorno Quando ho detto che ho dato al 0.000,00 euro intendevo CP_1 che ho acconsentito a fare degli investimenti per tale somma dal mio conto e rispetto ad essi mi sono stati rilasciati i certificati E solo quando mi sono recata in banca ho saputo che non erano buoni.”
17. Con riferimento al cap 15) la teste ha chiarito: “un giorno d'estate il i ha chiamato dicendo che CP_1 mi avevano bloccato il conto, che c'erano dei problemi con il direttore…io feci la prova e pagai con bancomat una bottiglia d'acqua appurando che il contro funzionava. L'ho richiamato e gli ho detto che per il mio conto era tutto a posto. Ho ricevuto dopo una mail del he mi invitava ad andare in banca. Ho Per_7 avvisato il il giorno dopo il ricorrente è venuto a casa mia e mi ha detto cosa dire al direttore, CP_1 mi fece ascoltare un audio da cui sembrava che fosse osteggiato dai colleghi. Mi dette delle istruzioni per sbloccare i certificati. C'era anche mio figlio che all'epoca aveva 11 anni. Riconosco le istruzioni scritte dal in tale occasione nel doc. 8 (della cartella di cui al doc.1 ric, ndr) che mi si CP_1 mostra”.
18. , dipendente della Banca ricorrente, ha riferito di aver provveduto a versare l'assegno _14
n. 4141505 portato dal ed emesso da a lui intestato e “apparentemente da lui CP_1 Controparte_3 girato, ma non di sua pertinenza”. Il teste, sentito anche sui capitoli, 13, 14, 15 della memoria di parte resistente ha riferito di non ricordare/non conoscere le circostanze in esse dedotte.
19. Infine quanto ai certificati rilasciati alla ha riferito “Non esistono questi tipi di Testimone_3 Per_5 certificati, ovvero la non utilizza questo tipo di modulistica per l'emissione di questo tipo di certificati Pt_1
e questi certificati non risultano contabilmente a carico della banca”.
20. Alla luce di tali risultanze istruttorie (che hanno confermato il contenuto della relazione dell CP_4 deve ritenersi comprovata la responsabilità del elle operazioni a danno dei clienti: CP_1
- con riferimento all'assegno n. 4141505 per un importo di € 10.764,65. In merito il Controparte_3
, sentito all'udienza del 26.6.2024 ha a chiare lettere riferito di non conoscere (“Mi Pt_2 Controparte_3
11 è stato nominato dalla Guardia di Finanza”), così smentendo quanto dichiarato in sede ispettiva dal secondo cui “ ha un rapporto – non so che tipo di rapporto – con , ha CP_1 Controparte_3 Pt_2 restituito i soldi dell'ammanco lamentato dal , che è venuto in Filiale e ha versato l'assegno con Pt_2 disposizione firmata. Io non so che operatività hanno tra loro” e di fatto dando credito alla versione resa sempre in sede ispettiva, da (“Ingenuamente mi sono fidato di che è venuto _14 CP_1 dicendo che si è presentato fuori dello sportello e ha lasciato questo assegno, spiegando che Pt_2
aveva venduto un'auto a vendita di cui ha dato ampi dettagli. Ho controllato le firme, Pt_2 CP_3 apparivano essere del e ho fatto l'operazione, questo perché il non è più in cassa”) e Pt_2 CP_1 poi confermata nel corso della deposizione testimoniale (cfr. supra punto 15);
- e per un importo complessivo di € 2200,33 (cfr. docc. 10-12 ric.) che Parte_3 CP_12
ha confermato essere stati riaccreditati dalla banca (cfr. verbale di udienza del Parte_3
26.6.2024);
- e per un importo complessivo di € 80.000,00 (cfr. supra punti 15-17 e Persona_5 Persona_6 dichiarazioni del teste ese all'udienza del 24.6.2024). Persona_6
21. Per quel che concerne, invece, l'addebito di premi di polizze assicurative su conti diversi da quelle dell'intestatario e non riconducibili ad essi per un importo complessivo di € 51.720,00, a fronte della dimostrata irregolarità delle 213 operazioni effettuate dalla matricola del il resistente nessun CP_1 elemento concreto di prova ha fornito per giustificare tali illegittimi addebiti così come puntualmente riportati nelle relazione ispettiva (ovvero: “− con riferimento alla polizza n. 102175 intestata al cliente
si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta Parte_4 incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/881 intestato al cliente
[...]
; − con riferimento alla polizza n. 102125 intestata al cliente si Persona_12 Controparte_6 evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C –
Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/1006 intestato al cliente Controparte_8
− con riferimento alle polizze nn. 101947, 102159 e 102232 intestate al cliente si Persona_1 evidenzia come i relativi premi siano stati in realtà addebitati attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C
– Ordinario” caricata dalla matricola 721 rispettivamente sul conto c/c n. 51/230119 intestato ai clienti
, sul c/c n. 51/728696 intestato ai clienti , Parte_22 Persona_15 CP_9
, , , sul c/c n. 51/881 intestato al cliente
[...] Controparte_3 Persona_12 [...]
