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Sentenza 14 ottobre 2025
Sentenza 14 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Vercelli, sentenza 14/10/2025, n. 408 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Vercelli |
| Numero : | 408 |
| Data del deposito : | 14 ottobre 2025 |
Testo completo
Continua dal verbale udienza del 14 ottobre 2025
Il Giudice Dott.ssa Patrizia Baici
Al termine della camera di consiglio
In assenza dei difensori
Pronuncia la seguente RGL 373/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE di VERCELLI
GIUDICE del LAVORO
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
, residente in [...], rappresentata e difesa dagli Avvocati Walter Parte_1
MI ( , IO GA ( , NI ER Email_1 Email_2
( e GI LD Email_3
( , e presso lo studio di quest'ultimo in Biella, Via G. Email_4
De Marchi, n. 4/A, elettivamente domiciliata giusta procura allegata al ricorso
- ricorrente -
Contro
di Vercelli, in Controparte_1 persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex art. 417-bis, comma 1 cpc dal Dott. Umberto Pelassa, Dirigente pro-tempore dell'Ufficio Scolastico VIII – Ambito
Territoriale per la Provincia di Vercelli e dalla Dott.ssa Maria Annunziata Del Vento legalmente domiciliati presso l'Ufficio VIII Ambito Territoriale per la Provincia di Vercelli, in
Piazza Roma n. 17
- resistente –
Oggetto: Indennità ferie non godute docenti precari.
I difensori all'odierna udienza di discussione hanno concluso come riportato nel verbale che precede
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso iscritto il giorno 05/05/2025 la ricorrente, docente alle dipendenze del CP_1 resistente negli aa. ss. 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 in forza di contratti a tempo determinato fino al 30 giugno (vedi stato matricolare), ha chiesto al Tribunale adito l'accertamento del proprio diritto alla corresponsione della somma complessiva di €
5.427,49 (€ 1.577,71 per l'a.s. 2021/2022, € 1.876,65 per l'a.s. 2022/2023, € 1.973,13 per l'a.s. 2023/2024 come da tabella dettagliata riportata a pag 15 del ricorso) quale indennità per i giorni di ferie maturate e non fruite.
Il si è costituito regolarmente in giudizio contestando, Controparte_1 nel merito, il fondamento della domanda e comunque rideterminando l'importo dovuto in complessivi 3.451,24 senza contestare l'attività di docente come supplente su organico di fatto sino al 30 giugno negli aa.ss. indicati in ricorso.
La causa è stata discussa e decisa sulla base della documentazione ed i conteggi allegati dalle parti
§§§
Nel merito, la domanda merita accoglimento aderendo questo Giudice all'orientamento giurisprudenziale di legittimità, secondo il quale: “Il docente a tempo determinato che non ha chiesto di fruire delle ferie durante il periodo di sospensione delle lezioni ha diritto all'indennità sostitutiva, a meno che il datore di lavoro dimostri di averlo inutilmente invitato
a goderne, con espresso avviso della perdita, in caso diverso, del diritto alle ferie e alla indennità sostitutiva, in quanto la normativa interna - e, soprattutto, l'art. 5, comma 8, del d.l. n. 95 del 2012, come integrato dall'art. 1, comma 55, della legge n. 228 del 2012 - deve essere interpretata in senso conforme all'art. 7, par. 2, della direttiva 2003/88/CE, che, secondo quanto precisato dalla Corte di Giustizia, Grande Sezione (con sentenze del 6 novembre 2018 in cause riunite C-569/16 e C-570/16, e in cause C-619/16 e C-684/16), non consente la perdita automatica del diritto alle ferie retribuite e dell'indennità sostitutiva, senza la previa verifica che il lavoratore, mediante una informazione adeguata, sia stato posto dal datore di lavoro in condizione di esercitare effettivamente il proprio diritto alle ferie prima della cessazione del rapporto di lavoro. In particolare, il detto docente non può essere considerato automaticamente in ferie nel periodo fra il termine delle lezioni e il 30 giugno di ogni anno” (così, da ult. Cass., 17.6.2024 n. 16715).
