TRIB
Sentenza 12 dicembre 2025
Sentenza 12 dicembre 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Verona, sentenza 12/12/2025, n. 2679 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Verona |
| Numero : | 2679 |
| Data del deposito : | 12 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI VERONA
Sezione Prima Civile
riunito in camera di consiglio nelle persone di:
AN RA - Presidente
IA AN - Giudice rel.
Stefania Caparello - Giudice
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado iscritta al n. 4404 /2025 R.G. promossa da
C.F. ) Parte_1 C.F._1
rappresentata e difesa in virtù di procura in allegato all'atto di citazione depositato telematicamente dall'Avv. MARI CAROLINA
ATTORE
con l'intervento ex lege del
PUBBLICO MINISTERO
INTERVENUTO
avente ad oggetto: rettificazione anagrafica di attribuzione di sesso
1 CONCLUSIONI
Per parte attrice:
Voglia l'Ill.mo Tribunale adito, ogni contraria istanza, eccezione, deduzione disattesa, per i motivi in fatto ed in diritto sopra esposti:
autorizzare che sia sottoposta a intervento chirurgico di riconversione del sesso o, in Parte_1
subordine, dare atto che l'autorizzazione non è più necessaria per accedere agli interventi chirurgici in ragione del disposto della sentenza n. 143/2024 del 23.07.2024 della Corte Costituzionale con conseguente diritto della parte di accedere al trattamento anche in assenza di autorizzazione giudiziale,
nonché autorizzare l'immediata rettificazione negli atti di stato civile del sesso anagrafico da femminile a maschile e conseguentemente il cambio del nome da a ”, ordinando le eventuali ulteriori Pt_1 Per_1
modifiche che dovessero rendersi necessarie ai sensi e per gli effetti della L. 164/82.
Spese, diritti ed onorari del presente giudizio compensati fra le parti.
Per il Pubblico Ministero:
nulla si oppone.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Domande e allegazioni di parte attrice
Il presente giudizio muove dalla domanda proposta da al fine di ottenere Parte_1
l'autorizzazione alla rettificazione di attribuzione di sesso nei registri di stato civile da femminile a maschile, al cambiamento del nome in ” e, infine, all'adeguamento dei caratteri sessuali mediante Per_1
trattamento medico-chirurgico.
Nel ricorso introduttivo parte ricorrente espone di aver sempre vissuto sin dall'infanzia la propria identità
psicosessuale come maschile, nonostante la presenza dei caratteri anatomici e biologici femminili,
2 improntando come tale le proprie relazioni, lamentando la sofferenza patita a causa dell'appartenenza a sesso diverso da quello di nascita.
Dalla documentazione medica in atti si evince come parte attrice abbia intrapreso da gennaio 2021 il percorso psicoclinico di affermazione di genere presso il Servizio di Accoglienza Trans/Transgender Sat
Aps di Verona, ove ha condotto con la dott.ssa la valutazione psicodiagnostica per l'iter Persona_2
di transizione (cfr. doc. 4 ricorrente).
Nell'ambito dell'intrapreso percorso di transizione dal genere femminile al maschile, da Febbraio 2023 è
stato in carico presso il Centro di Andrologia ed Endocrinologia di Genere dell'Azienda Ospedaliero
Universitaria di Careggi (Firenze) per una valutazione e approfondimento della propria identità di genere,
a seguito della quale è stata rilasciata in data 23.04.2025 la certificazione a firma della dott.ssa Per_3
psicologa e psicoterapeuta (cfr. doc. 5 ricorrente).
[...]
Nell'ambito dell'intrapreso percorso di transizione dal genere femminile al maschile, parte ricorrente ha avviato a dicembre 2023 l'assunzione di terapia ormonale mascolinizzante sotto controllo dell'endocrinologo, dott.ssa A.D. Fisher dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi (cfr. doc. 6
ricorrente).
Entrambe le valutazioni psicologiche sopra richiamate convergono sulla diagnosi di Disforia di Genere.
Continua il ricorrente affermando che, già prima di intraprendere il percorso di transizione, conduceva la propria vita al maschile, sia sotto il profilo psicologico che relazionale, presentandosi all'esterno con vestiario ed acconciature maschili e manifestando comportamenti prettamente maschili. Da quando ha avviato la terapia ormonale androgenizzante, egli ha assunto fattezze inequivocabilmente maschili, tanto che tra le amicizie e nella società è noto e conosciuto a tutti con il nome di . Per_1
3 Tuttavia, parte ricorrente incontra difficoltà nel vivere pienamente la propria identità di genere, che è
quella maschile, a causa della discrasia esistente fra le risultanze anagrafiche, che riportano il sesso ed il nome femminile, e l'aspetto esteriore e la vita al maschile che conduce. Tale circostanza genera una costante lesione della privacy dell'esponente, costretto ad esplicitare ai terzi la propria disforia di genere ogni qualvolta deve mostrare i propri documenti. Ciò limita e comprime gravemente la piena realizzazione così come lo sviluppo della sua personalità e gli crea notevoli problematiche sia a livello sociale che lavorativo.
