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Sentenza 8 maggio 2025
Sentenza 8 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Piacenza, sentenza 08/05/2025, n. 168 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Piacenza |
| Numero : | 168 |
| Data del deposito : | 8 maggio 2025 |
Testo completo
N. 53/2025 R.G.L.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI PIACENZA
SEZIONE CIVILE
in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona della dott.ssa Camilla Milani, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
(C.F. ), Parte_1 C.F._1
(C.F. ) Parte_2 C.F._2
(C.F. ) Parte_3 C.F._3
(C.F. ) Parte_4 C.F._4 tutti rappresentati e difesi dall' avv. Fiorani Antonella ed elettivamente domiciliati presso il suo studio sito in Piacenza (PC), vicolo Gandine n. 2/A, come da procura in atti;
- RICORRENTE -
contro
(c.f. ) in persona Controparte_1 P.IVA_1 del Ministro pro tempore
- RESISTENTE CONTUMACE -
Oggetto: Retribuzione
All'udienza di discussione il procuratore di parte ricorrente ha concluso come in atti.
RAGIONI IN FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 414 c.p.c. depositato in data 28.01.2025 , Parte_1
, E hanno Parte_2 Parte_3 Parte_4 convenuto in giudizio il per Controparte_1 sentire accogliere le seguenti conclusioni: ““Voglia il Giudice del Lavoro Ill.mo, contrariis reiectis, in via principale accertare e dichiarare il diritto dei docenti e a Parte_1 Pt_2 Pt_3 Pt_4 beneficiare della c.d “ carta elettronica del docente” di cui all'art. 1 comma 121 della legge n. 107/2015, rispettivamente per agli anni scolastici 2019/2020,
2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ( , Parte_1
2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2024/2025 ( , 2021/2022, Pt_2
2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ( ), e 2023/2024 e 2024/2025 ( Pt_3 Pt_4
e, conseguentemente, condannare il , in persona del Controparte_2 CP_3
, ad attribuire il relativo beneficio
[...] al docente €. 3.000,00 Parte_1 alla docente €. 2.500,00 Parte_2 alla docente €. 2.000,00 Parte_3 alla docente €. 1.000,00 Persona_1 tramite “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del docente o altro strumento equipollente, con interessi dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Con ogni e più ampia riserva di legge all'esito delle difese di controparte.
In ogni caso con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa da attribuirsi al sottoscritto procuratore che si dichiara antistatario.”
I ricorrenti hanno dedotto di aver prestato servizio in favore dell'Amministrazione resistente, con contratti a tempo determinato ciascuno per le annualità dedotte in ricorso, e come da elenco di seguito riportato:
1. per gli a.s. 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_1
2023, 2023-2024, 2024-2025;
2. per gli a.s. 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_2
2023 e 2024-2025;
3. per gli a.s. 2021-2022, 2022-2023, 2023-2024, 2024-2025; Parte_3
4. per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025. Parte_4
Con il presente ricorso i ricorrenti lamentavano l'illegittimità dell'esclusione da tale beneficio per gli anni scolastici come da elenco che segue:
1. per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023, 2023- Parte_1
2024, 2024-2025
2. per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023 e 2024- Parte_2
2025,
3. per gli a.s. 2021-2022, 2022-2023,2023-2024 e 2024-2025; Parte_3
4. per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025 Parte_4
2 sul solo presupposto di essere e di essere state titolari di contratti di lavoro a tempo determinato.
All' udienza del 8 maggio 2025, verificata la regolarità della notifica, veniva dichiarata la contumacia del convenuto in giudizio. CP_1
La causa, stante la natura documentale, veniva discussa all'udienza del 08.05.2025 e decisa all'esito della camera di consiglio con lettura della presente sentenza mediante deposito nel fascicolo telematico.
Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
La questione sottoposta a questo giudice attiene il riconoscimento del diritto in capo ai docenti assunti con contratto a tempo determinato del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente, di cui all'art. 1 della
Legge n. 107/2015 per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, diversamente riconosciuto ai soli docenti con contratto a tempo indeterminato.