In parte motiva la Corte precisa che il datore di lavoro pubblico “è segnatamente tenuto ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite, invitandolo - se necessario formalmente - a farlo,
e, nel contempo, informandolo - in modo accurato e in tempo utile a garantire che le ferie in esame siano ancora idonee ad apportare all'interessato il riposo e il relax cui esse sono volte a contribuire - del fatto che, se egli non ne fruisce, siffatte ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato o, ancora, alla cessazione del rapporto di lavoro, se quest'ultima si verifica nel corso di un simile periodo.
Inoltre, l'onere della prova, in proposito, incombe al datore di lavoro”.
In merito alle Festività soppresse, per le quali, l'amministrazione convenuta ritiene non maturi alcun diritto alle ferie o alla monetizzazione si richiama quanto disposto dall'art. 14 CCNL Comparto scuola che così recita:
1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. È altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell'anno scolastico cui si riferiscono e, in ogni caso dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il termine delle lezioni e degli esami e l'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, ovvero durante i periodi di sospensione delle lezioni”.
La disposizione si limita a prevedere il diritto del dipendente ai riposi sostitutivi delle festività soppresse ed a stabilire il periodo entro il quale tali riposi debbono essere usufruiti.
L'art. 19, comma 2 CCNL, che disciplina solo delle ferie e non, specificatamente, anche dei riposi, va comunque letto seguendo la logica che sottostà alla previsione contrattuale e che è ben spiegata nei principi sanciti dalla Suprema Corte, cosicché se il docente non ha avuto la possibilità di godere di tali riposi durante il contratto e durante i giorni di sospensione delle lezioni, al termine del rapporto e, comunque, nell'ambito dello stesso anno scolastico, potrà beneficiare dell'indennità sostitutiva.
Vero è che l'art. 14 stabilisce, come detto, il vincolo temporale dell'anno scolastico, ma purché lo stesso non sia superato, non si rinviene ragione per la quale i riposi relativi alle festività soppresse, se non goduti, non possano essere indennizzati.
In applicazione del su riportati principi si osserva quanto segue.
Parte ricorrente ha allegato di aver maturato e non fruito giorni di ferie e di festività soppresse come meglio indicato nella tabella riassuntiva di pag. 2 di ricorso.
Il ha contestato i giorni di ferie non fruiti negli anni scolastici indicati come meglio CP_1 esplicitati nel prospetto depositato in data 13.10.2025 ma senza documentare di aver invitato la ricorrente a fruire delle ferie e di averlo informato che in caso contrario le avrebbe perse e senza tener conto che il docente non può essere considerato “automaticamente in ferie nel periodo fra il termine delle lezioni e il 30 giugno di ogni anno” come statuito dalla
Suprema Corte sopra richiamata.
La domanda azionata è, pertanto, fondata.
Sul quantum.
Parte ricorrente, esaminato il prospetto depositato dal , ha aderito alla somma CP_1 indicata dal pari ad € 3.451,24 anche in considerazione dell'avvenuto pagamento CP_1 di gg di ferie non fruiti come da documentazione prodotta.
La domanda, quindi, si accoglie, con gli accessori di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza, e sono poste a carico di parte convenuta nella misura indicata in dispositivo, con distrazione in favore dei procuratori antistatari
P.Q.M.
Visto l'art. 429 c.p.c.
ACCOGLIE il ricorso e conseguentemente
DICHIARA tenuto e CONDANNA il a corrispondere alla parte ricorrente quale CP_1 indennità per ferie maturate e non fruite l'importo di € 3.451,24 oltre interessi.
CONDANNA il alla rifusione delle spese di giudizio che liquida in € 2.000,00 per CP_1 compenso, oltre € 118, 50 C.U., rimborso forfettario 15%, IVA e CPA con distrazione ai difensori antistatari.