Dalla documentazione in atti emerge che i medici che nel corso degli anni hanno preso in carico parte ricorrente concludono nel senso “Alla luce della storia di e della valutazione svolta, Persona_4
ritengo, pertanto, clinicamente utile e auspicabile mantenere il TOS, monitorato in modo costante dalla specialista di fiducia, così da contenere il marcato disagio psicologico dovuto all'incongruenza tra il genere di identificazione e le caratteristiche sessuali secondarie riconducibili al sesso biologico.
Al fine di raggiungere una piena realizzazione di sé e anticipare ogni possibile ricaduta negativa in termini di salute mentale dovuta alla Disforia/Incongruenza di Genere, ravviso, inoltre, come terapeuticamente utile l'avvio dell'iter legale per le richieste di autorizzazione per gli interventi chirurgici di riassegnazione chirurgica del sesso, e di riassegnazione anagrafica e di genere. In questo modo sarà
possibile adeguare l'identità di genere e le caratteristiche anatomiche sessuali con il genere percepito ed esperito di riconoscendo e convalidando la sua identità nel suo complesso” (cfr. doc. 4 Persona_4
ricorrente).
Domanda di attribuzione di sesso
4 Nel caso di specie, parte ricorrente con la documentazione medica sopra dettagliatamente richiamata ha documentato di aver intrapreso e portato a termine un completo percorso di transizione di genere mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico comportamentale (cfr. doc. 4, 5 e 6 ricorrente).
In tal modo parte ricorrente sta colmando quello iato esistente tra la propria percezione di sé e la sua identità sessuale come percepita esternamente e nel contesto sociale.
Va quindi affermato, il diritto di parte ricorrente di vedersi riconosciuta la propria identità sessuale maschile.
Domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico
La disciplina normativa italiana applicabile al tale domanda è stata oggetto di plurimi e recenti interventi della Corte Cost. il cui esame appare imprescindibile per la decisione.
La questione che era stata posta all'esame della Corte Cost. concerneva se la domanda di rettificazione del sesso possa essere accolta a prescindere dall'effettuazione di un intervento chirurgico modificativo dei caratteri sessuali primari.
Al riguardo dispone l'art. 1 comma 1, l. n. 164 del 1982 che la rettificazione si basa su un accertamento giudiziale passato in giudicato che attribuisce ad una persona sesso diverso da quello attribuito nell'atto di nascita, a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali.
Investita della questione di costituzionalità del citato articolo, sollevata in riferimento agli art. 2, 3, 32,
117, comma 1, Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 221/2015, ha affermato che, ai fini della rettificazione anagrafica del sesso, non è necessario sottoporsi ad intervento chirurgico modificativo dei caratteri sessuali primari, tale trattamento rappresentando solo un mezzo
5 eventuale al conseguimento di un benessere psico-fisico della persona interessata. Dichiarando pertanto non fondata la questione di legittimità costituzionale.
Tale disposizione prevede che «La rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali».
Ad avviso del giudice rimettente, la disposizione censurata si porrebbe in contrasto con gli artt. 2 e 117,
primo comma, Cost., in relazione all'art. 8 della CEDU, poiché la previsione della necessità, ai fini della rettificazione anagrafica dell'attribuzione di sesso, dell'intervenuta modificazione dei caratteri sessuali primari attraverso trattamenti clinici altamente invasivi pregiudicherebbe gravemente l'esercizio del diritto fondamentale alla propria identità di genere.
Invero, si legge nella sentenza con cui il Giudice delle leggi ha dichiarato infondata la questione, “viene
(…) lasciato all'interprete il compito di definire il perimetro di tali modificazioni e, per quanto qui rileva,
delle modalità attraverso le quali realizzarle. Interpretata alla luce dei diritti della persona ‒ ai quali il
legislatore italiano, con l'intervento legislativo in esame, ha voluto fornire riconoscimento e garanzia -
la mancanza di un riferimento testuale alle modalità (chirurgiche, ormonali, ovvero conseguenti ad una
situazione congenita), attraverso le quali si realizzi la modificazione, porta ad escludere la necessità, ai
fini dell'accesso al percorso giudiziale di rettificazione anagrafica, del trattamento chirurgico, il quale
costituisce solo una delle possibili tecniche per realizzare l'adeguamento dei caratteri sessuali”.