Occorre premettere che l'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 così dispone:
“Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, Controparte_4 specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del
Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
In attuazione di tale legge, il DPCM n. 32313 del 23/9/2015 e il successivo dal
DPCM del 28/11/2016 hanno ribadito che i soli destinatari della disciplina della
Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato. Per espressa previsione legislativa i docenti precari rimanevano pertanto esclusi dall'accesso a tale beneficio.
3 Sul punto si è di recente pronunciata la Corte di Giustizia europea (proprio in relazione al contrasto tra la normativa interna sopra richiamata e la clausola 4 dell'
Accordo Quadro del 18.03.1999 sul lavoro a tempo determinato CES, UNICE,
CEEP- recepito con Direttiva 1999/70/CE) rilevando come: “la clausola 4 al punto 1 dell' accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all' accordo quadro CES, UNICE CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretato nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
, e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_1
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell' importo di euro 500;00 all' CP_1 anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all' aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso ai musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”(Ord. CGUE sez. 6 del 18 maggio 2022 resa nella causa c
450/2).
La CGUE, valorizzando il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282
D.lgs n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola,
e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerga il principio secondo cui la formazione dei docenti è “obbligatoria, permanente e strutturale”, ha affermato quindi che non vi può essere una discriminazione nel riconoscimento di tale beneficio, basata sulla sola durata contrattuale del rapporto e vista l'identità di mansioni e funzioni svolte, competenza e professionalità richieste e in assenza di ragioni oggettive che giustifichino la diversità di trattamento, con conseguente violazione della clausola 4 dell'accordo quadro da parte della norma interna che disponga in senso contrario.
Con la sentenza n. 1842/2022 è intervenuto sul punto anche il Consiglio di Stato, rilevando che “un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3,35 e 97 Cost. sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo
(resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.: invero, la differenziazione appena descritta collide con
l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non certo esclusivamente quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, affinché sia garantita la qualità
4 dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. In altre parole, evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti. Ma se così è - e invero non si vede come possa essere diversamente, altrimenti si manterrebbero nell'insegnamento docenti non aggiornati, non formati - il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso”.
Il Consiglio di Stato ha quindi censurato la scelta del di escludere dal CP_1 beneficio i docenti a tempo determinato in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione e buon andamento della Pubblica Amministrazione secondo i canoni costituzionali di cui agli artt. 3, 35 e 97 Cost.
Per l'effetto è stato annullato il D.P.C.M. n. 32313 del 25 settembre 2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 ottobre 2015, nonché il D.P.C.M. del 28 CP_5 novembre 2016 che ha sostituito i precedenti atti generali esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma
121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente.
Il quadro giurisprudenziale sopra delineato, integralmente confermato dalla recentissima pronuncia della Corte di Cassazione n. 29961 del 27.10.2023, deve trovare applicazione al caso in esame, non essendovi evidenza alcuna che possa giustificare un diverso trattamento tra i docenti di ruolo e quelli precari.
Per quanto attiene la domanda dei ricorrenti , e Parte_5 Parte_3 [...]
relativa agli aa.ss. 2023-2024 e 2024-2025, si deve parimenti Parte_4 riconoscere il diritto dei ricorrenti ad ottenere la carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06
(doc. 5, 6, 14, 15, 16 e 17) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 15 co. 1 D.L.69/23 per l'a.s 2023-2024, e l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per l' a.s. 2024-2025 prevedano il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
Per quanto attiene la domanda della ricorrente relativa all' a.s. Parte_2
2024-2025, si deve parimenti riconoscere il diritto della ricorrente ad ottenere la
5 carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06 (doc. 11) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per l' a.s. 2024-2025 preveda il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
A ciò consegue l'accoglimento della domanda e l'accertamento del diritto di entrambe le ricorrenti ad ottenere la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici come segue:
- Al ricorrente per gli a.s 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_1
2023, 2023-2024 e 2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_2
2023 e 2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2021-2022,2022-2023,2023-2024 e Parte_3
2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025 Parte_4 con la conseguente condanna del convenuto a mettere a disposizione CP_1 del docente detta carta (o strumento equipollente) per poterne fruire nel prosieguo e nel rispetto dei vincoli di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, tenuto conto dell'effettiva attività difensiva e della serialità della controversia, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Piacenza, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria ed ulteriore istanza, domanda ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
- accerta il diritto delle parti ricorrenti ad ottenere la carta elettronica del docente per gli anni scolastici come indicati in parte motiva, per l'importo di € 500,00 annui e condanna la parte resistente a mettere a disposizione delle parti ricorrenti detta carta elettronica del docente (o altro equipollente) per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge;
- condanna la parte resistente a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite che liquida complessivi in euro 2.000,00 oltre spese generali ed accessori di legge, da distrarsi a favore del difensore antistatario.
