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Sentenza 28 dicembre 2025
Sentenza 28 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Torino, sentenza 28/12/2025, n. 5597 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Torino |
| Numero : | 5597 |
| Data del deposito : | 28 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Nona Sezione Civile
in composizione collegiale nelle persone di:
Roberta Dotta Presidente Monica Mastrandrea Giudice rel./est. Tiziana De Fazio Giudice
nel procedimento iscritto al r.g n. 14677/2025 vertente tra:
nato a [...] i 31.12.1974, CUI 059KQQ4, elettivamente Parte_1 domiciliato presso lo studio dell'Avv. Martina Pangella che lo rappresenta e difende come da procura in atti ricorrente e
– Questura di Torino con l'Avvocatura dello Stato Controparte_1 resistente
avente ad oggetto: ricorso ex art. 281 undecies c.p.c. avverso diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale del Questore della Provincia di Torino del 20.3.2025 notificato il 16.7.2025 sciogliendo la riserva che precede, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Con ricorso depositato in data 22.7.2025 il sig. nato a [...] Parte_1 (MA) i 31.12.1974, CUI ha impugnato il decreto del Questore di Torino datato 20.3.2025 C.F._1 Pa e notificato il 16.7.2025 con cui la ha respinto l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale, chiedendo al Tribunale di riconoscere in proprio favore il diritto al riconoscimento di un permesso di permesso di soggiorno per protezione speciale ex art. 32, co. 3, gs 28 gennaio 2008, n. 25 convertibile in permesso per motivi di lavoro in applicazione della disciplina transitoria ai sensi dell'art. 7 c. 2 D.L n. 20/2023. A sostegno della domanda il ricorrente ha richiamato il lungo periodo di permanenza in Italia, l'elevato grado di integrazione socio-lavorativa raggiunta, nonché la grave condizione di indigenza in cui verserebbe il ricorrente in caso di rientro nel suo Paese d'origine e la grave situazione di instabilità socio-politica e le gravi violazioni dei diritti umani esistenti in MA. Il Tribunale ha sospeso l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato ed ha fissato l'udienza al 2.12.2025. Il si è costituito in data 1.12.2025 ed ha sostenuto l'insussistenza dei Controparte_1 presupposti per il riconoscimento in capo al ricorrente di un permesso per protezione speciale richiamando le argomentazioni contenute nella relazione informativa redatta dall'Amministrazione (v. comparsa di costituzione e allegato A). All'udienza del 2.12.2025: nessuno è comparso per la PA costituita;
la difesa ha insistito nell'accoglimento del ricorso. All'esito, la causa è stata rimessa alla decisione del Collegio. Occorre preliminarmente evidenziare che oggetto del giudizio è l'impugnazione del provvedimento del Questore di Torino che ha rigettato l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale. Sul punto sono intervenute negli ultimi anni varie modifiche normative. Innanzitutto, con il d.l. n. 113 del 2018 conv. dalla l. n. 132 del 2018, è stata rivista e modificata integralmente la disciplina della protezione umanitaria tipizzando precise fattispecie al fine di riconoscere al richiedente un permesso speciale per motivi diversi dalla protezione internazionale (al riguardo, in assenza, nel d.l. del 2018 n. 113, di una disciplina transitoria e in applicazione dell'art. 11 delle disp. preleggi c.c., si è ritenuto applicabile la normativa previgente alle domande proposte anteriormente all'entrata in vigore del citato decreto: in questo senso, Cass. n. 4890 del 2019; Cass. n. 7831 del 2019). Successivamente, in data 22 ottobre 2020, è entrato in vigore il d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della tipizzazione rispetto alla fattispecie di protezione complementare c.d. “a catalogo aperto”, ha modificato nuovamente il testo dell'art. 5, comma 6, T.U.I., ripristinando il dovere del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali (originariamente espresso, ma poi eliminato dal d.l. n. 113 del 2018, conv. con modifiche nella l. n. 132 del 2018). Infine, sempre per quanto di rilievo in questa sede, con d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023, è stata nuovamente modificata la formulazione (anche) dei commi 1.1. e 1.2. dell'art. 19, T.U.I., ma con norma transitoria è stata prevista l'applicabilità della normativa abrogata alle domande di riconoscimento della protezione speciale presentate in data anteriore all'entrata in vigore del predetto decreto-legge, ossia all'11.3.2023. Il ricorrente ha formalizzato la domanda in data 10.6.2024, ne consegue l'applicazione al caso di specie del testo normativo di riferimento come da ultimo novellato. Il legislatore, con il DL 20/2023, convertito nella legge 50/2023, entrato in vigore il 11.3.2023, è nuovamente intervenuto sulla protezione speciale. L'art 7 del DL 20/2023 ha abrogato il terzo e il quarto periodo dell'art 19 c.
1.1. TUI, afferenti al quarto ambito della protezione speciale, quello concernente la protezione della vita privata e familiare e i relativi criteri di accertamento. La stessa norma ha introdotto un regime transitorio per le domande presentate prima dell'entrata in vigore (prima dell'11.3.2023) e per il regime applicabile ai permessi di soggiorno per protezione speciale già rilasciati con riferimento ai due periodi “soppressi”. La novella legislativa del 2023 ha lasciato inalterato il primo e il secondo periodo dell'art 19, comma 1.1., TUI e, in particolare, il richiamo all'art 5, comma 6, TUI che fa salvi il rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato italiano, che, in ogni caso, avrebbero comunque avuto cogenza trovando la propria fonte in norme sovraordinate. Il riferimento agli obblighi costituzionali e internazionali consente, ove tali obblighi non siano soddisfatti dalle norme sulla protezione maggiore e da quelle sulla protezione speciale, di completare il sistema con una sorta di norma di chiusura con estensione della protezione anche a casi non tipizzati dal legislatore ma ancorati a precetti costituzionali e internazionali (in questo senso: cfr. Cass. 8400/2023). Il richiamo diretto all'art 5, comma 6, TUI permette tuttora di tutelare il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art 8 CEDU e di riconoscere, conseguentemente, il diritto al rilascio del relativo permesso di soggiorno per protezione speciale, laddove ne ricorrano i presupposti. Con riguardo alla nozione di vita privata e familiare rimangono attuali le pronunce della giurisprudenza di legittimità: la tutela della vita privata, in particolare, non coincide esclusivamente con l'integrazione lavorativa, ma comprende anche l'integrazione sociale, ossia un quid più ampio e parzialmente diverso (così: Cass. 20641/2023), conformemente a quanto statuito “dalla Corte di Strasburgo nella sentenza 14 febbraio 2019 (Ricorso n. 57433/15 - Causa
contro
Italia) ove Per_1 afferma “che l'art. 8 CEDU tutela anche il diritto di allacciare e intrattenere legami con i propri simili e con il mondo esterno, e comprende a volte alcuni aspetti dell'identità sociale di un individuo, e si deve accettare che tutti i rapporti sociali tra gli immigrati stabilmente insediati e la comunità nella quale vivono faccia parte integrante della nozione di «vita privata» ai sensi dell'art. 8” (cfr. Cass. 8400/2023). Di conseguenza, “l'integrazione sociale non è soltanto limitata alla vita lavorativa, ma rileva anche il radicamento sul territorio e le relazioni sociali instaurate (specie quelle solidali, quali l'attività di volontariato)”, assumendo rilevanza anche ad esempio “la conoscenza della lingua italiana, lo svolgimento di attività volontariato, la ragionevole prospettiva di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o comunque con contratti a tempo determinato che si rinnovano” (cfr. Cass. 8400/2023). Proseguono i giudici di legittimità affermando che “si impone pertanto un approccio ermeneutico più centrato sull'art. 8 Cedu, e di estendere la misura protettiva anche ad altri aspetti della vita privata che non costituiscono relazioni familiari e cioè a tutti quei casi in cui il radicamento del soggetto del territorio determina una stabile condizione di vita, da intendersi riferita non solo all'inserimento lavorativo, ma anche ad altri ambiti relazionali rientranti nell'alveo applicativo dell'art. 8 (Cass. n. 5506 del 26/02/2021; Cass. n. 1347 del 22/01/2021). In tale senso si è espressa anche la Corte Edu, la quale rileva che tutti i rapporti sociali tra gli immigrati stabilmente insediati e la comunità nella quale vivono fanno parte integrante della nozione di "vita privata" ai sensi dell'art. 8, indipendentemente dall'esistenza o meno di una "vita familiare" (Corte Edu, 14/02/2019 Narijs c. Italia). Del pari, non va trascurato che, utilizzando il parametro dell'art 8 della Convenzione Edu, anche lo stesso concetto di relazione familiare si amplia, perché il riferimento non è solo alla famiglia fondata sul matrimonio di cui all'art 29 Cost. ma a quello più ampio e mobile dato dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
ciò in particolare è rilevante per le famiglie di fatto, e per altri legami affettivi che pur non trovando riconoscimento giuridico, potrebbero comunque fondarsi su un solido rapporto de facto, nonché per i legami con parenti che pur non facendo parte della “famiglia nucleare” tuttavia possono in determinate circostanze assumere una forte rilevanza per l'individuo” (cfr. Corte Cass. 2874/2023). Lo svolgimento di attività lavorativa è ovviamente considerato estrinsecazione dell'integrazione sociale, valorizzando la giurisprudenza di legittimità anche “le attività di volontariato, le attività lavorative svolte (anche se mediante l'instaurazione di rapporti di formazione professionale e a termine) e la conoscenza della lingua italiana, che non può escludersi in ragione del fatto che il ricorrente abbia svolto l'audizione giudiziale con l'ausilio di un interprete, atteso che la presenza di quest'ultimo è necessaria per garantire la tutela del diritto di difesa del ricorrente e non prova, invece, che egli non conosca la lingua italiana ad un livello sufficiente ed adeguato” (Cass 16716/23). L'attualità della tutela della vita privata e familiare, anche dopo le modifiche apportata dall'art 19 TUI, è stata confermata dalla giurisprudenza di legittimità con una pronuncia emessa nell'ambito di un ricorso contro un provvedimento di espulsione ove si legge ancora: “da ultimo si dà atto, per completezza, che l'art. 7, comma 1, d.l. 10 marzo 2023, n. 20, recante "Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare" (c.d. decreto Cutro), convertito con modificazioni dalla l. 5 maggio 2023, n. 50, ha abrogato il terzo e quarto periodo dell'art. 19, comma 1.1. TUI, ma il successivo comma 2 prevede espressamente che alle istanze presentate fino alla data di entrata in vigore del decreto (13 marzo 2023), ovvero nei casi in cui lo straniero abbia già ricevuto l'invito alla presentazione dell'istanza da parte della Questura competente, «continua ad applicarsi la disciplina previgente». In ogni caso, il diritto al rispetto della vita privata e familiare non solo è rimasto in vita nell'art. 5, comma 6, TUI, ma continua ad essere tutelato dall'art. 8 CEDU e rientra in quel
“catalogo aperto” dei diritti fondamentali (cfr. Cass. Sez. U, 24413/2021) connessi alla dignità della persona e al diritto di svolgere la propria personalità nelle formazioni sociali, tutelati dagli artt. 2, 3, 29, 30 e 31 Cost., trovando dunque il suo fondamento in fonti sovraordinate rispetto alla legislazione ordinaria” (cfr. Cass. 28162/2023). D'altronde la protezione umanitaria prima e speciale poi condivide con la protezione internazionale la natura di diritto fondamentale della persona, costituendo, unitamente alla protezione maggiore, attuazione dell'art 10 Cost e, pertanto, discendendo in via diretta dall'asilo costituzionale (cfr. Cass. 10686/12). L'ancoramento della protezione speciale agli obblighi costituzionali e internazionali impedisce la possibilità di racchiuderla in ipotesi tassative, consegnandole la natura di catalogo aperto, via via connotandosi e riempendosi di diritti soggettivi dipendenti dall'evoluzione interpretativa e comprensivi a titolo esemplificativo del diritto alla famiglia (art 3, 2, 29 Cost, 8 CEDU), del diritto alla salute (art 32), diritto alla tutela dell'ambiente (art 9 e 41 Cost). Si tratta di posizioni soggettive che, anche se non integrano la protezione maggiore (status di rifugiato/protezione sussidiaria), assumono rilievo per la protezione minore, quella speciale, che assurge a misura atipica, residuale e complementare, ma oggetto di valutazione autonoma, tanto che il rigetto della protezione superiore non determina ex se anche quello della protezione minore, ancorata a una condizione specifica e sua propria, la vulnerabilità (v. Cass. 28990/2018). Ai fini dell'accertamento del diritto alla tutela della vita privata e familiare, si deve segnalare che la novella del 2020, introducendo criteri di accertamento del diritto, aveva indotto la giurisprudenza di legittimità a superare il precedente orientamento basato sul giudizio di bilanciamento tra situazione soggettiva e oggettiva del richiedente con riferimento al paese di origine e la sua attuale situazione di integrazione sociale nel paese di accoglienza (cfr. Ca18455/22). Ora, con la novella legislativa del 2023, che ha abrogato il terzo e il quarto periodo dell'art 19, comma 1.1 TUI, si pone il problema dei criteri di accertamento del diritto alla vita privata e familiare. Tali presupposti non possono che rinvenirsi nel medesimo art. 8 CEDU e nei principi elaborati sul punto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Pertanto, in virtù di tali criteri, occorre effettuare un bilanciamento tra il diritto alla vita familiare e privata del richiedente, da un lato, e, dall'altro, esigenze dello Stato quali le garanzie di sicurezza e di tutela dell'ordine pubblico, di benessere economico del Paese, di protezione della salute e della morale o dei diritti e delle libertà altrui. Orbene, tutto ciò premesso, passando all'esame del caso di specie con riferimento alla verifica della fondatezza della domanda in esame, il ricorrente proviene dal MA, rispetto al quale si riporta quanto di seguito. In relazione alla specifica situazione del MA, si riporta quanto segue. Dalle numerose fonti consultate, risulta che il MA sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità. Riguardo agli eventi storico-politici del MA, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da parte Persona_2 dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, che Per_3 indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento CP_2 Controparte_3
) guidato da , nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] Persona_4 gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne Parte_3 Pe presidente. (GITPA, Le conflit touareg au MA et 2002, Per_6 https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500- 4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de- moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Controparte_4 Controparte_5
Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; MA, Accord sur la cessation des hostilités: le Gouvernement de la République du MA d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/; Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557) Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_6 Per_7 Per_8 postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_3 Per_8 Per_9
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_10 CP_4 Per_1 Pers inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, Per_7 e Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, Per_13 l' e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del MA. CP_7 In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta Persona_14 militare ha guidato due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in MA si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, MA : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque- contre-un-camp-militaire-dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_8 Controparte_9
officiellement 29 maggio 2021,
[...] Controparte_10 https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement- nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du-mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter;
[...]
