Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 30/12/2025, n. 10442
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Accoglimento
Sentenza 30 dicembre 2025

Argomenti

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  • Rigettato
    Mancato accoglimento eccezione di irricevibilità dell'impugnazione del diniego di sanatoria

    Non è necessario affrontare l'eccezione preliminare di tardività dell'impugnazione in primo grado, poiché gli appelli principali sono fondati nel merito.

  • Rigettato
    Contestazione della disciplina sanzionatoria applicata e vizio di extra petizione

    Il regime sanzionatorio applicabile è quello vigente al momento dell'applicazione della sanzione, in quanto l'abuso edilizio è un illecito permanente. L'art. 34, comma 2, d.P.R. 380/2001 non è applicabile poiché le opere sono variazioni essenziali in zona vincolata paesaggisticamente. Non è stata fornita la prova dell'impossibilità di demolizione senza pregiudizio delle parti legittime, né sono state indicate le porzioni legittimamente realizzate. La sentenza n. 8180/2019 del Consiglio di Stato ha confermato la natura essenziale delle variazioni.

  • Rigettato
    Censura della dichiarata illegittimità derivata per i provvedimenti successivi al diniego di fiscalizzazione

    La legittimità del diniego di fiscalizzazione esclude l'illegittimità derivata degli ulteriori provvedimenti, i quali si fondano sull'inottemperanza all'ordine di demolizione.

  • Rigettato
    Questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 l. r. 52/1989 in combinato disposto con artt. 34, 31 e 32 d.P.R. 380/2001

    L'adozione del provvedimento impugnato non dipende esclusivamente dall'applicazione dell'art. 5 l.r. 52/1989, ma anche dall'art. 167 d.lgs. 42/2004, che impedisce la fiscalizzazione in caso di variazioni essenziali in zona vincolata. Pertanto, manca il requisito della rilevanza della questione di costituzionalità.

  • Rigettato
    Mancata valutazione della parte non demolibile per salvaguardare le porzioni legittime

    La richiesta di fiscalizzazione interviene prima dell'esecuzione dell'ordinanza di demolizione. Se non accolta perché le variazioni sono essenziali, l'istanza di sostituzione della sanzione ripristinatoria con quella pecuniaria può essere riproposta in sede esecutiva, fornendo la prova dell'impossibilità di demolire senza pregiudizio delle parti legittime, prova che non è stata fornita.

  • Rigettato
    Responsabilità dei proprietari attuali per l'abuso commesso in data anteriore

    L'ingiunzione a demolire deve essere eseguita dal proprietario attuale, in quanto misura ripristinatoria relativa al bene e non afflittiva. L'art. 31 d.P.R. 380/2001 individua come soggetto passivo della demolizione colui che ha il potere di rimuovere concretamente l'abuso, ovvero il proprietario attuale.

  • Rigettato
    Acquisizione di area di sedime e terreno circostante non giustificata

    L'ordinanza di acquisizione motiva esplicitamente le ragioni dell'inclusione di un'area maggiore, ritenendola necessaria per il ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione delle opere abusive analiticamente descritte.

  • Rigettato
    Valutazione della natura volontaria e non scusabile dell'inottemperanza

    L'unica iniziativa adottata dai proprietari è stata la presentazione di una CILA per sanare difformità interne, non risultando alcuna iniziativa quanto agli interventi di natura demolitoria.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 30/12/2025, n. 10442
    Giurisdizione : Consiglio di Stato
    Numero : 10442
    Data del deposito : 30 dicembre 2025
    Fonte ufficiale :

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