Piacenza, 8 maggio 2025
IL GIUDICE DEL LAVORO
Dott.ssa Camilla Milani
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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI PIACENZA
SEZIONE CIVILE
in composizione monocratica e in funzione di Giudice del Lavoro, in persona della dott.ssa Camilla Milani, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
(C.F. ), Parte_1 C.F._1
(C.F. ) Parte_2 C.F._2
(C.F. ) Parte_3 C.F._3
(C.F. ) Parte_4 C.F._4 tutti rappresentati e difesi dall' avv. Fiorani Antonella ed elettivamente domiciliati presso il suo studio sito in Piacenza (PC), vicolo Gandine n. 2/A, come da procura in atti;
- RICORRENTE -
contro
(c.f. ) in persona Controparte_1 P.IVA_1 del Ministro pro tempore
- RESISTENTE CONTUMACE -
Oggetto: Retribuzione
All'udienza di discussione il procuratore di parte ricorrente ha concluso come in atti.
RAGIONI IN FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 414 c.p.c. depositato in data 28.01.2025 , Parte_1
, E hanno Parte_2 Parte_3 Parte_4 convenuto in giudizio il per Controparte_1 sentire accogliere le seguenti conclusioni: ““Voglia il Giudice del Lavoro Ill.mo, contrariis reiectis, in via principale accertare e dichiarare il diritto dei docenti e a Parte_1 Pt_2 Pt_3 Pt_4 beneficiare della c.d “ carta elettronica del docente” di cui all'art. 1 comma 121 della legge n. 107/2015, rispettivamente per agli anni scolastici 2019/2020,
2020/2021, 2021/2022, 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ( , Parte_1
2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2024/2025 ( , 2021/2022, Pt_2
2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 ( ), e 2023/2024 e 2024/2025 ( Pt_3 Pt_4
e, conseguentemente, condannare il , in persona del Controparte_2 CP_3
, ad attribuire il relativo beneficio
[...] al docente €. 3.000,00 Parte_1 alla docente €. 2.500,00 Parte_2 alla docente €. 2.000,00 Parte_3 alla docente €. 1.000,00 Persona_1 tramite “Carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del docente o altro strumento equipollente, con interessi dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Con ogni e più ampia riserva di legge all'esito delle difese di controparte.
In ogni caso con vittoria di spese, diritti ed onorari di causa da attribuirsi al sottoscritto procuratore che si dichiara antistatario.”
I ricorrenti hanno dedotto di aver prestato servizio in favore dell'Amministrazione resistente, con contratti a tempo determinato ciascuno per le annualità dedotte in ricorso, e come da elenco di seguito riportato:
1. per gli a.s. 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_1
2023, 2023-2024, 2024-2025;
2. per gli a.s. 2018-2019, 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_2
2023 e 2024-2025;
3. per gli a.s. 2021-2022, 2022-2023, 2023-2024, 2024-2025; Parte_3
4. per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025. Parte_4
Con il presente ricorso i ricorrenti lamentavano l'illegittimità dell'esclusione da tale beneficio per gli anni scolastici come da elenco che segue:
1. per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023, 2023- Parte_1
2024, 2024-2025
2. per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022-2023 e 2024- Parte_2
2025,
3. per gli a.s. 2021-2022, 2022-2023,2023-2024 e 2024-2025; Parte_3
4. per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025 Parte_4
2 sul solo presupposto di essere e di essere state titolari di contratti di lavoro a tempo determinato.