, L'insurrection islamiste aux portes de AM, 30 agosto 2022, Controparte_11 https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/). Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in MA si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello del 2020 è Persona_15 stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto sanzioni CP_7 sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in MA minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, : Persona_14 MA's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis- president;
BBC News, MA coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, MA, a Coup within a Coup, 27 maggio 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. Schmauder, MA: Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_12
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...] paix-et-la-reconciliation-au-MA_Issu-du-Processus-d' . CP_13 Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_7 fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges MA's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un- urges-mali-s-transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto pesanti sanzioni (Al Jazeera, MA parliament approves five-year democratic CP_7 transition plan, 21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament- approves-five-year-democratic-transition-plan; France 24, MA 'open to dialogue' Controparte_14 with after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_7 https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions). Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Al Jazeera ha dichiarato che, sebbene Testimone_1 circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Per_16 Per_1 AM, ha dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù Tes_1 i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “MA CP_15 votes in constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional-referendum- vote); Aljazeera, “MAan approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812). La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country- chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E). Secondo LE CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in MA, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_4 Parte_5
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del MA, gruppi armati non
[...] identificati, , (Missione Controparte_16 Controparte_17 CP_18 CP_19 delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del MA). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il è Pt_4 CP_20 stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: LE CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ ) Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di LE, il coinvolgimento di CP_20 aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_17
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. CP_20 Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto CP_20 tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, LE ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato Per_17 CP_20 trappole esplosive nella regione centrale di OP (LE, AG Group Operations in Africa Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and MA, 30 agosto 2022) Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_19 Multidimensional Integrated Stabilization Mission in MA) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal MA entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del MA che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare CP_19 immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del MA e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf ) United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_21 Nell'ultimo decennio, il MA e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_4 parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_19 Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al MA. Il governo del MA aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con Per_18 il rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata (PMC) AG. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/). Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in MA, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il MA nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In CP_4 seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Mosca Testimone_2 continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2 https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; Made for Minds, 02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a- 64639926). Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle comunità Per locali, come nelle regioni di Bandiagara, e e le principali vie di accesso strategico Per_20 Per_21 dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in MA Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement). Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in MA è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra KI SO, MA e In Per_6 quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk) Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in MA, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America (USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist Per_20 Per_22 Per_23
2023 di LE (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con Pers particolare gravità nelle zone di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si Per_24 evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, fino Per_20 Per_25 al confine nord Nourani, in cui sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To MA – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country Reports on Human Rights Practices: MA, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; LE, Conflict Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)). In generale, come si osserva da LE CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle Per_1 intesità dei conflitti in MA nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e Per_22 non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 Per_23 Per_24 eventi;
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e Parte_6 Per_26 infine OP e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. (LE Per_27 CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023: LE CAST Monthly Report ( )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei Persona_28 diritti umani in MA, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento nella zona di Per_20 Per_23 Per_26 Kidal. Nonostante le zone di AM e risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, Per_23 rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in MA;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in MA, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, MA: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_4 https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat COI Controparte_22 Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_MA__Situation_s%C3%A9cur itaire_au_sud_du_pays.pdf). Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta Pers che sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel MA centrale, i gruppi affiliati a Per_29 [...]
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come Persona_30 dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del MA sono Per_31 continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)) Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del MA ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in MA. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org) Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Nusrat ul-Islam wa al- Per_29
Muslimin ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi CP_19 hanno ucciso 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in Per_3 varie località, come a e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Per_32 Per_32 Per_34 Bandiagara) per liberare le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di Pt_7 per aver collaborato con le Forze armate del MA e aver permesso alle pattuglie della di CP_19 entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile. (Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central-mali-attack ). Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel MA settentrionale, gli attacchi Pers hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi CP_19 i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e-minacce-a-opera-di- Security Council Report Email_4 trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)). Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del MA, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, MA Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20ar e%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in MA sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in MA (51%),
contro
KI SO (25%) e ER (9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_2 Secondo i dati forniti da LE, nei primi undici mesi del 2023 (dal primo gennaio al primo dicembre), si sono verificati in MA 1436 incidenti di sicurezza (di cui 440 battaglie, 43 sommosse, 270 esplosioni e 683 episodi di violenza contro i civili), che hanno cagionato la morte di 3895 persone1. Ad agosto 2024 ha lanciato un'offensiva su vasta scala nelle regioni centrali, occidentali Pt_4 e settentrionali del MA. A fine luglio, e il Quadro strategico per la difesa del popolo di Azawad Pt_4 (CSP-DPA) hanno condotto offensive simultanee contro il e l'esercito maliano CP_20 Per_1 ( nell'area di Tin Zaouatene, regione di dove a subito la sua sconfitta peggiore Per_17 CP_20 in . Dopo che la violenza che ha coinvolto è diminuita a giugno e luglio, l'offensiva ha CP_4 Pt_4 portato a un aumento del 5% della violenza ad agosto rispetto a luglio. Nel mezzo dell'offensiva di agosto, ha invaso numerose posizioni tra cui le città di Yelimane, e Nioro du Pt_4 Per_17 Per_35 Sahel nella regione di nella regione di OP;
nella regione di Per_23 Per_36 Persona_37
Bandiagara; e nella regione di Tombouctou. Per rappresaglia, ha effettuato oltre una Per_38 Per_17 dozzina di attacchi aerei. Mentre diversi attacchi aerei e con droni colpivano le posizioni e Pt_4 CSP-DPA, i civili sono stati colpiti in diverse occasioni, causando almeno 49 vittime segnalate. e hanno anche lanciato l'Operazione Vengeance con accrescimenti militari Per_17 CP_20 all'aeroporto di Gao2. Secondo alcune fonti, i tuareg avrebbero ricevuto informazioni importanti dall'Ucraina, come dichiarato dal portavoce dei servizi di intelligence militare ucraini. La giunta militare maliana ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con l'Ucraina, accusandola di essere parzialmente responsabile dell'attacco contro le forze maliane e di sostenere il terrorismo internazionale.3 A settembre 2024, presunti jihadisti hanno attaccato sia un campo di addestramento della polizia militare che l'aeroporto della capitale AM, uccidendo oltre 70 persone e ferendone almeno altre 200. I media hanno riferito che questa informazione è stata ricevuta da fonti all'interno delle autorità di sicurezza e del servizio diplomatico.4 A novembre 2024 il gruppo ha condotto un'operazione nella città di Lerneb (regione CP_20 di Timbuktu), vicino al confine con la Mauritania, insieme ai membri dell'esercito maliano il 10 e 11 novembre 2024. Lavorando su informazioni ottenute da diverse fonti locali, RFI ha verificato che sette civili sono stati giustiziati durante questa operazione. I loro corpi sarebbero stati trovati mutilati. Si dice che i tuareg siano tra le vittime, che, secondo le fonti locali, non avevano legami con gruppi armati. RFI riporta che l'esercito maliano non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche né risposto alle richieste di RFI sull'operazione. Una fonte di AM, proveniente da ambienti di sicurezza, ha riferito a RFI che l'operazione è stata documentata internamente con un bilancio di sei "civili sospetti" uccisi.5 I civili continuano ad essere presi di mira dagli attacchi compiuti da tutte le parti in conflitto. Secondo il Protection Cluster, oltre 35.000 violazioni dei diritti umani sono state segnalate nel 2024, con un aumento di oltre il 118% rispetto al 2023. L'incremento è stato particolarmente alto nella Pers regione di nel 2024 sono state registrate 8.272 violazioni dei diritti umani, con una crescita del 579% rispetto al 2023.6 Tra il 1 gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024 LE ha registrato in MA 1,478 eventi legati alla sicurezza [classificati come violenza politica]7 (di cui 417 classificati come battaglie, 420 classificati come esplosioni/violenza remota, 7 come scontri/rivolte, 634 come episodi di violenza contro i civili)8 che hanno causato 4,019 vittime in totale (1.817 correlate a battaglie, 694 ad esplosioni/violenza remota, 5 a scontri/rivolte, 1.503 ad episodi di violenza contro i civili).9 All'inizio del 2025 l'insicurezza persiste, causando ulteriori vittime civili. Le voci critiche alla giunta militare continuano a essere minacciate, e le richieste di una tempistica elettorale si sono intensificate. Le autorità il 2 gennaio 2025 hanno arrestato il membro dell'opposizione Persona_39 dopo un post critico sui social media nei confronti del governo;
un'altra figura dell'opposizione,
