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Sentenza 8 luglio 2025
Sentenza 8 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 08/07/2025, n. 5576 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 5576 |
| Data del deposito : | 8 luglio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI NAPOLI sezione LAVORO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice, dott.ssa Stefania Borrelli, in funzione di giudice del lavoro, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa iscritta al n. 14511 dell'anno 2024 del ruolo generale, avente ad oggetto: OPPOSIZIONE AD ATP TRA
nato a [...] il [...], rappresentato e difeso Parte_1 dall'avv. Simona Potenza E
in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso CP_1 dall'avv. A. M. Ingala
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso depositato il 20.06.24 e ritualmente notificato alla controparte l'istante proponeva opposizione ai sensi dell'art. 445 bis c.p.c. avverso la ctu resa dalla dott. , opposizione preceduta Persona_1 da rituale e tempestiva dichiarazione di dissenso resa ai sensi del succitato articolo. L'istante assumeva: di aver inoltrato alla competente commissione invalidi civili domanda intesa al riconoscimento del proprio stato di invalidità civile al fine di conseguire la seguente prestazione: indennità di accompagnamento e la domanda veniva respinta non essendo stato ravvisato il requisito sanitario previsto dalla legge per il riconoscimento della invocata prestazione. Quanto innanzi premesso, aveva proposto istanza di A.T.P.. Si costituiva l' rilevando l'inammissibilità del ricorso e CP_1 l'infondatezza della domanda, sul rilievo della insussistenza, nella fattispecie, del dedotto stato di invalidità nella misura prevista per il riconoscimento di una qualsivoglia provvidenza chiedeva il rigetto della domanda. Nel corso del giudizio, accertata la tempestività dell'azione proposta ai sensi dell'art.42 comma 3 d.l.n.269/2003, veniva disposta ed espletata apposita consulenza tecnica. Dalla espletata indagine tecnica emergeva che la parte ricorrente risulta attualmente affetta da patologie tali da non determinare il riconoscimento del beneficio richiesto. Avverso tali conclusioni la parte depositava, come detto, atto di dissenso, seguito dal presente ricorso, impedendo la conseguente omologazione delle conclusioni rese dal ctu da parte di codesto Giudice. All'odierna udienza, quindi, la causa veniva decisa come da dispositivo sulle surriferite conclusioni dei procuratori delle parti. Nel merito la domanda attrice non è fondata. In premessa, rileva il Giudicante che l'opposizione risulta validamente proposta laddove essa abbia ad oggetti un vizio del modus operandi del ctu ovvero un difetto di motivazione ovvero ancora un vizio di illogicità della motivazione, resa cioè in totale contrasto con le premesse argomentative e/o con le conclusioni rese dal ctu medesimo.
L'opposizione si palesa inammissibile laddove sia formulata genericamente ossia attraverso una mera riproposizione delle istanze già avanzate nel giudizio pregresso. Non può darsi ingresso, al contrario, a censure di carattere sostanziale, attinenti al merito della valutazione espressa dal ctu (in termini, ad esempio, di maggiore o minore gravità del complesso patologico evidenziato) laddove esse attengano al percorso logico seguito dall'ausiliario sulla scorta delle proprie competenze specifiche in materia, rispetto alle quali il giudice non può che esprimere un giudizio di mera corrispondenza ai criteri di adeguatezza e logicità della motivazione.
Nel caso di specie non ricorre alcuna ipotesi che legittimi l'accoglimento delle censure non evidenziandosi:
1. alcun errore nella individuazione del codice corrispondente alle patologie come elencate;
2. la mancata valutazione di una patologia evidenziata da una valida certificazione medica, atta a modificare l'esito complessivo della c.t.u.; 3. l'insufficiente motivazione in ordine alla ininfluenza di un certificato medico, versato in atti;
4. l'incongruenza della data di decorrenza dello stato di invalidità con le premesse argomentative ed il contenuto stesso dell'elaborato tecnico. In particolare, su ognuno dei punti fatti di oggetto di censura si riscontra in perizia adeguata motivazione.
Segnatamente parte ricorrente lamenta una sottovalutazione della patologia cardiaca riscontrata dal ctu ai fini dell'incidenza sull'autonomia del soggetto. Il ctu ha, tuttavia, così concluso: Abbiamo esaminato con attenzione la documentazione sanitaria in atti, alla luce anche di quanto emerso alle operazioni peritali sia per quanto riguarda il resoconto anamnestico fornito dal ricorrente, sia per quanto riguarda l'obiettività clinica rilevata. Per quanto riguarda l'anamnesi riferita dal ricorrente essa è stata ben formulata, è risultata congrua e lucida. Egli ha riferito senza esitazione il suo nome e cognome, la data di nascita, l'indirizzo di residenza ed il recapito telefonico. Ha poi raccontato senza esitazioni gli esantemi sofferti nell'infanzia e le patologie dalle quali sarebbe ora affetto. Interrogato sul suo stile di vita ed abitudini quotidiane, ha riferito l'orario in cui si sveglia, cosa fa dopo essersi alzato ( prepara il caffè) inoltre di andare autonomamente al wc, ed autonomamente di provvedere ai suoi bisogni fisiologici ed alle pulizie corporali;
inoltre di uscire anche di casa per incontrarsi con qualche amico. Il rilievo anamnestico così ottenuto è stato poi seguito dalla valutazione clinico- funzionale. Il ricorrente è risultato essere autonomo nella deambulazione e nei passaggi posturali così come nel mantenimento della stazione eretta. Sul piano neuropsichico non sono emersi deficit mnesici e/o cognitivi di particolare rilievo. Alla conseguente valutazione funzionale mediante i test ADL-IADL essi hanno confermato la attuale conservata autonomia.
Le doglianze espresse in ricorso attengono al merito del giudizio espresso dal perito e non a vizi di metodo o incongruenze valutative censurabili da parte del Giudice. Come è noto, l'accertamento della sussistenza e della misura dello stato invalidante è un accertamento di fatto, la cui valutazione è demandata al giudice di merito ed è incensurabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata e sufficiente;
ne consegue che eventuali errori del consulente tecnico di cui si sia avvalso il giudice sono suscettibili di esame in sede di legittimità unicamente sotto il profilo del vizio di motivazione della sentenza che li recepisce, quando siano riscontrabili carenze e deficienze diagnostiche o affermazioni scientificamente errate, e non già quando si prospettino semplici difformità tra la valutazione del consulente circa l'entità e l'incidenza del dato patologico e la valutazione della parte (Cassazione civile, sez. lav., 20/02/2009 n. 4254). Sulla scorta di tali premesse il ricorso va rigettato. Le spese del giudizio devono essere compensate ai sensi dell'art.152 disp. att. c.p.c. mentre quelle di c.t.u. si liquidano come da separato decreto.
PQM
Rigetta il ricorso. Spese compensate. Napoli, il 08/07/2025
IL GIUDICE
(dott.ssa Stefania BORRELLI)