Vercelli, 14 ottobre 2025 IL Giudice Dott.ssa Patrizia Baici
Il Giudice Dott.ssa Patrizia Baici
Al termine della camera di consiglio
In assenza dei difensori
Pronuncia la seguente RGL 373/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE di VERCELLI
GIUDICE del LAVORO
SENTENZA
nella controversia di primo grado promossa da
, residente in [...], rappresentata e difesa dagli Avvocati Walter Parte_1
MI ( , IO GA ( , NI ER Email_1 Email_2
( e GI LD Email_3
( , e presso lo studio di quest'ultimo in Biella, Via G. Email_4
De Marchi, n. 4/A, elettivamente domiciliata giusta procura allegata al ricorso
- ricorrente -
Contro
di Vercelli, in Controparte_1 persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex art. 417-bis, comma 1 cpc dal Dott. Umberto Pelassa, Dirigente pro-tempore dell'Ufficio Scolastico VIII – Ambito
Territoriale per la Provincia di Vercelli e dalla Dott.ssa Maria Annunziata Del Vento legalmente domiciliati presso l'Ufficio VIII Ambito Territoriale per la Provincia di Vercelli, in
Piazza Roma n. 17
- resistente –
Oggetto: Indennità ferie non godute docenti precari.
I difensori all'odierna udienza di discussione hanno concluso come riportato nel verbale che precede
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso iscritto il giorno 05/05/2025 la ricorrente, docente alle dipendenze del CP_1 resistente negli aa. ss. 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 in forza di contratti a tempo determinato fino al 30 giugno (vedi stato matricolare), ha chiesto al Tribunale adito l'accertamento del proprio diritto alla corresponsione della somma complessiva di €
5.427,49 (€ 1.577,71 per l'a.s. 2021/2022, € 1.876,65 per l'a.s. 2022/2023, € 1.973,13 per l'a.s. 2023/2024 come da tabella dettagliata riportata a pag 15 del ricorso) quale indennità per i giorni di ferie maturate e non fruite.
Il si è costituito regolarmente in giudizio contestando, Controparte_1 nel merito, il fondamento della domanda e comunque rideterminando l'importo dovuto in complessivi 3.451,24 senza contestare l'attività di docente come supplente su organico di fatto sino al 30 giugno negli aa.ss. indicati in ricorso.
La causa è stata discussa e decisa sulla base della documentazione ed i conteggi allegati dalle parti
§§§
Nel merito, la domanda merita accoglimento aderendo questo Giudice all'orientamento giurisprudenziale di legittimità, secondo il quale: “Il docente a tempo determinato che non ha chiesto di fruire delle ferie durante il periodo di sospensione delle lezioni ha diritto all'indennità sostitutiva, a meno che il datore di lavoro dimostri di averlo inutilmente invitato
a goderne, con espresso avviso della perdita, in caso diverso, del diritto alle ferie e alla indennità sostitutiva, in quanto la normativa interna - e, soprattutto, l'art. 5, comma 8, del d.l. n. 95 del 2012, come integrato dall'art. 1, comma 55, della legge n. 228 del 2012 - deve essere interpretata in senso conforme all'art. 7, par. 2, della direttiva 2003/88/CE, che, secondo quanto precisato dalla Corte di Giustizia, Grande Sezione (con sentenze del 6 novembre 2018 in cause riunite C-569/16 e C-570/16, e in cause C-619/16 e C-684/16), non consente la perdita automatica del diritto alle ferie retribuite e dell'indennità sostitutiva, senza la previa verifica che il lavoratore, mediante una informazione adeguata, sia stato posto dal datore di lavoro in condizione di esercitare effettivamente il proprio diritto alle ferie prima della cessazione del rapporto di lavoro. In particolare, il detto docente non può essere considerato automaticamente in ferie nel periodo fra il termine delle lezioni e il 30 giugno di ogni anno” (così, da ult. Cass., 17.6.2024 n. 16715).
In parte motiva la Corte precisa che il datore di lavoro pubblico “è segnatamente tenuto ad assicurarsi concretamente e in piena trasparenza che il lavoratore sia effettivamente in grado di fruire delle ferie annuali retribuite, invitandolo - se necessario formalmente - a farlo,
e, nel contempo, informandolo - in modo accurato e in tempo utile a garantire che le ferie in esame siano ancora idonee ad apportare all'interessato il riposo e il relax cui esse sono volte a contribuire - del fatto che, se egli non ne fruisce, siffatte ferie andranno perse al termine del periodo di riferimento o di un periodo di riporto autorizzato o, ancora, alla cessazione del rapporto di lavoro, se quest'ultima si verifica nel corso di un simile periodo.