rapito dalle forze di sicurezza a dicembre, è ancora desaparecido. Nel Persona_40 frattempo, l'ex primo ministro l'8 gennaio 2025, ha espresso il suo supporto per i Per_41 militari, ma ha chiesto il ritorno all'ordine costituzionale e la fine della "transizione dall'alto". Undici partiti politici il 22 gennaio 2025 hanno emesso una dichiarazione chiedendo al governo un "calendario preciso per le elezioni". L'organismo regionale dell'Africa occidentale ECOWAS ha confermato ufficialmente l'uscita dei governi del Sahel. Il 29 gennaio 2025 ha formalmente CP_7 riconosciuto l'uscita dell'Alleanza degli Stati del Sahel (AES) – KI SO, MA e i Per_6 negoziati tra i due blocchi, inclusi quelli sul movimento di persone e merci, sono in corso.10 Migliaia di persone si sono radunate vicino alla capitale AM il 28 gennaio 2025 per sostenere il ritiro. Il ministro della Difesa del il 21 gennaio 2025, ha annunciato una "forza unificata" Persona_42 AES di 5.000 uomini per combattere il terrorismo.11 Il comitato che redige la Carta Nazionale per la Pace e la Riconciliazione, derivante dal dialogo Cont inter-maliano del 2024, dal 17 al 26 febbraio 2025 ha tenuto una nuova fase di consultazioni;
l' e i gruppi jihadisti sono rimasti esclusi dal processo. In precedenza, i dignitari nel nord, il 2 febbraio 2025, hanno formato l'associazione Tamouzok per supportare le iniziative del governo volte a facilitare il dialogo con le comunità locali. Il governo il 11 febbraio 2025 ha rilanciato il processo di integrazione nell'esercito di 2.000 combattenti di gruppi armati pro-governativi.12 Le autorità il 5 febbraio 2025 hanno arrestato leader di un movimento che CP_25 supporta l'influente leader religioso e critico del governo in esilio, l'AM a causa Persona_43 Per_4 delle voci sul ritorno del religioso. Nel giorno previsto per l'arrivo di , il governo il 14 febbraio 2025 ha schierato oltre 1.000 agenti di polizia nella capitale AM per limitare gli assembramenti dei suoi sostenitori, arrestando nove persone e accusandole di assemblaggio illegale;
gli alleati di Per_4
hanno dichiarato lo stesso giorno che aveva "posticipato" il ritorno pianificato. 13 Cont Dal 3 marzo in poi sono, inoltre, circolate notizie sui colloqui in corso tra e su Pt_4 operazioni congiunte. Mentre i colloqui possono portare a un maggiore coordinamento e comunicazione, permangono grandi differenze tra i due gruppi, tra cui l'attenzione territoriale e l'affiliazione del JNIM con al-Qaeda.14 Dopo che il 1° aprile l'esercito algerino ha abbattuto un drone maliano, sostenendo che aveva violato lo spazio aereo algerino, il 6 aprile AM ha condannato "l'atto di aggressione", ha ribadito l'accusa che sostiene il terrorismo, affermando che la mossa CP_26 aveva lo scopo di prevenire l'attacco pianificato dal MA contro i gruppi armati che operano nell'area. Il 6 aprile il governo si è ritirato dalla cooperazione militare regionale con l'Algeria e ha richiamato l'ambasciatore da L'Algeria il giorno dopo ha ricambiato. Anche AM e il 7 aprile CP_26 CP_26 hanno chiuso i rispettivi spazi aerei.15 Secondo il Global Protection Cluster,16 nel mese di aprile 2025, la situazione relativa alla protezione dei civili in MA continua a destare preoccupazione, con 4.269 violazioni dei diritti umani segnalate, evidenziando un aumento rispetto al mese precedente. Tale incremento rivela la persistenza delle violenze nelle zone di conflitto. Le violazioni dell'integrità fisica e psichica restano le più
l'obiettivo iniziale di migliorare le relazioni economiche e politiche tra gli stati membri. Secondo i rapporti dei media, avevano accusato di essere sotto l'influenza della Francia, che aveva imposto sanzioni contro i tre paesi dopo CP_7 Per_ i colpi di stato in KI SO (nel 2022), MA (nel 2020 e 2021) e (nel 2023). Da allora, i rapporti tra i tre paesi Per_ del e gli altri stati di si sono notevolmente deteriorati. Nel settembre 2023, KI SO, MA e CP_4 CP_7 hanno fondato la propria Alleanza degli Stati del Sahel (AES). Si dice che l'AES abbia cercato nella Russia un alleato nella lotta contro il jihadismo. Pochi giorni dopo il ritiro da capo del governo militare CP_7 Persona_44 burkinabè, sarebbe stato la prima persona a ricevere il nuovo passaporto AES. Secondo una dichiarazione rilasciata dal ministro della difesa nigerino il 21 gennaio 2025, è previsto la formazione di un esercito congiunto AES con circa 5.000 soldati per combattere il jihadismo. ha concesso agli stati del n periodo di grazia di sei mesi per rientrare CP_7 CP_4 nella comunità. ederal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW06/2025), 3 February CP_27 2025 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2025/briefingnotes- kw06-2025.pdf?__blob=publicationFile&v=2 11 International Crisis Group, Crisis Watch database, January 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 12 International Crisis Group, Crisis Watch database, February 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 13 International Crisis Group, Crisis Watch database, February 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 14 International Crisis Group, Crisis Watch database, March 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 15 International Crisis Group, Crisis Watch database, April 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 16 GPC - Global Protection Cluster, published by ReliefWeb: Note d'analyse mensuelle de protection;
Avril 2025, 28 May 2025 https://reliefweb.int/attachments/2758b75b-f612-4844-b701-db7750d56f97/MA%20-
%20Note%20d%E2%80%99analyse%20mensuelle%20de%20protection%20%28avril%202025%29.pdf frequenti (1.765 casi), in particolare nelle regioni del Nord e del Centro. Queste violenze, che comprendono aggressioni, minacce e violenze sessuali, sono favorite dal crollo delle strutture sociali e dalla presenza di gruppi armati. Gli sfollamenti forzati (1.397 casi) riflettono l'ampiezza della crisi della sicurezza. Le popolazioni fuggono dai combattimenti, aggravando la vulnerabilità delle aree di accoglienza già fragili. Inoltre, sono state registrate 947 violazioni del diritto alla proprietà, a testimonianza di una strategia di controllo territoriale da parte dei gruppi armati, a scapito dei mezzi di sussistenza delle comunità rurali. Le violazioni del diritto alla vita (67 casi), alla libertà e alla sicurezza della persona (85 casi) – in particolare rapimenti e omicidi mirati – alimentano un clima di paura, compromettendo la coesione sociale. Sebbene meno numerosi, gli attacchi contro le infrastrutture di base (8 casi) producono effetti duraturi, privando la popolazione dell'accesso all'istruzione e alle cure mediche. I distretti di Parte_8 Parte_9 Parte_10 e concentrano la maggior parte delle violazioni, a riprova della complessità di un Pt_11 Pt_12 conflitto multidimensionale in cui i civili restano le prime vittime. Nella più grande protesta dal colpo di Stato militare del 2021, il 3 maggio centinaia di persone hanno manifestato nella capitale AM contro la raccomandazione della consultazione nazionale sponsorizzata dal governo di sciogliere i partiti politici e nominare il leader di transizione, il generale come presidente con mandato quinquennale rinnovabile. La polizia ha transennato Persona_15 l'area per evitare scontri con giovani filo-militari. In vista di un'altra protesta prevista per il 9 maggio, il 7 maggio il governo ha sospeso tutte le attività politiche "fino a nuovo avviso", costringendo gli organizzatori a sospendere il raduno. L'8 maggio persone non identificate hanno rapito
[...]
segretario generale del partito di opposizione Convergenza per lo sviluppo del MA, e Per_45 [...]
, leader del Partito del Cambiamento all'opposizione, che avevano preso parte alle Persona_46 Per_1 proteste del 3 maggio;
il 13 maggio ha sciolto tutti i partiti politici.17 Il 6 giugno, il gruppo paramilitare russo ha annunciato che avrebbe lasciato il MA. CP_20 ha avuto tra i 1000 e i 2000 soldati presenti nel paese dalla fine del 2021.18 Si sono schierati CP_20 per combattere a fianco dell'esercito contro i jihadisti e altri insorti che hanno seminato insicurezza nel paese del Sahel centrale. AG sostiene che la missione del gruppo è "completa", ma i combattimenti infuriano e la cooperazione russo-maliana in materia di sicurezza sembra destinata a persistere, anche se in una forma leggermente diversa. In effetti, questa non è tanto una partenza quanto una sostituzione.19 L'Africa Corps, una forza creata dal Ministero della Difesa russo in parte per sostituire e già presente in MA, ha dichiarato che non ci saranno "cambiamenti" agli CP_20 schieramenti russi nel Paese.20 Gli scambi sui social media sui canali Telegram utilizzati da osservatori russi esperti suggeriscono che il 70-80% del personale dell'Africa Corps sono ex combattenti della 21 La partnership del MA con non sembra essere riuscita a CP_20 CP_20 ripristinare la sicurezza nel paese e ha visto un'ondata di violenza sia da parte dei paramilitari che delle forze di sicurezza maliane contro i civili.22 L'esercito maliano ha subito diverse gravi battute d'arresto nelle ultime settimane, con i jihadisti che hanno attaccato tre importanti campi militari e la città di Timbuctù, causando centinaia di vittime maliane. Il 4 giugno, i jihadisti hanno affermato di aver fatto esplodere un esplosivo in un campo di addestramento MAan-AG alla periferia di AM. Ciò fa seguito a uno sfacciato attacco jihadista a AM nel settembre 2024 e alla sconfitta malian-AG per mano degli insorti a due mesi prima.23 Sebbene abbia Parte_13 CP_20 rivendicato il merito di alcune importanti vittorie, in particolare la riconquista dell'ex roccaforte Per_1 separatista nel novembre 2023, il suo mandato è stato segnato da un generale deterioramento del quadro della sicurezza.24
Tra il 1° gennaio 2025 e il 30 maggio 2025 LE ha registrato in MA 614 eventi legati alla sicurezza [classificati come violenza politica]25 (di cui 179 classificati come battaglie, 185 classificati come esplosioni/violenza remota, 6 come scontri/rivolte, 244 come episodi di violenza contro i civili)26 che hanno causato 1,597 vittime in totale (743 correlate a battaglie, 356 ad esplosioni/violenza remota, 7 a scontri/rivolte, 491 ad episodi di violenza contro i civili).27 Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in MA vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero. Quanto esposto consente di ritenere che, sulla base delle COI aggiornate, il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da “conflitto armato” tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale.
Considerato che
, ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del D.lgs. n. 286/1998 (TUI), non è consentito il respingimento o l'espulsione dello straniero verso uno Stato in cui esistano fondati motivi per ritenere che egli rischi di essere sottoposto a tortura o a trattamenti inumani o degradanti, ovvero possa subire una violazione grave e individuale dei diritti fondamentali della persona, nel caso di specie, si ritengono sussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del D.lgs. 286/1998. Inoltre, quanto ai profili attinenti alla vita privata del ricorrente, tra cui la sua integrazione socio- lavorativa, nella specie, il ricorrente ha allegato la seguente documentazione: documentazione lavorativa (doc. 2); contratto di lavoro a tempo pieno e determinato dal 21/07/2025 al 31/10/2025 (doc. allegato a deposito del 13.8.2025); contratto di lavoro a tempo pieno e determinato dal 22.11.2025 al 15.12.2025 in qualità di bracciante agricolo alle dipendenze della ditta AO ON (doc. allegato a deposito del 28.11.2025). Per gli indicati profili di vulnerabilità del ricorrente e per gli indici del percorso di integrazione che egli sta cercando di compiere nel territorio nazionale, valorizzando i parametri normativi di cui sopra espressi all'art. 19 TUI, si ritengono ricorrere seri motivi idonei a giustificare il rilascio di un permesso di soggiorno onde consentire al ricorrente un congruo periodo di stabilità al fine di completare il proprio sviluppo individuale e sociale, sottolineandosi come il ricorrente abbia compiuto sinceri sforzi per cogliere e sfruttare tutte le opportunità che il sistema di accoglienza ha messo a sua disposizione nella prospettiva della sua integrazione nel nostro Paese. Ed invero, procedendo alla valutazione comparativa tra la situazione di integrazione che il richiedente ha in Italia e quella che egli ha vissuto prima della partenza ed in cui si troverebbe a vivere in caso di rientro, risulta un'effettiva ed incolmabile sproporzione tra i due contesti di vita nel godimento dei diritti fondamentali che costituiscono presupposto indispensabile di una vita dignitosa (sul punto v.: Cass. sez. un. 24413/2021; Cass.7396/2021; Cass. 16369/22; Cass. 26089/22). Non vi è luogo a provvedere in merito alle spese processuali, tenuto conto della natura della procedura alla luce della ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato ed essendo la convenuta la PA.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza:
- accoglie la domanda e riconosce in favore di nato a [...] Parte_1 (MA) i 31.12.1974, CUI il diritto al permesso di soggiorno per protezione C.F._1 speciale ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 5 e 19 TUI e per l'effetto trasmette gli atti al Questore per il rilascio del detto documento;
- nulla sulle spese.
Manda alla Cancelleria di notificare al ricorrente il presente decreto e di darne comunicazione alla Commissione Territoriale nonché al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Torino.
