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Sentenza 15 dicembre 2025
Sentenza 15 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Rimini, sentenza 15/12/2025, n. 938 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Rimini |
| Numero : | 938 |
| Data del deposito : | 15 dicembre 2025 |
Testo completo
N. R.G. 1822/2022
TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
Sezione Unica CIVILE
VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 1822/2022 tra
Parte_1 ATTORE e
Controparte_1
CONVENUTO
Oggi 15 dicembre 2025 ad ore 09.20 innanzi alla dott.ssa Serena Bordoni Marostica, sono comparsi: per parte attrice, è presente l'Avv. Andrea Lepri in sostituzione dell'Avv. Guglielmo Guerra;
per parte convenuta l'Avv. Diego Dell'Anna; Il Giudice invita le parti a precisare le conclusioni. I procuratori delle parti precisano le conclusioni come da note conclusive già depositate. All'esito della discussione orale, il Giudice decide la causa ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. come da sentenza di seguito riportata, alla lettura della quale le parti dichiaro di non voler presenziare.
Il Giudice
dott.ssa Serena Bordoni Marostica
pagina 1 di 4
R.G. Nr. 1822/2022
TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
Il Tribunale, nella persona del Giudice Dott.ssa Serena Bordoni Marostica ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1822/2022 promossa da:
( ) Parte_1 C.F._1 con il patrocinio dell'Avv. Guglielmo Guerra ed elettivamente domiciliato presso lo Studio dello stesso, come da procura alle liti in atti ATTORE Contro
(C.F. ) Controparte_1 P.IVA_1 con il patrocinio dell'Avv. Diego Dell'Anna ed elettivamente domiciliato presso lo Studio dello stesso, come da procura alle liti in atti
CONVENUTO
CONCLUSIONI: All'udienza del 15.12.2025, i procuratori delle parti hanno discusso e concluso come da verbale di udienza
CONCISA ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Si omette l'esposizione dello svolgimento del processo, non più richiesta dalla formulazione dell'art. 132 c.p.c., introdotta dall'art. 45, comma 17, della legge n. 69/09.
La domanda proposta dall'attore non può essere accolta, dovendo i principi di cui Parte_1 agli artt. 2043 c.c. e 2051 c.c. essere temperati con l'applicazione dell'art. 1227 c.c..
È indirizzo consolidato, nella giurisprudenza di legittimità e di merito che, ove per un medesimo fatto possa concorrere una duplice ipotesi di responsabilità - ex art. 2043 c.c. ed ex art. 2051 c.c. - , competa al giudice, nell'esercizio dei suoi poteri di ufficio, procedere alla qualificazione giuridica della domanda, in base alle allegazioni fattuali.
La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 30394/2023 (richiamando la ordinanza n. 2482/2018 pagina 2 di 4 e conformi le precedenti ordinanze nn. 2479 e 2480 del 2018) ha avuto modo di precisare che: "In tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull'evento dannoso, in applicazione - anche ufficiosa - dell'art. 1227 c.c., comma 1, richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall'art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un'evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l'esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro".
In quella occasione è stata confermata la statuizione di merito, che aveva escluso la responsabilità in capo all'ente proprietario e gestore della strada, affermando che il custode non può rispondere dei danni cagionati in via esclusiva dalla condotta del danneggiato, da qualificarsi oggettivamente non prevedibile secondo la normale regolarità causale nelle condizioni date dai luoghi.
Tale principio di diritto - successivamente ribadito dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. n.
27724/2018; n. 20312/2019; n. 38089/2021; n. 35429/2022; nn. 14228 e 21675/2023), anche a Sezioni
Unite (Cass. n. 20943/2022) - è stato poi ancor più di recente riaffermato, statuendosi (Cass. n.
11152/23) che la responsabilità ex art. 2051 c.c., ha natura oggettiva - in quanto si fonda unicamente sulla dimostrazione del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, non già su una presunzione di colpa del custode - e può essere esclusa o dalla prova del caso fortuito (che appartiene alla categoria dei fatti giuridici), senza intermediazione di alcun elemento soggettivo, oppure dalla dimostrazione della rilevanza causale, esclusiva o concorrente, alla produzione del danno delle condotte del danneggiato o di un terzo (rientranti nella categoria dei fatti umani), caratterizzate dalla colpa ex art. 1227 c.c., e, indefettibilmente, dalla oggettiva imprevedibilità e imprevenibilità rispetto all'evento pregiudizievole.
Dopo aver esaminato le risultanze processuali, con particolare riferimento e attenzione alle dichiarazioni testimoniali e alle produzioni in atti, sia di parte attrice che di parte convenuta, relative allo stato dei luoghi, si ritiene provato l'evento caduta ma non il nesso tra la caduta e la asserita macchia oleosa presente sulle scale condominiali.