; con riferimento alla polizza n. 102207 intestata al cliente si evidenzia come Persona_12 Parte_7 il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/231315 intestato ai clienti;
con Persona_22 riferimento alla polizza n. 102048 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia Parte_8
12 stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100155 intestato al cliente;
− con riferimento alla Parte_2 polizza n. 102162 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia stato in realtà Persona_2 addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100155 intestato al cliente;
− con riferimento alla polizza n. 102193 Parte_2 intestata al cliente si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso Parte_9 una “Richiesta incasso SEPA B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul conto c/c n. 51/100697 intestato al cliente;
− con riferimento alla polizza n. 102244 intestata al cliente Persona_18 [...]
si evidenzia come il premio sia stato in realtà addebitato attraverso una “Richiesta incasso SEPA Pt_10
B2C – Ordinario” caricata dalla matricola 721 sul c/c n. 51/881 intestato al cliente Persona_12
”).
[...]
22. Sul punto giova precisare che non valgono a screditare gli elementi probatori forniti dalla banca ricorrente le dichiarazioni rese dal teste (che, dopo aver negato “che sono stati effettuati confronti Parte_4 diretti con vari clienti intestatari di polizze assicurative i cui premi apparivano pagati con addebiti su conti non di loro pertinenza”, quanto al versamento dei premi nelle mani del ha genericamente CP_1 affermato “Io pagavo direttamente tramite cassiere;
non ricordo chi fosse”), in quanto oggetto del credito azionato dalla ricorrente non sono i versamenti in contanti effettuati dai clienti per il pagamento dei premi, ma gli addebiti fatti su altri conti per il pagamento degli stessi (cfr. All 3 doc. 1 ric.).
23. Quanto infine all'ammanco di valuta estera per complessivi € 20.620,23, dagli accertamenti effettuati in sede ispettiva dalla sono emerse operazioni di vendita di valuta estera compiute dalla matricola del Pt_1 ricorrente su diversi conti con conseguenti disponibilità liquide sugli stessi e successivo addebito di premi assicurativi riferiti a polizze intestate a clienti non aventi legami con gli intestatari dei conti.
24. In merito deve osservarsi che, come evidenziato dal teste le operazioni “fasulle” operate dalla Per_7 matricola del relative alla valuta estera hanno dato origine ad un ammanco virtuale, di natura CP_1 meramente contabile, di talché inammissibili perché del tutto irrilevanti ai fini del decidere sono stati ritenuti i capitoli di prova da 9 a 12 formulati da parte resistente ed inerenti alla gestione della valuta estera in deposito presso il caveau della filiale di Livorno della ricorrente. Pt_1
25. Quanto agli altri capitoli di prova di parte resistente non ammessi, del tutto generico e così come formulato irrilevante ai fini del decidere è il capitolo 2); parimenti generici e non sufficientemente circostanziati sono i capitoli da 3) a 5), mentre irrilevanti ai fini del decidere sono i capitoli 6) e 7); quanto ai capitoli relativi alla posizione dei e del le circostanze ivi dedotte sono state smentite Per_5 Per_8 dalla deposizione di sopra ampiamente richiamata;
infine del tutto generico e valutativo è il Persona_5 capitolo 20) res.
13 26. Tanto chiarito, alla luce delle risultanze dell'istruttoria orale e delle evidenze documentali in atti deve ritenersi dimostrata la responsabilità del ricorrente per il danno arrecato alla Banca nella misura richiesta di € 152.340,30 (di cui € 51.720,00 per operazioni irregolari di pagamento dei premi assicurativi con addebito su conti correnti non collegati agli intestatari delle polizze;
€ 20.620,23 per l'ammanco derivante dalle operazioni su valuta estera ed € 80.000,00 per la mancata emissione di reali certificati di deposito) ed oggetto del provvedimento di sequestro conservativo del 28.10.2022.
27. Del tutto infondata è la domanda riconvenzionale formulata da parte ricorrente che in sostanza imputa alla banca la responsabilità del danno lamentato per non aver controllato il suo operato e per non essere intervenuta tempestivamente ad arginare il suo comportamento fraudolento, comportamento che costituisce l'unica e determinante causa del pregiudizio subito dalla Banca ricorrente.
28. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo secondo gli importi previsti dal
DM 55/2014 anche per la fase cautelare, tenuto conto del valore della causa.
.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, così dispone:
- condanna al pagamento a favore di Controparte_1 _1
per i titoli di cui in parte motiva di € 152.340,30, oltre accessori di legge;
[...]
- condanna al pagamento a favore di Controparte_1 _1 delle spese di lite che si liquidano in € 4031,00 per la fase cautelare ed € 8.000,00 per la
[...] fase di merito, oltre € 379,00 per spese esenti, 15% rimborso spese forfettario, IVA e CPA.
Livorno, 30 giugno 2025
Il Giudice dott. Federica Manfrè
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