Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 23/03/2026, n. 2420
CS
Ordinanza cautelare 28 maggio 2025
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TAR
Ordinanza cautelare 22 luglio 2025
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TAR
Sentenza 7 novembre 2025
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CS
Ordinanza collegiale 21 gennaio 2026
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CS
Rigetto
Sentenza 23 marzo 2026

Argomenti

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  • Rigettato
    Violazione e/o erronea applicazione dell'art. 40 della L.R. 23/2004 e dell'art. 17 della medesima L.R. con riferimento al suo 2° comma

    Il Consiglio di Stato ritiene che l'art. 36 del D.P.R. 380/2001 sia applicabile in Emilia-Romagna in quanto espressione di principi fondamentali della legislazione statale in materia urbanistica ed edilizia. L'interpretazione dell'appellante condurrebbe alla sanabilità di abusi sostanziali tramite un istituto non permanente. Inoltre, il termine per l'ottemperanza all'ordinanza di demolizione è perentorio e la successiva istanza di sanatoria è intervenuta quando il bene era già acquisito al patrimonio comunale.

  • Rigettato
    Violazione del principio di proporzionalità

    Il principio di proporzionalità non è astrattamente inidoneo a inficiare l'attività amministrativa vincolata repressiva di abusi edilizi non sanabili. L'amministrazione non ha margini di scelta nell'applicazione della sanzione. L'art. 8 CEDU riguarda la vita personale e familiare, mentre l'art. 49 della Carta UE attiene alla proporzionalità delle sanzioni penali. Nel caso di specie, il quadro ordinamentale appronta una risposta proporzionale all'abuso edilizio, dando prevalenza all'interesse pubblicistico alla corretta gestione del territorio.

  • Rigettato
    Violazione e/o erronea applicazione delle norme in materia di repressione di abusi edilizi

    Le opere sono considerate abusive a causa della loro ampiezza (circa nove metri di larghezza), della predisposizione strutturale per impianti elettrici e di illuminazione, e dell'utilizzo di materiale stabilizzato di fondazione, caratteristiche non funzionali alle sole operazioni di cantiere e incompatibili con la temporaneità dell'opera.

  • Rigettato
    Erronea interpretazione della normativa regionale e nazionale in materia di sanatoria

    Il TAR ha ritenuto assorbiti i motivi di primo grado relativi all'applicazione degli articoli citati, dato il rigetto di altre doglianze. Il Consiglio di Stato conferma che il permesso di costruire in sanatoria non può essere chiesto fino all'irrogazione delle sanzioni e che la sola conformità dell'opera alla normativa al momento dell'istanza non è sufficiente, essendo necessaria la doppia conformità.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 23/03/2026, n. 2420
    Giurisdizione : Consiglio di Stato
    Numero : 2420
    Data del deposito : 23 marzo 2026
    Fonte ufficiale :

    Testo completo