Infatti, parte attrice non ha fornito alcuna prova della presenza della macchia oleosa sulle scale.
Non vi sono, agli atti del fascicolo, riproduzioni fotografiche o video dello stato dei luoghi, né nel pagina 3 di 4 referto del pronto soccorso e nel verbale di intervento dei vigili del fuoco vi è riferimento alcuno alla presenza di sopradetta macchia.
L'unica a confermare tale circostanza è la Sig.ra figlia di parte attrice, che non Persona_1 fornisce prova sufficientemente persuasiva non solo della presenza della macchia, ma soprattutto della sua effettiva presenza ai fatti.
È infatti da evidenziare come i vigili del Fuoco, nel verbale di intervento, identifichino come presente solo parte attrice.
Quanto all'intervento dei vigili del fuoco, non è neppure dato sapere il perché il 118 ne abbia chiesto il supporto.
Dalla lettura del predetto documento, infatti, non emerge come gli stessi siano intervenuti per la presenza della macchia, ma solo per “collaborare col personale sanitario del 118” a stabilizzare il sig.
Pt_1
In conclusione, non vi sono prove sufficienti a ritenere che vi sia stata una macchia oleosa sulle scale del e che l'evento caduta sia avvenuto a causa della stessa, con conseguente esenzione del CP_1
Condomino da ogni responsabilità sia ai sensi dell'art. 2051 c.c., sia, per le stesse ragioni, ai sensi dell'art. 2043 c.c. (Cass. Civ. ordinanza n. 30394/2023).
Le spese di lite seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale di Rimini, definitivamente pronunciando nel giudizio di I grado iscritto al R.G. Nr.
1822/2022, ogni altra domanda, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
- rigetta la domanda proposta da Parte_1
- condanna al pagamento in favore del , delle spese di Parte_1 Controparte_1 lite, che si liquidano nell'importo di € 1.778,00, a titolo di compenso professionale, oltre al 15% a titolo di rimborso forfettario spese generali, Iva e Cpa, come per legge;
- pone le spese della espletata consulenza definitivamente a carico del Sig. Parte_1
Manda alla Cancelleria per le comunicazioni e per ogni altro adempimento di sua competenza.
Rimini, 15 dicembre 2025
Il Giudice
Dott.ssa Serena Bordoni Marostica
pagina 4 di 4
TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
Sezione Unica CIVILE
VERBALE DELLA CAUSA n. r.g. 1822/2022 tra
Parte_1 ATTORE e
Controparte_1
CONVENUTO
Oggi 15 dicembre 2025 ad ore 09.20 innanzi alla dott.ssa Serena Bordoni Marostica, sono comparsi: per parte attrice, è presente l'Avv. Andrea Lepri in sostituzione dell'Avv. Guglielmo Guerra;
per parte convenuta l'Avv. Diego Dell'Anna; Il Giudice invita le parti a precisare le conclusioni. I procuratori delle parti precisano le conclusioni come da note conclusive già depositate. All'esito della discussione orale, il Giudice decide la causa ai sensi dell'art. 281 sexies c.p.c. come da sentenza di seguito riportata, alla lettura della quale le parti dichiaro di non voler presenziare.
Il Giudice
dott.ssa Serena Bordoni Marostica
pagina 1 di 4
R.G. Nr. 1822/2022
TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
Il Tribunale, nella persona del Giudice Dott.ssa Serena Bordoni Marostica ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 1822/2022 promossa da:
( ) Parte_1 C.F._1 con il patrocinio dell'Avv. Guglielmo Guerra ed elettivamente domiciliato presso lo Studio dello stesso, come da procura alle liti in atti ATTORE Contro
(C.F. ) Controparte_1 P.IVA_1 con il patrocinio dell'Avv. Diego Dell'Anna ed elettivamente domiciliato presso lo Studio dello stesso, come da procura alle liti in atti
CONVENUTO
CONCLUSIONI: All'udienza del 15.12.2025, i procuratori delle parti hanno discusso e concluso come da verbale di udienza
CONCISA ESPOSIZIONE DELLE RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Si omette l'esposizione dello svolgimento del processo, non più richiesta dalla formulazione dell'art. 132 c.p.c., introdotta dall'art. 45, comma 17, della legge n. 69/09.
La domanda proposta dall'attore non può essere accolta, dovendo i principi di cui Parte_1 agli artt. 2043 c.c. e 2051 c.c. essere temperati con l'applicazione dell'art. 1227 c.c..