Torino, 9.12.2025
Il Giudice estensore Il Presidente Monica Mastrandrea Roberta Dotta 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 LE, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard 2 Acled data analisi MA agosto 2024, pubblicato 6 settembre 2024 url, data ultima verifica 30 settembre 2024 3 BBC: MA cuts diplomatic ties with Ukraine over AG ambush claims, 05.08.24 https://www.bbc.com/news/articles/ceqdd7vdwg7o 4 France 24: Major jihadist attack in MA's capital killed more than 70, security source says, 19.09.24 https://www.france24.com/en/africa/20240919-major-jihadist-attack-in-mali-s-capital-killed-more-than-70-security- source-says-jnim-bamako-al-qaeda 5 RFI: MA. L'armée et AG exécutent sept civils à Lerneb, dans la région de Tombouctou, 13.11.24 https://www.rfi.fr/fr/afrique/20241113-mali-l-arm%C3%A9e-et-wagner-ex%C3%A9cutent-sept-civils-%C3%A0-
Email_5CP_2 6 , MA - Conflict, protection incidents (DG ECHO Partners, Media Outlets) (ECHO Daily Flash of 10 February 2025) https://reliefweb.int/report/mali/mali-conflict-protection-incidents-dg-echo-partners-media-outlets-echo-daily- flash-10-february-2025 7 La violenza politica è definita come l'uso della forza da parte di un gruppo con uno scopo o una motivazione politica, o con effetti politici distinti. Un evento di violenza politica è un singolo scontro in cui la forza è utilizzata da uno o più gruppi per un fine politico. Un evento di manifestazione è una riunione pubblica di persona di tre o più persone che sostengono una causa comune. Altri selezionati casi non violenti di sviluppi politicamente significativi sono inclusi nel dataset per catturare i potenziali precursori o momenti critici di un conflitto violento. Guida LE https://acleddata.com/acleddatanew/wp-content/uploads/dlm_uploads/2024/10/LE-Codebook-2024-7-Oct.- 2024.pdf 8 LE Explorer, 1 gennaio 2024 - 31 dicembre 2024 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac 9 LE Explorer, 1 gennaio 2024 - 31 dicembre 2024 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac Per_ 10 I paesi KI SO, MA e guidati da giunte militari, hanno ufficialmente ritirato la loro adesione dalla Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) il 29 gennaio 2025. La decisione di ritirarsi era già stata presa il 28 gennaio 2024 (cfr. BN del 29.01.24). I tre paesi facevano parte di fondata nel 1975 con CP_7 17 International Crisis Group, Crisis Watch database, May 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 18 https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/b185-mali-eviter-le-piege-de-lisolement 19 ICG, MA and Russia Restructure Their Security Partnership – But to What End?, https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali-russia-internal/mali-and-russia-restructure-their-security-partnership- what-end 20 Forein Policy, Is Africa Corps a ?, https://foreignpolicy.com/2024/02/07/africa-corps- Controparte_28 wagner-group-russia-africa-burkina-faso/ Co 21 , Aborted Run on Moscow: What Comes Next?, Controparte_30 https://www.crisisgroup.org/europe-central-asia/caucasus/russia-internal/assessing-wagner-groups-aborted-run- moscow-what-comes 22 Human Rights Watch, MA: Atrocities by the Army and AG Group, https://www.hrw.org/news/2024/12/12/mali- atrocities-army-and-wagner-group 23 International Crisis Group, The 17 September Jihadist Attack in AM: Has MA's Security Strategy Failed?https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/attaque-jihadiste-du-17-septembre-bamako-lechec-du-tout- securitaire-au-mali 24 International Crisis Group, Northern MA: Return to Dialogue, https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/314- nord-du-mali-revenir-au-dialogue 25 La violenza politica è definita come l'uso della forza da parte di un gruppo con uno scopo o una motivazione politica,
o con effetti politici distinti. Un evento di violenza politica è un singolo scontro in cui la forza è utilizzata da uno o più gruppi per un fine politico. Un evento di manifestazione è una riunione pubblica di persona di tre o più persone che sostengono una causa comune. Altri selezionati casi non violenti di sviluppi politicamente significativi sono inclusi nel dataset per catturare i potenziali precursori o momenti critici di un conflitto violento. Guida LE https://acleddata.com/acleddatanew/wp-content/uploads/dlm_uploads/2024/10/LE-Codebook-2024-7-Oct.- 2024.pdf 26 LE Explorer, 1 gennaio 2025 – 30 maggio 2025 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac 27 LE Explorer, 1 gennaio 2025 – 30 maggio 2025 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac
in composizione collegiale nelle persone di:
Roberta Dotta Presidente Monica Mastrandrea Giudice rel./est. Tiziana De Fazio Giudice
nel procedimento iscritto al r.g n. 14677/2025 vertente tra:
nato a [...] i 31.12.1974, CUI 059KQQ4, elettivamente Parte_1 domiciliato presso lo studio dell'Avv. Martina Pangella che lo rappresenta e difende come da procura in atti ricorrente e
– Questura di Torino con l'Avvocatura dello Stato Controparte_1 resistente
avente ad oggetto: ricorso ex art. 281 undecies c.p.c. avverso diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale del Questore della Provincia di Torino del 20.3.2025 notificato il 16.7.2025 sciogliendo la riserva che precede, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Con ricorso depositato in data 22.7.2025 il sig. nato a [...] Parte_1 (MA) i 31.12.1974, CUI ha impugnato il decreto del Questore di Torino datato 20.3.2025 C.F._1 Pa e notificato il 16.7.2025 con cui la ha respinto l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale, chiedendo al Tribunale di riconoscere in proprio favore il diritto al riconoscimento di un permesso di permesso di soggiorno per protezione speciale ex art. 32, co. 3, gs 28 gennaio 2008, n. 25 convertibile in permesso per motivi di lavoro in applicazione della disciplina transitoria ai sensi dell'art. 7 c. 2 D.L n. 20/2023. A sostegno della domanda il ricorrente ha richiamato il lungo periodo di permanenza in Italia, l'elevato grado di integrazione socio-lavorativa raggiunta, nonché la grave condizione di indigenza in cui verserebbe il ricorrente in caso di rientro nel suo Paese d'origine e la grave situazione di instabilità socio-politica e le gravi violazioni dei diritti umani esistenti in MA. Il Tribunale ha sospeso l'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato ed ha fissato l'udienza al 2.12.2025. Il si è costituito in data 1.12.2025 ed ha sostenuto l'insussistenza dei Controparte_1 presupposti per il riconoscimento in capo al ricorrente di un permesso per protezione speciale richiamando le argomentazioni contenute nella relazione informativa redatta dall'Amministrazione (v. comparsa di costituzione e allegato A). All'udienza del 2.12.2025: nessuno è comparso per la PA costituita;
la difesa ha insistito nell'accoglimento del ricorso. All'esito, la causa è stata rimessa alla decisione del Collegio. Occorre preliminarmente evidenziare che oggetto del giudizio è l'impugnazione del provvedimento del Questore di Torino che ha rigettato l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale. Sul punto sono intervenute negli ultimi anni varie modifiche normative. Innanzitutto, con il d.l. n. 113 del 2018 conv. dalla l. n. 132 del 2018, è stata rivista e modificata integralmente la disciplina della protezione umanitaria tipizzando precise fattispecie al fine di riconoscere al richiedente un permesso speciale per motivi diversi dalla protezione internazionale (al riguardo, in assenza, nel d.l. del 2018 n. 113, di una disciplina transitoria e in applicazione dell'art. 11 delle disp. preleggi c.c., si è ritenuto applicabile la normativa previgente alle domande proposte anteriormente all'entrata in vigore del citato decreto: in questo senso, Cass. n. 4890 del 2019; Cass. n. 7831 del 2019). Successivamente, in data 22 ottobre 2020, è entrato in vigore il d.l. n. 130 del 2020, conv. con modifiche dalla l. n. 173 del 2020, che, per quanto qui di rilievo, nel confermare la scelta della tipizzazione rispetto alla fattispecie di protezione complementare c.d. “a catalogo aperto”, ha modificato nuovamente il testo dell'art. 5, comma 6, T.U.I., ripristinando il dovere del rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali (originariamente espresso, ma poi eliminato dal d.l. n. 113 del 2018, conv. con modifiche nella l. n. 132 del 2018). Infine, sempre per quanto di rilievo in questa sede, con d.l. n. 20 del 2023, conv. con modificazioni dalla l. n. 50 del 2023, è stata nuovamente modificata la formulazione (anche) dei commi 1.1. e 1.2. dell'art. 19, T.U.I., ma con norma transitoria è stata prevista l'applicabilità della normativa abrogata alle domande di riconoscimento della protezione speciale presentate in data anteriore all'entrata in vigore del predetto decreto-legge, ossia all'11.3.2023. Il ricorrente ha formalizzato la domanda in data 10.6.2024, ne consegue l'applicazione al caso di specie del testo normativo di riferimento come da ultimo novellato. Il legislatore, con il DL 20/2023, convertito nella legge 50/2023, entrato in vigore il 11.3.2023, è nuovamente intervenuto sulla protezione speciale. L'art 7 del DL 20/2023 ha abrogato il terzo e il quarto periodo dell'art 19 c.
1.1. TUI, afferenti al quarto ambito della protezione speciale, quello concernente la protezione della vita privata e familiare e i relativi criteri di accertamento. La stessa norma ha introdotto un regime transitorio per le domande presentate prima dell'entrata in vigore (prima dell'11.3.2023) e per il regime applicabile ai permessi di soggiorno per protezione speciale già rilasciati con riferimento ai due periodi “soppressi”. La novella legislativa del 2023 ha lasciato inalterato il primo e il secondo periodo dell'art 19, comma 1.1., TUI e, in particolare, il richiamo all'art 5, comma 6, TUI che fa salvi il rispetto degli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato italiano, che, in ogni caso, avrebbero comunque avuto cogenza trovando la propria fonte in norme sovraordinate. Il riferimento agli obblighi costituzionali e internazionali consente, ove tali obblighi non siano soddisfatti dalle norme sulla protezione maggiore e da quelle sulla protezione speciale, di completare il sistema con una sorta di norma di chiusura con estensione della protezione anche a casi non tipizzati dal legislatore ma ancorati a precetti costituzionali e internazionali (in questo senso: cfr. Cass. 8400/2023). Il richiamo diretto all'art 5, comma 6, TUI permette tuttora di tutelare il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art 8 CEDU e di riconoscere, conseguentemente, il diritto al rilascio del relativo permesso di soggiorno per protezione speciale, laddove ne ricorrano i presupposti. Con riguardo alla nozione di vita privata e familiare rimangono attuali le pronunce della giurisprudenza di legittimità: la tutela della vita privata, in particolare, non coincide esclusivamente con l'integrazione lavorativa, ma comprende anche l'integrazione sociale, ossia un quid più ampio e parzialmente diverso (così: Cass. 20641/2023), conformemente a quanto statuito “dalla Corte di Strasburgo nella sentenza 14 febbraio 2019 (Ricorso n. 57433/15 - Causa
