Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19/01/2026, n. 404
CS
Parere definitivo 4 ottobre 2023
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CS
Rigetto
Sentenza 19 gennaio 2026

Argomenti

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  • Improcedibile
    Sopravvenuta carenza di interesse

    La sentenza di primo grado ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'ordinanza di sospensione era stata superata da provvedimenti più definitivi.

  • Accolto
    Eccesso di potere per sviamento e violazione di legge

    Il TAR ha ritenuto che il Comune avesse indebitamente inibito l'attività industriale, esercitando poteri non suoi e perseguendo uno scopo diverso da quello legittimo, anche in contrasto con le autorizzazioni ambientali rilasciate.

  • Accolto
    Violazione del principio di tipicità e legalità dei provvedimenti amministrativi

    Il TAR ha ritenuto che il Comune avesse agito al di fuori delle proprie competenze, sindacando un'attività già autorizzata da altre autorità.

  • Accolto
    Illegittimità per mancata valutazione della domanda di condono edilizio

    Il TAR ha riscontrato profili di illegittimità nell'ordinanza di demolizione, poiché l'amministrazione non avrebbe potuto provvedere senza prima esaminare la domanda di condono presentata.

  • Rigettato
    Violazione e falsa applicazione artt. 31 e 24 d.P.R. 380/2001; art. 13 L.R. 23/2004

    Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondato il motivo, evidenziando che l'effetto inibitorio dei provvedimenti comunali contrasta con le Autorizzazioni Integrate Ambientali rilasciate dall'ARPAE, che sono onnicomprensive e escludono il potere del Comune di sindacarne la legittimità.

  • Rigettato
    Eccesso di potere per sviamento (ultrapetizione)

    Il Consiglio di Stato ha escluso l'ultrapetizione, ritenendo che lo sviamento del potere fosse stato chiaramente prospettato dalla parte ricorrente in primo grado, evidenziando la finalità ostativa dei provvedimenti comunali.

  • Rigettato
    Legittimità dell'ordinanza di demolizione nonostante la pendenza del condono

    Il Consiglio di Stato ha ritenuto infondata l'obiezione, affermando che l'ordinanza di demolizione ricomprendeva tutti gli abusi, inclusi quelli per cui era stato chiesto il condono, contrastando con la sospensione del procedimento prevista dalla legge in pendenza di domanda di condono.

  • Rigettato
    Sopravvenuta inefficacia dell'AIA per contrasto con la normativa urbanistica

    Il Consiglio di Stato ha disatteso la doglianza, osservando che il Comune avrebbe dovuto chiedere la riconvocazione della conferenza di servizi per rivisitare l'AIA, anziché intervenire autonomamente. Inoltre, ha ritenuto dubbia la sussistenza di un contrasto effettivo tra la normativa urbanistica e l'attività svolta, citando autorizzazioni ambientali successive e interpretando le norme urbanistiche in modo favorevole alla prosecuzione dell'attività.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19/01/2026, n. 404
    Giurisdizione : Consiglio di Stato
    Numero : 404
    Data del deposito : 19 gennaio 2026
    Fonte ufficiale :

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