Inoltre, l'onere della prova, in proposito, incombe al datore di lavoro”.
In merito alle Festività soppresse, per le quali, l'amministrazione convenuta ritiene non maturi alcun diritto alle ferie o alla monetizzazione si richiama quanto disposto dall'art. 14 CCNL Comparto scuola che così recita:
1. A tutti i dipendenti sono altresì attribuite 4 giornate di riposo ai sensi ed alle condizioni previste dalla legge 23 dicembre 1977, n. 937. È altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purché ricadente in giorno lavorativo.
2. Le quattro giornate di riposo, di cui al comma 1, sono fruite nel corso dell'anno scolastico cui si riferiscono e, in ogni caso dal personale docente esclusivamente durante il periodo tra il termine delle lezioni e degli esami e l'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo, ovvero durante i periodi di sospensione delle lezioni”.
La disposizione si limita a prevedere il diritto del dipendente ai riposi sostitutivi delle festività soppresse ed a stabilire il periodo entro il quale tali riposi debbono essere usufruiti.
L'art. 19, comma 2 CCNL, che disciplina solo delle ferie e non, specificatamente, anche dei riposi, va comunque letto seguendo la logica che sottostà alla previsione contrattuale e che è ben spiegata nei principi sanciti dalla Suprema Corte, cosicché se il docente non ha avuto la possibilità di godere di tali riposi durante il contratto e durante i giorni di sospensione delle lezioni, al termine del rapporto e, comunque, nell'ambito dello stesso anno scolastico, potrà beneficiare dell'indennità sostitutiva.
Vero è che l'art. 14 stabilisce, come detto, il vincolo temporale dell'anno scolastico, ma purché lo stesso non sia superato, non si rinviene ragione per la quale i riposi relativi alle festività soppresse, se non goduti, non possano essere indennizzati.
In applicazione del su riportati principi si osserva quanto segue.
Parte ricorrente ha allegato di aver maturato e non fruito giorni di ferie e di festività soppresse come meglio indicato nella tabella riassuntiva di pag. 2 di ricorso.
Il ha contestato i giorni di ferie non fruiti negli anni scolastici indicati come meglio CP_1 esplicitati nel prospetto depositato in data 13.10.2025 ma senza documentare di aver invitato la ricorrente a fruire delle ferie e di averlo informato che in caso contrario le avrebbe perse e senza tener conto che il docente non può essere considerato “automaticamente in ferie nel periodo fra il termine delle lezioni e il 30 giugno di ogni anno” come statuito dalla
Suprema Corte sopra richiamata.
La domanda azionata è, pertanto, fondata.
Sul quantum.
Parte ricorrente, esaminato il prospetto depositato dal , ha aderito alla somma CP_1 indicata dal pari ad € 3.451,24 anche in considerazione dell'avvenuto pagamento CP_1 di gg di ferie non fruiti come da documentazione prodotta.
La domanda, quindi, si accoglie, con gli accessori di legge.
Le spese di lite seguono la soccombenza, e sono poste a carico di parte convenuta nella misura indicata in dispositivo, con distrazione in favore dei procuratori antistatari
P.Q.M.
Visto l'art. 429 c.p.c.
ACCOGLIE il ricorso e conseguentemente
DICHIARA tenuto e CONDANNA il a corrispondere alla parte ricorrente quale CP_1 indennità per ferie maturate e non fruite l'importo di € 3.451,24 oltre interessi.
CONDANNA il alla rifusione delle spese di giudizio che liquida in € 2.000,00 per CP_1 compenso, oltre € 118, 50 C.U., rimborso forfettario 15%, IVA e CPA con distrazione ai difensori antistatari.
Vercelli, 14 ottobre 2025 IL Giudice Dott.ssa Patrizia Baici