contro
Italia) ove Per_1 afferma “che l'art. 8 CEDU tutela anche il diritto di allacciare e intrattenere legami con i propri simili e con il mondo esterno, e comprende a volte alcuni aspetti dell'identità sociale di un individuo, e si deve accettare che tutti i rapporti sociali tra gli immigrati stabilmente insediati e la comunità nella quale vivono faccia parte integrante della nozione di «vita privata» ai sensi dell'art. 8” (cfr. Cass. 8400/2023). Di conseguenza, “l'integrazione sociale non è soltanto limitata alla vita lavorativa, ma rileva anche il radicamento sul territorio e le relazioni sociali instaurate (specie quelle solidali, quali l'attività di volontariato)”, assumendo rilevanza anche ad esempio “la conoscenza della lingua italiana, lo svolgimento di attività volontariato, la ragionevole prospettiva di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o comunque con contratti a tempo determinato che si rinnovano” (cfr. Cass. 8400/2023). Proseguono i giudici di legittimità affermando che “si impone pertanto un approccio ermeneutico più centrato sull'art. 8 Cedu, e di estendere la misura protettiva anche ad altri aspetti della vita privata che non costituiscono relazioni familiari e cioè a tutti quei casi in cui il radicamento del soggetto del territorio determina una stabile condizione di vita, da intendersi riferita non solo all'inserimento lavorativo, ma anche ad altri ambiti relazionali rientranti nell'alveo applicativo dell'art. 8 (Cass. n. 5506 del 26/02/2021; Cass. n. 1347 del 22/01/2021). In tale senso si è espressa anche la Corte Edu, la quale rileva che tutti i rapporti sociali tra gli immigrati stabilmente insediati e la comunità nella quale vivono fanno parte integrante della nozione di "vita privata" ai sensi dell'art. 8, indipendentemente dall'esistenza o meno di una "vita familiare" (Corte Edu, 14/02/2019 Narijs c. Italia). Del pari, non va trascurato che, utilizzando il parametro dell'art 8 della Convenzione Edu, anche lo stesso concetto di relazione familiare si amplia, perché il riferimento non è solo alla famiglia fondata sul matrimonio di cui all'art 29 Cost. ma a quello più ampio e mobile dato dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo;
ciò in particolare è rilevante per le famiglie di fatto, e per altri legami affettivi che pur non trovando riconoscimento giuridico, potrebbero comunque fondarsi su un solido rapporto de facto, nonché per i legami con parenti che pur non facendo parte della “famiglia nucleare” tuttavia possono in determinate circostanze assumere una forte rilevanza per l'individuo” (cfr. Corte Cass. 2874/2023). Lo svolgimento di attività lavorativa è ovviamente considerato estrinsecazione dell'integrazione sociale, valorizzando la giurisprudenza di legittimità anche “le attività di volontariato, le attività lavorative svolte (anche se mediante l'instaurazione di rapporti di formazione professionale e a termine) e la conoscenza della lingua italiana, che non può escludersi in ragione del fatto che il ricorrente abbia svolto l'audizione giudiziale con l'ausilio di un interprete, atteso che la presenza di quest'ultimo è necessaria per garantire la tutela del diritto di difesa del ricorrente e non prova, invece, che egli non conosca la lingua italiana ad un livello sufficiente ed adeguato” (Cass 16716/23). L'attualità della tutela della vita privata e familiare, anche dopo le modifiche apportata dall'art 19 TUI, è stata confermata dalla giurisprudenza di legittimità con una pronuncia emessa nell'ambito di un ricorso contro un provvedimento di espulsione ove si legge ancora: “da ultimo si dà atto, per completezza, che l'art. 7, comma 1, d.l. 10 marzo 2023, n. 20, recante "Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare" (c.d. decreto Cutro), convertito con modificazioni dalla l. 5 maggio 2023, n. 50, ha abrogato il terzo e quarto periodo dell'art. 19, comma 1.1. TUI, ma il successivo comma 2 prevede espressamente che alle istanze presentate fino alla data di entrata in vigore del decreto (13 marzo 2023), ovvero nei casi in cui lo straniero abbia già ricevuto l'invito alla presentazione dell'istanza da parte della Questura competente, «continua ad applicarsi la disciplina previgente». In ogni caso, il diritto al rispetto della vita privata e familiare non solo è rimasto in vita nell'art. 5, comma 6, TUI, ma continua ad essere tutelato dall'art. 8 CEDU e rientra in quel
“catalogo aperto” dei diritti fondamentali (cfr. Cass. Sez. U, 24413/2021) connessi alla dignità della persona e al diritto di svolgere la propria personalità nelle formazioni sociali, tutelati dagli artt. 2, 3, 29, 30 e 31 Cost., trovando dunque il suo fondamento in fonti sovraordinate rispetto alla legislazione ordinaria” (cfr. Cass. 28162/2023). D'altronde la protezione umanitaria prima e speciale poi condivide con la protezione internazionale la natura di diritto fondamentale della persona, costituendo, unitamente alla protezione maggiore, attuazione dell'art 10 Cost e, pertanto, discendendo in via diretta dall'asilo costituzionale (cfr. Cass. 10686/12). L'ancoramento della protezione speciale agli obblighi costituzionali e internazionali impedisce la possibilità di racchiuderla in ipotesi tassative, consegnandole la natura di catalogo aperto, via via connotandosi e riempendosi di diritti soggettivi dipendenti dall'evoluzione interpretativa e comprensivi a titolo esemplificativo del diritto alla famiglia (art 3, 2, 29 Cost, 8 CEDU), del diritto alla salute (art 32), diritto alla tutela dell'ambiente (art 9 e 41 Cost). Si tratta di posizioni soggettive che, anche se non integrano la protezione maggiore (status di rifugiato/protezione sussidiaria), assumono rilievo per la protezione minore, quella speciale, che assurge a misura atipica, residuale e complementare, ma oggetto di valutazione autonoma, tanto che il rigetto della protezione superiore non determina ex se anche quello della protezione minore, ancorata a una condizione specifica e sua propria, la vulnerabilità (v. Cass. 28990/2018). Ai fini dell'accertamento del diritto alla tutela della vita privata e familiare, si deve segnalare che la novella del 2020, introducendo criteri di accertamento del diritto, aveva indotto la giurisprudenza di legittimità a superare il precedente orientamento basato sul giudizio di bilanciamento tra situazione soggettiva e oggettiva del richiedente con riferimento al paese di origine e la sua attuale situazione di integrazione sociale nel paese di accoglienza (cfr. Ca18455/22). Ora, con la novella legislativa del 2023, che ha abrogato il terzo e il quarto periodo dell'art 19, comma 1.1 TUI, si pone il problema dei criteri di accertamento del diritto alla vita privata e familiare. Tali presupposti non possono che rinvenirsi nel medesimo art. 8 CEDU e nei principi elaborati sul punto dalla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Pertanto, in virtù di tali criteri, occorre effettuare un bilanciamento tra il diritto alla vita familiare e privata del richiedente, da un lato, e, dall'altro, esigenze dello Stato quali le garanzie di sicurezza e di tutela dell'ordine pubblico, di benessere economico del Paese, di protezione della salute e della morale o dei diritti e delle libertà altrui. Orbene, tutto ciò premesso, passando all'esame del caso di specie con riferimento alla verifica della fondatezza della domanda in esame, il ricorrente proviene dal MA, rispetto al quale si riporta quanto di seguito. In relazione alla specifica situazione del MA, si riporta quanto segue. Dalle numerose fonti consultate, risulta che il MA sia tuttora caratterizzato da una situazione di forte instabilità. Riguardo agli eventi storico-politici del MA, si rileva che in seguito all'indipendenza del 1960, instaurata la dittatura del 1968 del generale si verificarono le prime ribellioni da parte Persona_2 dei tuareg per rivendicare il territorio dell' Le ribellioni furono soppresse dal regime, che Per_3 indusse i tuareg all'espatrio in Libia, dove ricevettero addestramento militare e sposarono un'interpretazione radicale dell'Islam. Formato il movimento CP_2 Controparte_3
) guidato da , nel 1990, i tuareg attaccarono un posto di
[...] Persona_4 gendarmeria, e nel 1991 fu firmato l'accordo di Tamanrasset, che sciolse il movimento. Nel 1991, dopo un colpo di stato, organizzò elezioni democratiche e nel 2002 divenne Parte_3 Pe presidente. (GITPA, Le conflit touareg au MA et 2002, Per_6 https://www.gitpa.org/Peuple%20GITPA%20500/GITPA%20500- 4_plusTEXTEREFconflittouareg.pdf; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de- moussa-traore-dix-dates/; , Cahiers Un atlas du Controparte_4 Controparte_5
Sahara-Sahel, 19 december 2014, p. 184; MA, Accord sur la cessation des hostilités: le Gouvernement de la République du MA d'une part et le Mouvement Populaire de l'Azaouad et le Front Islamique Arabe d'autre part, 6 January 1991, http://www.unesco.org/culture/fr/indigenous/Dvd/pj/TOUAREG/TouaregC4_2.pdf21; Roger, B., MA: retour sur le régime de Moussa Traoré en dix dates, 25 March 2016, https://www.jeuneafrique.com/312846/politique/mali-retour-regime-de-moussa-traore-dix-dates/; Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557) Nel 2012 la situazione è precipitata con lo scoppio di un conflitto armato che coinvolgeva forze governative e i diversi gruppi armati, sfociato in gennaio, con l'attacco da parte del
[...]