All' udienza del 8 maggio 2025, verificata la regolarità della notifica, veniva dichiarata la contumacia del convenuto in giudizio. CP_1
La causa, stante la natura documentale, veniva discussa all'udienza del 08.05.2025 e decisa all'esito della camera di consiglio con lettura della presente sentenza mediante deposito nel fascicolo telematico.
Il ricorso è fondato e merita accoglimento per le ragioni di seguito esposte.
La questione sottoposta a questo giudice attiene il riconoscimento del diritto in capo ai docenti assunti con contratto a tempo determinato del beneficio economico di euro 500,00 annui, tramite la Carta elettronica del docente, di cui all'art. 1 della
Legge n. 107/2015 per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, diversamente riconosciuto ai soli docenti con contratto a tempo indeterminato.
Occorre premettere che l'art. 1, comma 121, L. n. 107 del 13/7/2015 così dispone:
“Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il
[...]
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, Controparte_4 specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del
Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.
In attuazione di tale legge, il DPCM n. 32313 del 23/9/2015 e il successivo dal
DPCM del 28/11/2016 hanno ribadito che i soli destinatari della disciplina della
Carta del docente sono i docenti di ruolo a tempo indeterminato. Per espressa previsione legislativa i docenti precari rimanevano pertanto esclusi dall'accesso a tale beneficio.
3 Sul punto si è di recente pronunciata la Corte di Giustizia europea (proprio in relazione al contrasto tra la normativa interna sopra richiamata e la clausola 4 dell'
Accordo Quadro del 18.03.1999 sul lavoro a tempo determinato CES, UNICE,
CEEP- recepito con Direttiva 1999/70/CE) rilevando come: “la clausola 4 al punto 1 dell' accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all' accordo quadro CES, UNICE CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretato nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del
, e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_1
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell' importo di euro 500;00 all' CP_1 anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all' aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso ai musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza”(Ord. CGUE sez. 6 del 18 maggio 2022 resa nella causa c
450/2).
La CGUE, valorizzando il fatto che dalle norme interne (in particolare l'art. 282
D.lgs n. 297/1994, le previsioni della contrattazione collettiva del comparto scuola,
e da ultimo l'art. 63 e l'art. 1 L. n. 107/2015) emerga il principio secondo cui la formazione dei docenti è “obbligatoria, permanente e strutturale”, ha affermato quindi che non vi può essere una discriminazione nel riconoscimento di tale beneficio, basata sulla sola durata contrattuale del rapporto e vista l'identità di mansioni e funzioni svolte, competenza e professionalità richieste e in assenza di ragioni oggettive che giustifichino la diversità di trattamento, con conseguente violazione della clausola 4 dell'accordo quadro da parte della norma interna che disponga in senso contrario.
Con la sentenza n. 1842/2022 è intervenuto sul punto anche il Consiglio di Stato, rilevando che “un tale sistema collide con i precetti costituzionali degli artt. 3,35 e 97 Cost. sia per la discriminazione che introduce a danno dei docenti non di ruolo
(resa palese dalla mancata erogazione di uno strumento che possa supportare le attività volte alla loro formazione e dargli pari chances rispetto agli altri di aggiornare la loro preparazione), sia, ancor di più, per la lesione del principio di buon andamento della P.A.: invero, la differenziazione appena descritta collide con
l'esigenza del sistema scolastico di far sì che sia tutto il personale docente (e non certo esclusivamente quello di ruolo) a poter conseguire un livello adeguato di aggiornamento professionale e di formazione, affinché sia garantita la qualità
4 dell'insegnamento complessivo fornito agli studenti. In altre parole, evidente la non conformità ai canoni di buona amministrazione di un sistema che, ponendo un obbligo di formazione a carico di una sola parte del personale docente (e dandogli gli strumenti per ottemperarvi), continua nondimeno a servirsi, per la fornitura del servizio scolastico, anche di un'altra aliquota di personale docente, la quale tuttavia programmaticamente esclusa dalla formazione e dagli strumenti di ausilio per conseguirla: non può dubitarsi, infatti, che, nella misura in cui la P.A. si serve di personale docente non di ruolo per l'erogazione del servizio scolastico, deve curare la formazione anche di tale personale, al fine di garantire la qualità dell'insegnamento fornito agli studenti. Ma se così è - e invero non si vede come possa essere diversamente, altrimenti si manterrebbero nell'insegnamento docenti non aggiornati, non formati - il diritto-dovere di formazione professionale e aggiornamento grava su tutto il personale docente e non solo su un'aliquota di esso”.