È indirizzo consolidato, nella giurisprudenza di legittimità e di merito che, ove per un medesimo fatto possa concorrere una duplice ipotesi di responsabilità - ex art. 2043 c.c. ed ex art. 2051 c.c. - , competa al giudice, nell'esercizio dei suoi poteri di ufficio, procedere alla qualificazione giuridica della domanda, in base alle allegazioni fattuali.
La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 30394/2023 (richiamando la ordinanza n. 2482/2018 pagina 2 di 4 e conformi le precedenti ordinanze nn. 2479 e 2480 del 2018) ha avuto modo di precisare che: "In tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull'evento dannoso, in applicazione - anche ufficiosa - dell'art. 1227 c.c., comma 1, richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall'art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un'evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l'esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro".
In quella occasione è stata confermata la statuizione di merito, che aveva escluso la responsabilità in capo all'ente proprietario e gestore della strada, affermando che il custode non può rispondere dei danni cagionati in via esclusiva dalla condotta del danneggiato, da qualificarsi oggettivamente non prevedibile secondo la normale regolarità causale nelle condizioni date dai luoghi.
Tale principio di diritto - successivamente ribadito dalla giurisprudenza di legittimità (Cass. n.
27724/2018; n. 20312/2019; n. 38089/2021; n. 35429/2022; nn. 14228 e 21675/2023), anche a Sezioni
Unite (Cass. n. 20943/2022) - è stato poi ancor più di recente riaffermato, statuendosi (Cass. n.
11152/23) che la responsabilità ex art. 2051 c.c., ha natura oggettiva - in quanto si fonda unicamente sulla dimostrazione del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, non già su una presunzione di colpa del custode - e può essere esclusa o dalla prova del caso fortuito (che appartiene alla categoria dei fatti giuridici), senza intermediazione di alcun elemento soggettivo, oppure dalla dimostrazione della rilevanza causale, esclusiva o concorrente, alla produzione del danno delle condotte del danneggiato o di un terzo (rientranti nella categoria dei fatti umani), caratterizzate dalla colpa ex art. 1227 c.c., e, indefettibilmente, dalla oggettiva imprevedibilità e imprevenibilità rispetto all'evento pregiudizievole.
Dopo aver esaminato le risultanze processuali, con particolare riferimento e attenzione alle dichiarazioni testimoniali e alle produzioni in atti, sia di parte attrice che di parte convenuta, relative allo stato dei luoghi, si ritiene provato l'evento caduta ma non il nesso tra la caduta e la asserita macchia oleosa presente sulle scale condominiali.
Infatti, parte attrice non ha fornito alcuna prova della presenza della macchia oleosa sulle scale.
Non vi sono, agli atti del fascicolo, riproduzioni fotografiche o video dello stato dei luoghi, né nel pagina 3 di 4 referto del pronto soccorso e nel verbale di intervento dei vigili del fuoco vi è riferimento alcuno alla presenza di sopradetta macchia.
L'unica a confermare tale circostanza è la Sig.ra figlia di parte attrice, che non Persona_1 fornisce prova sufficientemente persuasiva non solo della presenza della macchia, ma soprattutto della sua effettiva presenza ai fatti.
È infatti da evidenziare come i vigili del Fuoco, nel verbale di intervento, identifichino come presente solo parte attrice.
Quanto all'intervento dei vigili del fuoco, non è neppure dato sapere il perché il 118 ne abbia chiesto il supporto.
Dalla lettura del predetto documento, infatti, non emerge come gli stessi siano intervenuti per la presenza della macchia, ma solo per “collaborare col personale sanitario del 118” a stabilizzare il sig.
Pt_1
In conclusione, non vi sono prove sufficienti a ritenere che vi sia stata una macchia oleosa sulle scale del e che l'evento caduta sia avvenuto a causa della stessa, con conseguente esenzione del CP_1
Condomino da ogni responsabilità sia ai sensi dell'art. 2051 c.c., sia, per le stesse ragioni, ai sensi dell'art. 2043 c.c. (Cass. Civ. ordinanza n. 30394/2023).
Le spese di lite seguono la soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale di Rimini, definitivamente pronunciando nel giudizio di I grado iscritto al R.G. Nr.
1822/2022, ogni altra domanda, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
- rigetta la domanda proposta da Parte_1
- condanna al pagamento in favore del , delle spese di Parte_1 Controparte_1 lite, che si liquidano nell'importo di € 1.778,00, a titolo di compenso professionale, oltre al 15% a titolo di rimborso forfettario spese generali, Iva e Cpa, come per legge;
- pone le spese della espletata consulenza definitivamente a carico del Sig. Parte_1
Manda alla Cancelleria per le comunicazioni e per ogni altro adempimento di sua competenza.
Rimini, 15 dicembre 2025
Il Giudice
Dott.ssa Serena Bordoni Marostica
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