(in alleanza con il gruppo jihadista delle Controparte_6 Per_7 Per_8 postazioni militari governative nel nord del paese e ottenendone il controllo e dichiarando l'indipendenza dell' In seguito, (al-Qāʿida nel Maghreb islamico) e Per_3 Per_8 Per_9
(Movimento per l'Unicità e il Jihad in Occidentale) rompevano l'alleanza stipulata Per_10 CP_4 Per_1 Pers inizialmente con il e giungevano ad ottenere il controllo dei territori di Timbuctù, Per_7 e Per fermare la loro avanzata, si dispiegavano forze internazionali, quali la Francia, Per_13 l' e le Nazioni Unite, fino alla firma dell'Accordo per la pace e la riconciliazione del MA. CP_7 In ogni caso, la spirale jihadista si è gradualmente estesa dal nord verso il centro e, in alcuni casi, anche al sud e all'ovest del Paese. Nel 2020 e nel 2021 un colonnello di una giunta Persona_14 militare ha guidato due colpi di Stato, assumendo la carica di Presidente. Secondo il Centro per gli studi strategici in Africa (CESA), da quando la giunta militare ha preso il potere la situazione della sicurezza in MA si è notevolmente deteriorata. (Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani Atlante Geopolitico 2016, 2016, pp. 554-557; Le Monde, MA : attaque contre un camp militaire dans le nord du pays, 27 janvier 2018: https://www.lemonde.fr/afrique/article/2018/01/27/mali-attaque- contre-un-camp-militaire-dans-le-nord-du-pays_5248112_3212.html; , CP_8 Controparte_9
officiellement 29 maggio 2021,
[...] Controparte_10 https://www.france24.com/fr/afrique/20210529-le-colonel-assimi-go%C3%AFta-officiellement- nomm%C3%A9-pr%C3%A9sident-du-mali?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter;
[...]
, L'insurrection islamiste aux portes de AM, 30 agosto 2022, Controparte_11 https://africacenter.org/fr/spotlight/linsurrection-islamiste-aux-portes-de-bamako/). Per ciò che concerne in particolare la situazione di instabilità politica, si osservi che, dapprima nell'agosto 2020 ed in seguito nel maggio 2021, in MA si sono verificati due colpi di stato, entrambi ad opera del Colonnello divenuto poi Presidente del Paese. Mentre quello del 2020 è Persona_15 stato accolto con favore dall'opinione pubblica e dall'opposizione maliana, il secondo è stato duramente condannato dalla comunità internazionale, inclusa l' che ha imposto sanzioni CP_7 sul Paese. Secondo quanto evidenziato dall'organizzazione International Crisis Group, le ripetute crisi politiche in MA minano la credibilità dello Sstato, mentre lo stesso si trova ad affrontare numerose insurrezioni, in particolare da parte di jihadisti ed altri gruppi armati. Tali attori del conflitto sono pertanto agevolati nel presentarsi alla popolazione come autorità de facto, e vi è inoltre il rischio che questa nuova crisi, scaturita dai ripetuti colpi di stato, minacci ulteriormente la già fragile fiducia nell'accordo di pace inter-maliano del 2015, le cui principali disposizioni in materia di sicurezza e decentramento devono ancora essere soddisfatte (Economic Community of West African States(ECOWAS), https://ecowas.int/about-ecowas/basic-information/; Al Jazeera, : Persona_14 MA's army commander who seized power twice, 7 giugno 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/6/7/coup-leader-assimi-goita-set-to-be-sworn-in-as-malis- president;
BBC News, MA coup: How to solve the conundrum, 27 maggio 2021, https://www.bbc.com/news/world-africa-57255601; ICG, MA, a Coup within a Coup, 27 maggio 2021, https://www.crisisgroup.org/node/17217; ISPI, J. Claes e A. Schmauder, MA: Two Coups and Two Shortcomings for a Successful Transition, 17 dicembre 2021, https://www.ispionline.it/en/pubblicazione/mali-two-coups-and-two-shortcomings-successful- transition-32670; Controparte_12
https://www.un.org/en/pdfs/EN-ML_150620_Accord-pour-la-
[...] paix-et-la-reconciliation-au-MA_Issu-du-Processus-d' . CP_13 Nonostante l' avesse previsto il 27 febbraio 2022 come data per le elezioni nel Paese, CP_7 fortemente caldeggiate altresì dalle Nazioni Unite per uscire dalla situazione di stallo ed avviarsi verso la fine del governo di transizione (France 24, UN urges MA's transitional government to present election timetable, 13 gennaio 2022, https://www.france24.com/en/africa/20220113-un- urges-mali-s-transitional-government-to-present-election-timetable) la giunta militare ha proposto un'estensione del governo di transizione e le stesse non si sono tenute nella data prevista, tanto che ha imposto pesanti sanzioni (Al Jazeera, MA parliament approves five-year democratic CP_7 transition plan, 21 febbraio 2022, https://www.aljazeera.com/news/2022/2/21/mali-parliament- approves-five-year-democratic-transition-plan; France 24, MA 'open to dialogue' Controparte_14 with after it imposes strict sanctions, 11 gennaio 2022, CP_7 https://www.france24.com/en/africa/20220110-mali-s-military-leader-open-to-dialogue-with- ecowas-after-sanctions). Le elezioni per il referendum sono avvenute il 18 giugno del 2023, e i maliani hanno approvato le modifiche alla costituzione, che secondo i governanti militari e le potenze regionali, aprirà la strada alle elezioni e al ritorno al governo civile. di Al Jazeera ha dichiarato che, sebbene Testimone_1 circa 8 milioni di maliani abbiano diritto al voto, "molti di loro non saranno in grado di esprimere il proprio voto perché ci sono ampie porzioni di territorio nel nord e nel centro del Paese che sono nelle mani di gruppi armati legati ad e all'ISIL [ISIS]". In collegamento dalla capitale Per_16 Per_1 AM, ha dichiarato che nella città settentrionale di non si ha votato e che a Timbuctù Tes_1 i gruppi armati hanno minacciato di attaccare i seggi elettorali. Il referendum è stato supportato dall'operazione delle Nationi Unite MINUSMA come dichiarato da (Aljazeera, “MA CP_15 votes in constitutional referendum to pave way for elections”, pubblicato il 18 giugno 2023, https://www.aljazeera.com/news/2023/6/18/malis-military-rulers-hold-constitutional-referendum- vote); Aljazeera, “MAan approves amendments to constitution in referendum” pubblicato il 23 giugno 2023; United Nations News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812). La situazione di sicurezza e dei diritti umani, in particolare, si è ulteriormente deteriorata fin dal 2019, anno in cui, secondo il report di Human Rights Watch, vi sono state centinaia di vittime civili, decedute in attacchi portati a termine da gruppi etnici di autodifesa, principalmente perché ritenuti sostenitori di gruppi Islamisti. Inoltre, i jihadisti hanno intensificato i propri attacchi nelle zone settentrionali e centrali del Paese, colpendo le forze di sicurezza maliane, membri delle operazioni di pace delle Nazioni Unite (peacekeepers), forze armate internazionali e civili. (Human Rights Watch, World Report 2020, Events Of 2019, https://www.hrw.org/world-report/2020/country- chapters/mali; OHCHR, 17 Giugno 2020, https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/Pages/NewsDetail.aspx?NewsID=25967&LangID=E). Secondo LE CAST Monthly Report, gli attori coinvolti nei conflitti in MA, con dati aggiornati a giugno 2023, in ordine importanza nel conflitto, sono i , Pt_4 Parte_5
i civili, le forze militari del Mmali, le forze di polizia del MA, gruppi armati non
[...] identificati, , (Missione Controparte_16 Controparte_17 CP_18 CP_19 delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del MA). Si osserva che nel giugno 2023, il gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (JNIM) è stato al centro delle violenze, coinvolto in 81 dei 129 eventi di giugno. Degli eventi che hanno coinvolto il JNIM, il 57% sono stati combattimenti soprattutto contro le forze dello Stato maliano, mentre il 30% sono state violenze contro i civili. Dei 48 eventi che non coinvolgevano il , l'83% erano violenze contro i civili. Il è Pt_4 CP_20 stato coinvolto in 5 eventi durante il mese, 2 dei quali erano violenze contro i civili. (Acled Data, Giugno 2023: LE CAST Monthly Report )). Email_1
È da sottolineare che gli attori coinvolti in questi conflitti spesso si sovrappongono tra diverse comunità sociali ed etniche, tra gruppi jihadisti e governo e tra diversi gruppi armati spesso non hanno confini chiari. Un'altra sfida è rappresentata dall'esistenza di numerosi gruppi armati che operano nella regione, a volte con obiettivi e territori diversi e a volte condivisi. Anche i confini tra gruppi armati "jihadisti" e "non jihadisti" sono spesso poco chiari. Esistono accuse credibili di cooperazione tra gruppi armati apparentemente non jihadisti e jihadisti. I combattenti spesso passano da un gruppo all'altro, in base alla geografia o alle circostanze locali. Questa fluidità ha portato a frequenti accuse di collaborazione tra gruppi armati filogovernativi e gruppi precedentemente separatisti o non jihadisti con vari gruppi jihadisti. Dati i continui cambiamenti della situazione politica e di sicurezza nella regione, qualsiasi tentativo di mappare questa moltitudine di gruppi è per sua natura inesatto. ( European Council of Foreign Relations, Andrew Lebovich, 2023: https://ecfr.eu/special/sahel_mapping/ ) Per quanto riguardo gli attori esterni, secondo l'analisi di LE, il coinvolgimento di CP_20 aumenta il clima di paura nel Paese, dal momento che è tacitamente vietato criticare le forze armate maliane ( , mettere in discussione la sua narrativa di 'ascesa al potere' o riferirsi al gruppo Per_17
visto che le autorità maliane negano categoricamente la presenza dello stesso nel Paese. CP_20 Oltre ad influenzare negativamente le dinamiche del conflitto, il gruppo ha anche introdotto CP_20 tattiche non utilizzate in precedenza dalle forze governative maliane e dai loro alleati. Ad esempio, nel maggio 2022, LE ha registrato il primo incidente in cui e hanno utilizzato Per_17 CP_20 trappole esplosive nella regione centrale di OP (LE, AG Group Operations in Africa Civilian Targeting Trends in the Central African Republic and MA, 30 agosto 2022) Inoltre, secondo i termini della risoluzione adottata, la (United Nations CP_19 Multidimensional Integrated Stabilization Mission in MA) inizierà a ridurre la sua presenza e si ritirerà completamente dal MA entro il 1° gennaio 2024, avendo ricevuto una richiesta del governo di transizione del MA che richiedeva il ritiro immediato della forza multinazionale di oltre diciassettemila uomini. Il Consiglio ha inoltre autorizzato la missione a rispondere con la forza a minacce imminenti di violenza contro i civili e a contribuire alla fornitura sicura di assistenza umanitaria guidata dai civili, fino al 30 settembre. (United Nations News, 30 Giugno 2023, Nella risoluzione Onu n. 2690 (39.06.2023) il Consiglio di Sicurezza “Chiede alla di iniziare CP_19 immediatamente, il 1° luglio 2023, la cessazione delle sue operazioni, il trasferimento dei suoi compiti, nonché il ritiro ordinato e sicuro e il trasferimento dei suoi compiti, nonché il disimpegno e il ritiro ordinato e sicuro del suo personale, con l'obiettivo di completare questo processo entro il 31 dicembre 2023, in stretta consultazione con il governo di transizione del MA e in coordinamento con i Paesi che contribuiscono con le truppe e la polizia, e chiede al Segretario Generale di tenere regolarmente informato il Consiglio di Sicurezza sui pertinenti sviluppi rilevanti in relazione a questo processo”. (Risoluzione Onu del 30.06.23: https://minusma.unmissions.org/sites/default/files/res_2690_2023_en.pdf ) United evidenzia che i media hanno descritto un panorama di sicurezza desolante. CP_21 Nell'ultimo decennio, il MA e la regione del hanno visto un'impennata di scontri e attacchi da CP_4 parte di gruppi armati e affiliati al terrorismo, con 303 peacekeepers uccisi, secondo la . CP_19 Molti membri del Consiglio hanno convenuto che il ritiro della missione non pone fine all'assistenza della comunità internazionale al MA. Il governo del MA aveva già chiesto e ottenuto a inizio anno il ritiro delle forze rancesi ed europee (italiane incluse) dell'Operazione in coincidenza con Per_18 il rafforzamento della presenza di consiglieri militari e contractors russi della compagnia militare privata (PMC) AG. (United Nations News, 30 Giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1138257; Analisidifesa, 06 luglio 23: https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/). Riguardo ai rapporti con Mosca, durante un viaggio in MA, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha annunciato un maggiore sostegno militare alla giunta militare maliana. Mosca ha dichiarato che assisterà il MA nel suo tentativo di sconfiggere l'insurrezione islamista nel In CP_4 seguito al ritiro dei caschi blu, il vice ambasciatore russo ha dichiarato che Mosca Testimone_2 continuerà a fornire supporto, anche su base bilaterale. (LeMonde 07.02.2023: https://www.lemonde.fr/en/international/article/2023/02/07/russian-foreign-minister-visits-mali-in-
Analisidifesa, 06/07/23: Email_2 https://www.analisidifesa.it/2023/07/ultimo-atto-per-la-missione-dellonu-in-mali/; Made for Minds, 02.08.23, https://www.dw.com/en/russia-vows-to-boost-military-cooperation-with-mali/a- 64639926). Gli incidenti di sicurezza segnalati si sono verificati principalmente in aree in cui diversi gruppi sono in competizione per il controllo o contro lo Stato o contro gruppi armati e milizie delle comunità Per locali, come nelle regioni di Bandiagara, e e le principali vie di accesso strategico Per_20 Per_21 dove gruppi armati radicali stanno apparentemente tentando di stabilire un controllo effettivo. (United Nations Security Council, Situation in MA Report of the Secretary-General, S/2021/1117, 4 gennaio 2022, p. 8, https://documents-dds- ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N21/410/17/PDF/N2141017.pdf?OpenElement). Inoltre, come rilevato durante l'aggiornamento orale dell'Alto Commissario sui diritti umani e riportato dal sito delle Nazioni Unite, la situazione della sicurezza in MA è particolarmente allarmante nella parte centrale del Paese e nella zona di confine tra KI SO, MA e In Per_6 quest'area, numerosi gruppi armati stanno sfruttando l'ostilità intercomunitaria e l'assenza di autorità statali per espandere la propria influenza e compiere attacchi contro i civili. (United Nation Global Update 07.03.2023: Relazione annuale e aggiornamento orale dell'Alto Commissario per i diritti umani sulle attività del suo Ufficio e sui recenti sviluppi in materia di diritti umani, 52° sessione di Human RIghts Council ,Delivered by Volker Turk) Tuttavia, come riportato anche nel documento UNHCR sulla posizione dell'Alto Commissariato rispetto ai rimpatri in MA, del 2022, nonché dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America (USDOS), alcuni gruppi armati hanno rafforzato la propria presenza nelle regioni meridionali di , e compiendo diversi attacchi terroristici. Nel Conflict Watchlist Per_20 Per_22 Per_23
2023 di LE (Sahel), si rileva che nel corso del 2022, l'area centrale rimane quella più colpita dalle violenze contro i civili, da esplosioni e battaglie, diffusi in modo quasi indiscriminato, con Pers particolare gravità nelle zone di e Inoltre, queste violenze, rivolte e conflitti si Per_24 evidenziano anche nell'area meridionale, nell'area di , in particolare da a sud, fino Per_20 Per_25 al confine nord Nourani, in cui sono presenti gruppi ribelli JNIM, militari dello Stato e altri gruppi ribelli. Dalla medesima mappa si osserva la presenza di un'analoga situazione in tutta l'area meridionale seppur i fenomeni si sviluppino in modo meno concentrato attorno alle città e si rilevino violenze e scontri disseminati per tutto il territorio, a partire dall'estremo ovest nella città di Guidimaka, a esclusione dell'area sud-ovest, dove l'ultimo rilevamento di violenze contro i civili si evidenzia a Toukoto. (UNHCR, UNHCR Position On Returns To MA – Update III, gennaio 2022, https://www.ecoi.net/en/file/local/2068032/61f3a52e4.pdf ; USDOS, 2020 Country Reports on Human Rights Practices: MA, 30 marzo 2021, p. 5, https://www.state.gov/wp- content/uploads/2021/10/MALI-2020-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf; LE, Conflict Watchlist 2023: The Sahel (acleddata.com)). In generale, come si osserva da LE CAST Monthly Report, che presenta una mappa delle Per_1 intesità dei conflitti in MA nel mese di giugno 2023, esclusivamente le regioni di e Per_22 non presentano eventi di conflitto armato. Le regioni di e hanno registrato tra 1 e 10 Per_23 Per_24 eventi;
mentre e riportano tra gli 11 e i 20 eventi;
Gao tra i 21 e i 30 eventi e Parte_6 Per_26 infine OP e registrano più di 31 eventi di conflitto armato nel mese di giugno 2023. (LE Per_27 CAST, Conflict Early Warning Report, July 2023: LE CAST Monthly Report ( )). Email_3
Nel gennaio 2020 esperto indipendente delle Nazioni Unite sulla situazione dei Persona_28 diritti umani in MA, aveva già osservato come la situazione della sicurezza avesse raggiunto un livello critico, con una presenza limitata di istituzioni statali in alcune aree, incidenti, violenza senza Per_ precedenti ed attacchi terroristici contro le forze di sicurezza e civili. aveva altresì riferito che la situazione di sicurezza stesse già gradualmente peggiorando anche nelle regioni centrali e meridionali di , e , e che al contempo sembrasse esservi un miglioramento nella zona di Per_20 Per_23 Per_26 Kidal. Nonostante le zone di AM e risultino ad oggi meno toccate dal conflitto in corso, Per_23 rispetto al resto del Paese, si segnala che, da quando, nel 2013, è stata avviata l'operazione Serval,1 gli episodi di terrorismo e le minacce ad essi connesse sono aumentate anche nelle predette regioni meridionali. (UN Human Rights Council, Situation of human rights in MA;
Report of the Independent Expert on the situation of human rights in MA, A/HRC/43/76, 15 Gennaio 2020, p. 3, https://undocs.org/en/A/HRC/43/76; OHCHR, MA: Increasing violence and impunity in central region cause for concern, says UN expert , 21 Febbraio 2020, https://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=25591&LangID=E; OECD, The Geography of Conflict in North , 14 Febbraio 2020, p. 113, Controparte_4 https://read.oecd-ilibrary.org/development/the-geography-of-conflict-in-north-and-west- africa_02181039-en#page115; Commissariat COI Controparte_22 Focus MALI Situation sécuritaire au sud du pays, 12 Marzo 2018, p. 15, https://coi.easo.europa.eu/administration/belgium/PLib/COI_Focus_MA__Situation_s%C3%A9cur itaire_au_sud_du_pays.pdf). Nel report più recente del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 1 giugno 2023, si riporta Pers che sono proseguiti i combattimenti nelle regioni di e Ménaka, con lo Stato Islamico nel Grande Sahara che ha ampliato l'area sotto il suo controllo. Nel MA centrale, i gruppi affiliati a Per_29 [...]