Tale interpretazione, unica compatibile con i valori espressi nella Costituzione e nel diritto internazionale pattizio, è stata adottata anche dalla giurisprudenza di legittimità, la quale, già prima dell'intervento della
Corte costituzionale, aveva rilevato come la scelta dell'individuo di sottoporsi alla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali dovesse costituire il risultato di “un processo di autodeterminazione verso
6 l'obiettivo del mutamento di sesso” e come la complessità del percorso, in quanto sostenuto da una pluralità di presidi medici e psicologici, mettesse “ulteriormente in luce l'appartenenza del diritto in
questione al nucleo costitutivo dello sviluppo della personalità individuale e sociale, in modo da
consentire un adeguato bilanciamento con l'interesse pubblico alla certezza delle relazioni giuridiche».
(così, Cass., 20.07.2015, n. 15138).
In tal modo la Corte Cost. ha escluso la necessità dell'intervento chirurgico per l'accoglimento della domanda in esame.
Con la recentissima pronuncia n. 143 del 23.7.2024, nel solco delle pronunce precedenti, la Corte Cost.
ha poi dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 31, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011, nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del Tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso Tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso. La Corte ha infatti osservato che,
potendo il percorso di transizione di genere «compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico comportamentale, quindi anche senza un intervento di adeguamento chirurgico», la prescrizione dell'autorizzazione giudiziale di cui alla norma censurata denuncia una palese irragionevolezza, nella misura in cui sia relativa a un trattamento chirurgico che «avverrebbe comunque dopo la già disposta rettificazione». In questi casi, il regime autorizzatorio, non essendo funzionale a determinare i presupposti della rettificazione, già verificatisi a prescindere dal trattamento chirurgico,
viola l'art. 3 Cost., in quanto «non corrisponde più alla ratio legis».
7 Nel caso di specie in specie risulta che parte ricorrente si è già sottoposta ad una terapia ormonale sostitutiva presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, una volta confermato il quadro psicologico di disforia di genere.
In base alla documentazione medica in atti, il Collegio ritiene infatti accertato che parte ricorrente presenti un "disturbo di identità di genere", che potrà essere superato con la transizione dal sesso femminile al sesso maschile.
Detto disturbo è stato ampiamente dimostrato da parte attrice con la documentazione medica versata in atti e sopra dettagliatamente richiamata (cfr. doc. 4, 5 e 6 ricorrente).
Alla luce di questa evidenza documentale, il Collegio non ritiene necessario il compimento di ulteriori approfondimenti istruttori, ritenendo già compiuto il percorso di transizione di genere mediante il trattamento ormonale e il sostegno psicologico comportamentale cui si è sottoposta parte ricorrente.
Emerge pertanto provato il diritto di nata a [...] il [...] a Parte_1
sottoporsi all'intervento medico chirurgico per la modifica dei propri caratteri sessuali, che ora, a seguito dell'ultimo arresto della Corte Cost, non richiede più l'autorizzazione giudiziale.
La relativa domanda autorizzatoria non ha più ragione di essere coltivata per sopravvenuta carenza di interesse ad agire alla luce dell'ultima pronuncia del Giudice delle leggi.
Deve pertanto dichiararsi, limitatamente a tale profilo, la cessazione della materia del contendere.
Rettificazione atti di Stato Civile
Alla luce di quanto sopra affermato deve per l'effetto ordinarsi all'Ufficiale di stato civile competente di effettuare la rettificazione di attribuzione del sesso nell'atto di nascita dell'interessata, con il cambiamento del nome da ” a “ ”. Pt_1 Per_1
8 Quanto agli altri atti di stato civile, è già previsto dall'art. 5 l. n. 164 del 1982, in linea con il principio di non retroattività della pronuncia, che, per il futuro, “le attestazioni di stato civile riferite a persona della quale sia stata giudizialmente rettificata l'attribuzione di sesso sono rilasciate con la sola indicazione del nuovo sesso e nome”.
Spese di lite
Nulla sulle spese, in difetto di soccombenza e considerato il carattere necessario del presente procedimento.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando nella causa pendente tra le parti in epigrafe, ogni diversa istanza, domanda ed eccezione disattesa o assorbita, così provvede:
1) Accerta il compiuto il percorso di transizione di genere mediante il trattamento ormonale e il sostegno psicologico comportamentale eseguito nata a [...] il Parte_1
23/05/1995 con il suo conseguente diritto a sottoporsi all'intervento medico chirurgico per la modifica dei caratteri sessuali e all'attribuzione del sesso maschile.
2) Dichiara la cessazione della materia del contendere in ordine alla domanda di autorizzazione all'intervento chirurgico.
3) Ordina all'Ufficiale dello Stato civile del Comune di Verona di annotare nell'atto di nascita di
, nata a [...] il [...] , la rettifica del sesso anagrafico da Parte_1
femminile in maschile ed il mutamento del nome da a Parte_1 Per_4
.
[...]
9 Così deciso in Verona, nella camera di consiglio della Prima Sezione civile in data 25.11.2025
La GIUDICE REL. La PRESIDENTE
IA AN AN RA
10