Il Consiglio di Stato ha quindi censurato la scelta del di escludere dal CP_1 beneficio i docenti a tempo determinato in quanto in contrasto con i principi di non discriminazione e buon andamento della Pubblica Amministrazione secondo i canoni costituzionali di cui agli artt. 3, 35 e 97 Cost.
Per l'effetto è stato annullato il D.P.C.M. n. 32313 del 25 settembre 2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 ottobre 2015, nonché il D.P.C.M. del 28 CP_5 novembre 2016 che ha sostituito i precedenti atti generali esecutivi del contributo al finanziamento della formazione in servizio dei docenti, contenuto nel comma
121 della Legge 107 del 2015, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente.
Il quadro giurisprudenziale sopra delineato, integralmente confermato dalla recentissima pronuncia della Corte di Cassazione n. 29961 del 27.10.2023, deve trovare applicazione al caso in esame, non essendovi evidenza alcuna che possa giustificare un diverso trattamento tra i docenti di ruolo e quelli precari.
Per quanto attiene la domanda dei ricorrenti , e Parte_5 Parte_3 [...]
relativa agli aa.ss. 2023-2024 e 2024-2025, si deve parimenti Parte_4 riconoscere il diritto dei ricorrenti ad ottenere la carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06
(doc. 5, 6, 14, 15, 16 e 17) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 15 co. 1 D.L.69/23 per l'a.s 2023-2024, e l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per l' a.s. 2024-2025 prevedano il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
Per quanto attiene la domanda della ricorrente relativa all' a.s. Parte_2
2024-2025, si deve parimenti riconoscere il diritto della ricorrente ad ottenere la
5 carta elettronica del docente, in quanto titolare di contratto di lavoro a tempo determinato, con scadenza al 30.06 (doc. 11) per le stesse ragioni già ampiamente illustrate nella parte che precede e nonostante l'art. 1 comma 572 L. 207-2024 per l' a.s. 2024-2025 preveda il riconoscimento del beneficio ai docenti con contratto di supplenza annuale (ovvero con scadenza al 31.08).
A ciò consegue l'accoglimento della domanda e l'accertamento del diritto di entrambe le ricorrenti ad ottenere la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici come segue:
- Al ricorrente per gli a.s 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_1
2023, 2023-2024 e 2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2019-2020, 2020-2021, 2021-2022, 2022- Parte_2
2023 e 2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2021-2022,2022-2023,2023-2024 e Parte_3
2024-2025;
- Alla ricorrente per gli a.s. 2023-2024 e 2024-2025 Parte_4 con la conseguente condanna del convenuto a mettere a disposizione CP_1 del docente detta carta (o strumento equipollente) per poterne fruire nel prosieguo e nel rispetto dei vincoli di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, tenuto conto dell'effettiva attività difensiva e della serialità della controversia, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Piacenza, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando, ogni contraria ed ulteriore istanza, domanda ed eccezione disattesa o assorbita, così dispone:
- accerta il diritto delle parti ricorrenti ad ottenere la carta elettronica del docente per gli anni scolastici come indicati in parte motiva, per l'importo di € 500,00 annui e condanna la parte resistente a mettere a disposizione delle parti ricorrenti detta carta elettronica del docente (o altro equipollente) per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge;
- condanna la parte resistente a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite che liquida complessivi in euro 2.000,00 oltre spese generali ed accessori di legge, da distrarsi a favore del difensore antistatario.
Piacenza, 8 maggio 2025
IL GIUDICE DEL LAVORO
Dott.ssa Camilla Milani
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