hanno continuato a rappresentare una minaccia significativa, come Persona_30 dimostrano i complessi attacchi a del 22 aprile. Anche nel sud e nell'ovest del MA sono Per_31 continuati gli attacchi estremisti contro obiettivi statali come le dogane e le postazioni forestali. Sulla base dei dati raccolti dalla Missione, dal 1° luglio 2022 al 22 maggio 2023, un totale di 1.002 civili sono morti e altri 445 sono rimasti feriti a causa di conflitti armati, incidenti con ordigni esplosivi improvvisati e atti criminali, il che segna una diminuzione rispetto ai 1.556 civili uccisi e ai 530 feriti tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022. La diminuzione del numero di vittime civili può essere attribuita alla pressione esercitata dalle operazioni militari delle Forze armate maliane su gruppi estremisti, nonché a un cambiamento di tattica da parte di questi ultimi (ad esempio, lanciando ultimatum alle popolazioni affinché se ne vadano prima degli attacchi). alle popolazioni di andarsene prima degli attacchi). (Security Council Report, United Nations, 1 giugno 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)) Nel Report del Consiglio di Sicurezza del 30 marzo 2023, si evidenzia il centro del MA ha registrato un aumento degli attacchi con ordigni esplosivi improvvisati portati a termine da gruppi di estremisti violenti. Dal 6 gennaio al 1° marzo 2023, sono stati registrati 126 incidenti, di cui 29 legati a ordigni esplosivi improvvisati. Almeno 206 persone sono state uccise, tra cui 84 civili, di cui 6 donne (cinque donne e una bambina), e 80 persone sono state ferite, tra cui 38 civili, di cui 2 donne. Il 21 febbraio, un convoglio della forza MINUSMA ha urtato un ordigno esplosivo a Bandiagara, che ha provocato l'uccisione di tre peacekeepers e cinque feriti. Da gennaio 2023 a oggi, dieci peacekeepers delle Nazioni Unite sono morti in MA. (OCHA Services, reliefweb, 14.06.2023: Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_236.pdf (securitycouncilreport.org) Inoltre, nella zona centrale del Paese, Il 22 aprile 2023, la Nusrat ul-Islam wa al- Per_29
Muslimin ha compiuto complessi attacchi contro le basi delle forze armate maliane nella città di Sevaré, tra cui la base dell'aeronautica, vicino all'aeroporto e al campo . Gli attacchi CP_19 hanno ucciso 10 civili, e hanno danneggiato gravemente le infrastrutture, tra cui 20 case e rifugi per sfollati interni nel quartiere di Sarema. Gli attacchi hanno colpito direttamente 366 civili, tra cui 144 sfollati interni. Le Forze Armate maliane hanno continuato a condurre operazioni antiterrorismo in Per_3 varie località, come a e (regione di , e a Bandiagara e (regione di Per_32 Per_32 Per_34 Bandiagara) per liberare le aree dalla presenza di gruppi estremisti, e sono continuate le rappresaglie da parte dei gruppi estremisti contro i civili sospettati di collaborare con lo Stato, a volte con il rapimento di persone. In seguito alle notizie di un ultimatum contro la popolazione locale di Pt_7 per aver collaborato con le Forze armate del MA e aver permesso alle pattuglie della di CP_19 entrare nell'area, il capo villaggio è stato rapito il 15 aprile e poi rilasciato il 25 aprile. (Security Council Report, trimestrale, United Nations, del 01 giugno 2023, S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org); ALJAZEERA, 22.04.2023: “at least 10 killed, dozens wounded in central mali attack” https://www.aljazeera.com/news/2023/4/22/at-least-nine-killed-in-central-mali-attack ). Secondo iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre aggiornato al 2023, tenendo in considerazione i dati del 2022, il totale degli IDPs (internally displaced people) fuggiti a causa di conflitti e violenze sono stati 380 mila nel 2022; contro i 32 mila fuggiti a causa dei disastri naturali, un valore nettamente inferiore a quello riportato per i primi IDPs. Perciò, i continui combattimenti hanno provocato nuove ondate di sfollati. Alla fine di aprile 2023, 78.484 sfollati interni registrati vivevano in 23 diversi siti di Ménaka. Nel villaggio di N'Tillit, nel MA settentrionale, gli attacchi Pers hanno costretto oltre 3.700 rifugiati burkinabé e civili maliani a fuggire in direzione di la città più vicina, distante 120 km. Per garantire la sicurezza della popolazione locale e degli sfollati, la ha intrapreso due pattugliamenti di giorno e due di notte nella città di Ménaka, compresi CP_19 i siti per gli sfollati, sette giorni su sette. Inoltre, tre volte alla settimana vengono condotti pattugliamenti congiunti con le forze di sicurezza maliane. La Missione fornisce il carburante per queste attività congiunte. (iDMC, Internal Displacement Monitoring Centre;
aggiornato al 2023: https://www.internal-displacement.org/database/displacement-data; UNHCR, un Refugee Agency, 24 gennaio 2023: https://www.unhcr.org/it/notizie-storie/notizie/mali-violenze-e-minacce-a-opera-di- Security Council Report Email_4 trimestrale, United Nations, 01 giugno 2023, Security Council Report ,trimestrale, United Nations, del 30 marzo 2023: S_2023_402.pdf (securitycouncilreport.org)). Inoltre, poiché i gruppi terroristici continuano le loro operazioni in alcune aree del MA, colpendo i cittadini, le forze di sicurezza e le forze di pace delle Nazioni Unite, la persistente insicurezza sta avendo un impatto anche sulle attività umanitarie in un Paese in cui quasi nove milioni di persone avranno bisogno di assistenza quest'anno, rispetto ai 7,5 milioni del 2022 e ai 5,9 milioni del 2021. (European Commission, MA Factsheet, consultato l'11 luglio 2023, https://civil- protectionhumanitarianaid.ec.europa.eu/where/africa/mali_en#:~:text=Over%20470%2C000%20ar e%20displaced%20as,of%20them%20remain%20highly%20vulnerable ; UN News, 16 giugno 2023, https://news.un.org/en/story/2023/06/1137812) Secondo il Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, di marzo 2023, in MA sono stati rilevati 132.800 flussi migratori nel corso del primo trimestre del 2023, con un aumento del 19% rispetto al primo trimestre, di cui l'11% sono essi stessi maliani. Si è inoltre rilevato che i migranti che fuggono poiché colpiti da violenze o persecuzioni hanno vissuto principalmente in MA (51%),
contro
KI SO (25%) e ER (9%). ( Rapporto sul Monitoraggio dei Flussi di Popolazione, Marzo 2023, (1).pdf ). CodiceFiscale_2 Secondo i dati forniti da LE, nei primi undici mesi del 2023 (dal primo gennaio al primo dicembre), si sono verificati in MA 1436 incidenti di sicurezza (di cui 440 battaglie, 43 sommosse, 270 esplosioni e 683 episodi di violenza contro i civili), che hanno cagionato la morte di 3895 persone1. Ad agosto 2024 ha lanciato un'offensiva su vasta scala nelle regioni centrali, occidentali Pt_4 e settentrionali del MA. A fine luglio, e il Quadro strategico per la difesa del popolo di Azawad Pt_4 (CSP-DPA) hanno condotto offensive simultanee contro il e l'esercito maliano CP_20 Per_1 ( nell'area di Tin Zaouatene, regione di dove a subito la sua sconfitta peggiore Per_17 CP_20 in . Dopo che la violenza che ha coinvolto è diminuita a giugno e luglio, l'offensiva ha CP_4 Pt_4 portato a un aumento del 5% della violenza ad agosto rispetto a luglio. Nel mezzo dell'offensiva di agosto, ha invaso numerose posizioni tra cui le città di Yelimane, e Nioro du Pt_4 Per_17 Per_35 Sahel nella regione di nella regione di OP;
nella regione di Per_23 Per_36 Persona_37
Bandiagara; e nella regione di Tombouctou. Per rappresaglia, ha effettuato oltre una Per_38 Per_17 dozzina di attacchi aerei. Mentre diversi attacchi aerei e con droni colpivano le posizioni e Pt_4 CSP-DPA, i civili sono stati colpiti in diverse occasioni, causando almeno 49 vittime segnalate. e hanno anche lanciato l'Operazione Vengeance con accrescimenti militari Per_17 CP_20 all'aeroporto di Gao2. Secondo alcune fonti, i tuareg avrebbero ricevuto informazioni importanti dall'Ucraina, come dichiarato dal portavoce dei servizi di intelligence militare ucraini. La giunta militare maliana ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con l'Ucraina, accusandola di essere parzialmente responsabile dell'attacco contro le forze maliane e di sostenere il terrorismo internazionale.3 A settembre 2024, presunti jihadisti hanno attaccato sia un campo di addestramento della polizia militare che l'aeroporto della capitale AM, uccidendo oltre 70 persone e ferendone almeno altre 200. I media hanno riferito che questa informazione è stata ricevuta da fonti all'interno delle autorità di sicurezza e del servizio diplomatico.4 A novembre 2024 il gruppo ha condotto un'operazione nella città di Lerneb (regione CP_20 di Timbuktu), vicino al confine con la Mauritania, insieme ai membri dell'esercito maliano il 10 e 11 novembre 2024. Lavorando su informazioni ottenute da diverse fonti locali, RFI ha verificato che sette civili sono stati giustiziati durante questa operazione. I loro corpi sarebbero stati trovati mutilati. Si dice che i tuareg siano tra le vittime, che, secondo le fonti locali, non avevano legami con gruppi armati. RFI riporta che l'esercito maliano non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche né risposto alle richieste di RFI sull'operazione. Una fonte di AM, proveniente da ambienti di sicurezza, ha riferito a RFI che l'operazione è stata documentata internamente con un bilancio di sei "civili sospetti" uccisi.5 I civili continuano ad essere presi di mira dagli attacchi compiuti da tutte le parti in conflitto. Secondo il Protection Cluster, oltre 35.000 violazioni dei diritti umani sono state segnalate nel 2024, con un aumento di oltre il 118% rispetto al 2023. L'incremento è stato particolarmente alto nella Pers regione di nel 2024 sono state registrate 8.272 violazioni dei diritti umani, con una crescita del 579% rispetto al 2023.6 Tra il 1 gennaio 2024 e il 31 dicembre 2024 LE ha registrato in MA 1,478 eventi legati alla sicurezza [classificati come violenza politica]7 (di cui 417 classificati come battaglie, 420 classificati come esplosioni/violenza remota, 7 come scontri/rivolte, 634 come episodi di violenza contro i civili)8 che hanno causato 4,019 vittime in totale (1.817 correlate a battaglie, 694 ad esplosioni/violenza remota, 5 a scontri/rivolte, 1.503 ad episodi di violenza contro i civili).9 All'inizio del 2025 l'insicurezza persiste, causando ulteriori vittime civili. Le voci critiche alla giunta militare continuano a essere minacciate, e le richieste di una tempistica elettorale si sono intensificate. Le autorità il 2 gennaio 2025 hanno arrestato il membro dell'opposizione Persona_39 dopo un post critico sui social media nei confronti del governo;
un'altra figura dell'opposizione,
rapito dalle forze di sicurezza a dicembre, è ancora desaparecido. Nel Persona_40 frattempo, l'ex primo ministro l'8 gennaio 2025, ha espresso il suo supporto per i Per_41 militari, ma ha chiesto il ritorno all'ordine costituzionale e la fine della "transizione dall'alto". Undici partiti politici il 22 gennaio 2025 hanno emesso una dichiarazione chiedendo al governo un "calendario preciso per le elezioni". L'organismo regionale dell'Africa occidentale ECOWAS ha confermato ufficialmente l'uscita dei governi del Sahel. Il 29 gennaio 2025 ha formalmente CP_7 riconosciuto l'uscita dell'Alleanza degli Stati del Sahel (AES) – KI SO, MA e i Per_6 negoziati tra i due blocchi, inclusi quelli sul movimento di persone e merci, sono in corso.10 Migliaia di persone si sono radunate vicino alla capitale AM il 28 gennaio 2025 per sostenere il ritiro. Il ministro della Difesa del il 21 gennaio 2025, ha annunciato una "forza unificata" Persona_42 AES di 5.000 uomini per combattere il terrorismo.11 Il comitato che redige la Carta Nazionale per la Pace e la Riconciliazione, derivante dal dialogo Cont inter-maliano del 2024, dal 17 al 26 febbraio 2025 ha tenuto una nuova fase di consultazioni;
l' e i gruppi jihadisti sono rimasti esclusi dal processo. In precedenza, i dignitari nel nord, il 2 febbraio 2025, hanno formato l'associazione Tamouzok per supportare le iniziative del governo volte a facilitare il dialogo con le comunità locali. Il governo il 11 febbraio 2025 ha rilanciato il processo di integrazione nell'esercito di 2.000 combattenti di gruppi armati pro-governativi.12 Le autorità il 5 febbraio 2025 hanno arrestato leader di un movimento che CP_25 supporta l'influente leader religioso e critico del governo in esilio, l'AM a causa Persona_43 Per_4 delle voci sul ritorno del religioso. Nel giorno previsto per l'arrivo di , il governo il 14 febbraio 2025 ha schierato oltre 1.000 agenti di polizia nella capitale AM per limitare gli assembramenti dei suoi sostenitori, arrestando nove persone e accusandole di assemblaggio illegale;
gli alleati di Per_4
hanno dichiarato lo stesso giorno che aveva "posticipato" il ritorno pianificato. 13 Cont Dal 3 marzo in poi sono, inoltre, circolate notizie sui colloqui in corso tra e su Pt_4 operazioni congiunte. Mentre i colloqui possono portare a un maggiore coordinamento e comunicazione, permangono grandi differenze tra i due gruppi, tra cui l'attenzione territoriale e l'affiliazione del JNIM con al-Qaeda.14 Dopo che il 1° aprile l'esercito algerino ha abbattuto un drone maliano, sostenendo che aveva violato lo spazio aereo algerino, il 6 aprile AM ha condannato "l'atto di aggressione", ha ribadito l'accusa che sostiene il terrorismo, affermando che la mossa CP_26 aveva lo scopo di prevenire l'attacco pianificato dal MA contro i gruppi armati che operano nell'area. Il 6 aprile il governo si è ritirato dalla cooperazione militare regionale con l'Algeria e ha richiamato l'ambasciatore da L'Algeria il giorno dopo ha ricambiato. Anche AM e il 7 aprile CP_26 CP_26 hanno chiuso i rispettivi spazi aerei.15 Secondo il Global Protection Cluster,16 nel mese di aprile 2025, la situazione relativa alla protezione dei civili in MA continua a destare preoccupazione, con 4.269 violazioni dei diritti umani segnalate, evidenziando un aumento rispetto al mese precedente. Tale incremento rivela la persistenza delle violenze nelle zone di conflitto. Le violazioni dell'integrità fisica e psichica restano le più
l'obiettivo iniziale di migliorare le relazioni economiche e politiche tra gli stati membri. Secondo i rapporti dei media, avevano accusato di essere sotto l'influenza della Francia, che aveva imposto sanzioni contro i tre paesi dopo CP_7 Per_ i colpi di stato in KI SO (nel 2022), MA (nel 2020 e 2021) e (nel 2023). Da allora, i rapporti tra i tre paesi Per_ del e gli altri stati di si sono notevolmente deteriorati. Nel settembre 2023, KI SO, MA e CP_4 CP_7 hanno fondato la propria Alleanza degli Stati del Sahel (AES). Si dice che l'AES abbia cercato nella Russia un alleato nella lotta contro il jihadismo. Pochi giorni dopo il ritiro da capo del governo militare CP_7 Persona_44 burkinabè, sarebbe stato la prima persona a ricevere il nuovo passaporto AES. Secondo una dichiarazione rilasciata dal ministro della difesa nigerino il 21 gennaio 2025, è previsto la formazione di un esercito congiunto AES con circa 5.000 soldati per combattere il jihadismo. ha concesso agli stati del n periodo di grazia di sei mesi per rientrare CP_7 CP_4 nella comunità. ederal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW06/2025), 3 February CP_27 2025 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2025/briefingnotes- kw06-2025.pdf?__blob=publicationFile&v=2 11 International Crisis Group, Crisis Watch database, January 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 12 International Crisis Group, Crisis Watch database, February 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 13 International Crisis Group, Crisis Watch database, February 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 14 International Crisis Group, Crisis Watch database, March 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 15 International Crisis Group, Crisis Watch database, April 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 16 GPC - Global Protection Cluster, published by ReliefWeb: Note d'analyse mensuelle de protection;
Avril 2025, 28 May 2025 https://reliefweb.int/attachments/2758b75b-f612-4844-b701-db7750d56f97/MA%20-
%20Note%20d%E2%80%99analyse%20mensuelle%20de%20protection%20%28avril%202025%29.pdf frequenti (1.765 casi), in particolare nelle regioni del Nord e del Centro. Queste violenze, che comprendono aggressioni, minacce e violenze sessuali, sono favorite dal crollo delle strutture sociali e dalla presenza di gruppi armati. Gli sfollamenti forzati (1.397 casi) riflettono l'ampiezza della crisi della sicurezza. Le popolazioni fuggono dai combattimenti, aggravando la vulnerabilità delle aree di accoglienza già fragili. Inoltre, sono state registrate 947 violazioni del diritto alla proprietà, a testimonianza di una strategia di controllo territoriale da parte dei gruppi armati, a scapito dei mezzi di sussistenza delle comunità rurali. Le violazioni del diritto alla vita (67 casi), alla libertà e alla sicurezza della persona (85 casi) – in particolare rapimenti e omicidi mirati – alimentano un clima di paura, compromettendo la coesione sociale. Sebbene meno numerosi, gli attacchi contro le infrastrutture di base (8 casi) producono effetti duraturi, privando la popolazione dell'accesso all'istruzione e alle cure mediche. I distretti di Parte_8 Parte_9 Parte_10 e concentrano la maggior parte delle violazioni, a riprova della complessità di un Pt_11 Pt_12 conflitto multidimensionale in cui i civili restano le prime vittime. Nella più grande protesta dal colpo di Stato militare del 2021, il 3 maggio centinaia di persone hanno manifestato nella capitale AM contro la raccomandazione della consultazione nazionale sponsorizzata dal governo di sciogliere i partiti politici e nominare il leader di transizione, il generale come presidente con mandato quinquennale rinnovabile. La polizia ha transennato Persona_15 l'area per evitare scontri con giovani filo-militari. In vista di un'altra protesta prevista per il 9 maggio, il 7 maggio il governo ha sospeso tutte le attività politiche "fino a nuovo avviso", costringendo gli organizzatori a sospendere il raduno. L'8 maggio persone non identificate hanno rapito
[...]
segretario generale del partito di opposizione Convergenza per lo sviluppo del MA, e Per_45 [...]
, leader del Partito del Cambiamento all'opposizione, che avevano preso parte alle Persona_46 Per_1 proteste del 3 maggio;
il 13 maggio ha sciolto tutti i partiti politici.17 Il 6 giugno, il gruppo paramilitare russo ha annunciato che avrebbe lasciato il MA. CP_20 ha avuto tra i 1000 e i 2000 soldati presenti nel paese dalla fine del 2021.18 Si sono schierati CP_20 per combattere a fianco dell'esercito contro i jihadisti e altri insorti che hanno seminato insicurezza nel paese del Sahel centrale. AG sostiene che la missione del gruppo è "completa", ma i combattimenti infuriano e la cooperazione russo-maliana in materia di sicurezza sembra destinata a persistere, anche se in una forma leggermente diversa. In effetti, questa non è tanto una partenza quanto una sostituzione.19 L'Africa Corps, una forza creata dal Ministero della Difesa russo in parte per sostituire e già presente in MA, ha dichiarato che non ci saranno "cambiamenti" agli CP_20 schieramenti russi nel Paese.20 Gli scambi sui social media sui canali Telegram utilizzati da osservatori russi esperti suggeriscono che il 70-80% del personale dell'Africa Corps sono ex combattenti della 21 La partnership del MA con non sembra essere riuscita a CP_20 CP_20 ripristinare la sicurezza nel paese e ha visto un'ondata di violenza sia da parte dei paramilitari che delle forze di sicurezza maliane contro i civili.22 L'esercito maliano ha subito diverse gravi battute d'arresto nelle ultime settimane, con i jihadisti che hanno attaccato tre importanti campi militari e la città di Timbuctù, causando centinaia di vittime maliane. Il 4 giugno, i jihadisti hanno affermato di aver fatto esplodere un esplosivo in un campo di addestramento MAan-AG alla periferia di AM. Ciò fa seguito a uno sfacciato attacco jihadista a AM nel settembre 2024 e alla sconfitta malian-AG per mano degli insorti a due mesi prima.23 Sebbene abbia Parte_13 CP_20 rivendicato il merito di alcune importanti vittorie, in particolare la riconquista dell'ex roccaforte Per_1 separatista nel novembre 2023, il suo mandato è stato segnato da un generale deterioramento del quadro della sicurezza.24
Tra il 1° gennaio 2025 e il 30 maggio 2025 LE ha registrato in MA 614 eventi legati alla sicurezza [classificati come violenza politica]25 (di cui 179 classificati come battaglie, 185 classificati come esplosioni/violenza remota, 6 come scontri/rivolte, 244 come episodi di violenza contro i civili)26 che hanno causato 1,597 vittime in totale (743 correlate a battaglie, 356 ad esplosioni/violenza remota, 7 a scontri/rivolte, 491 ad episodi di violenza contro i civili).27 Le fonti internazionali sopraccitate confermano che attualmente in MA vi sia una situazione di violenza generalizzata in costante peggioramento e dall'imprevedibile evoluzione Dall'inizio del conflitto ad oggi, infatti, gli episodi violenti sono aumentati esponenzialmente, spostandosi dal nord al centro del Paese, fino ad arrivare alle regioni meridionali. Gli attori del conflitto risultano altresì essere numerosi ed in costante evoluzione, con fusioni tra e nascita di nuovi gruppi terroristici, nonché infiltrazione degli stessi in gruppi etnici di autodifesa, che hanno fatto sì che il conflitto acquistasse, in determinate zone, connotazioni etnico-religiose, e da ultimo mercenari provenienti dall'estero. Quanto esposto consente di ritenere che, sulla base delle COI aggiornate, il Paese d'origine del richiedente sia caratterizzato da una situazione di “violenza indiscriminata” generata da “conflitto armato” tale da mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica di qualunque civile per la sola presenza fisica sul territorio nazionale.
Considerato che
, ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del D.lgs. n. 286/1998 (TUI), non è consentito il respingimento o l'espulsione dello straniero verso uno Stato in cui esistano fondati motivi per ritenere che egli rischi di essere sottoposto a tortura o a trattamenti inumani o degradanti, ovvero possa subire una violazione grave e individuale dei diritti fondamentali della persona, nel caso di specie, si ritengono sussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del D.lgs. 286/1998. Inoltre, quanto ai profili attinenti alla vita privata del ricorrente, tra cui la sua integrazione socio- lavorativa, nella specie, il ricorrente ha allegato la seguente documentazione: documentazione lavorativa (doc. 2); contratto di lavoro a tempo pieno e determinato dal 21/07/2025 al 31/10/2025 (doc. allegato a deposito del 13.8.2025); contratto di lavoro a tempo pieno e determinato dal 22.11.2025 al 15.12.2025 in qualità di bracciante agricolo alle dipendenze della ditta AO ON (doc. allegato a deposito del 28.11.2025). Per gli indicati profili di vulnerabilità del ricorrente e per gli indici del percorso di integrazione che egli sta cercando di compiere nel territorio nazionale, valorizzando i parametri normativi di cui sopra espressi all'art. 19 TUI, si ritengono ricorrere seri motivi idonei a giustificare il rilascio di un permesso di soggiorno onde consentire al ricorrente un congruo periodo di stabilità al fine di completare il proprio sviluppo individuale e sociale, sottolineandosi come il ricorrente abbia compiuto sinceri sforzi per cogliere e sfruttare tutte le opportunità che il sistema di accoglienza ha messo a sua disposizione nella prospettiva della sua integrazione nel nostro Paese. Ed invero, procedendo alla valutazione comparativa tra la situazione di integrazione che il richiedente ha in Italia e quella che egli ha vissuto prima della partenza ed in cui si troverebbe a vivere in caso di rientro, risulta un'effettiva ed incolmabile sproporzione tra i due contesti di vita nel godimento dei diritti fondamentali che costituiscono presupposto indispensabile di una vita dignitosa (sul punto v.: Cass. sez. un. 24413/2021; Cass.7396/2021; Cass. 16369/22; Cass. 26089/22). Non vi è luogo a provvedere in merito alle spese processuali, tenuto conto della natura della procedura alla luce della ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato ed essendo la convenuta la PA.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria istanza:
- accoglie la domanda e riconosce in favore di nato a [...] Parte_1 (MA) i 31.12.1974, CUI il diritto al permesso di soggiorno per protezione C.F._1 speciale ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 5 e 19 TUI e per l'effetto trasmette gli atti al Questore per il rilascio del detto documento;
- nulla sulle spese.
Manda alla Cancelleria di notificare al ricorrente il presente decreto e di darne comunicazione alla Commissione Territoriale nonché al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Torino.
Torino, 9.12.2025
Il Giudice estensore Il Presidente Monica Mastrandrea Roberta Dotta 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 LE, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard 2 Acled data analisi MA agosto 2024, pubblicato 6 settembre 2024 url, data ultima verifica 30 settembre 2024 3 BBC: MA cuts diplomatic ties with Ukraine over AG ambush claims, 05.08.24 https://www.bbc.com/news/articles/ceqdd7vdwg7o 4 France 24: Major jihadist attack in MA's capital killed more than 70, security source says, 19.09.24 https://www.france24.com/en/africa/20240919-major-jihadist-attack-in-mali-s-capital-killed-more-than-70-security- source-says-jnim-bamako-al-qaeda 5 RFI: MA. L'armée et AG exécutent sept civils à Lerneb, dans la région de Tombouctou, 13.11.24 https://www.rfi.fr/fr/afrique/20241113-mali-l-arm%C3%A9e-et-wagner-ex%C3%A9cutent-sept-civils-%C3%A0-
Email_5CP_2 6 , MA - Conflict, protection incidents (DG ECHO Partners, Media Outlets) (ECHO Daily Flash of 10 February 2025) https://reliefweb.int/report/mali/mali-conflict-protection-incidents-dg-echo-partners-media-outlets-echo-daily- flash-10-february-2025 7 La violenza politica è definita come l'uso della forza da parte di un gruppo con uno scopo o una motivazione politica, o con effetti politici distinti. Un evento di violenza politica è un singolo scontro in cui la forza è utilizzata da uno o più gruppi per un fine politico. Un evento di manifestazione è una riunione pubblica di persona di tre o più persone che sostengono una causa comune. Altri selezionati casi non violenti di sviluppi politicamente significativi sono inclusi nel dataset per catturare i potenziali precursori o momenti critici di un conflitto violento. Guida LE https://acleddata.com/acleddatanew/wp-content/uploads/dlm_uploads/2024/10/LE-Codebook-2024-7-Oct.- 2024.pdf 8 LE Explorer, 1 gennaio 2024 - 31 dicembre 2024 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac 9 LE Explorer, 1 gennaio 2024 - 31 dicembre 2024 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac Per_ 10 I paesi KI SO, MA e guidati da giunte militari, hanno ufficialmente ritirato la loro adesione dalla Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) il 29 gennaio 2025. La decisione di ritirarsi era già stata presa il 28 gennaio 2024 (cfr. BN del 29.01.24). I tre paesi facevano parte di fondata nel 1975 con CP_7 17 International Crisis Group, Crisis Watch database, May 2025 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=26&created= 18 https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/b185-mali-eviter-le-piege-de-lisolement 19 ICG, MA and Russia Restructure Their Security Partnership – But to What End?, https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali-russia-internal/mali-and-russia-restructure-their-security-partnership- what-end 20 Forein Policy, Is Africa Corps a ?, https://foreignpolicy.com/2024/02/07/africa-corps- Controparte_28 wagner-group-russia-africa-burkina-faso/ Co 21 , Aborted Run on Moscow: What Comes Next?, Controparte_30 https://www.crisisgroup.org/europe-central-asia/caucasus/russia-internal/assessing-wagner-groups-aborted-run- moscow-what-comes 22 Human Rights Watch, MA: Atrocities by the Army and AG Group, https://www.hrw.org/news/2024/12/12/mali- atrocities-army-and-wagner-group 23 International Crisis Group, The 17 September Jihadist Attack in AM: Has MA's Security Strategy Failed?https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/attaque-jihadiste-du-17-septembre-bamako-lechec-du-tout- securitaire-au-mali 24 International Crisis Group, Northern MA: Return to Dialogue, https://www.crisisgroup.org/africa/sahel/mali/314- nord-du-mali-revenir-au-dialogue 25 La violenza politica è definita come l'uso della forza da parte di un gruppo con uno scopo o una motivazione politica,
o con effetti politici distinti. Un evento di violenza politica è un singolo scontro in cui la forza è utilizzata da uno o più gruppi per un fine politico. Un evento di manifestazione è una riunione pubblica di persona di tre o più persone che sostengono una causa comune. Altri selezionati casi non violenti di sviluppi politicamente significativi sono inclusi nel dataset per catturare i potenziali precursori o momenti critici di un conflitto violento. Guida LE https://acleddata.com/acleddatanew/wp-content/uploads/dlm_uploads/2024/10/LE-Codebook-2024-7-Oct.- 2024.pdf 26 LE Explorer, 1 gennaio 2025 – 30 maggio 2025 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac 27 LE Explorer, 1 gennaio 2025 – 30 maggio 2025 https://acleddata.com/explorer/#1714654904371-01f34ad7-b1ac