Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 08/04/2026, n. 2826
TAR
Sentenza 9 dicembre 2024
>
CS
Rigetto
Sentenza 8 aprile 2026

Argomenti

L'intelligenza artificiale può commettere errori. Verifica sempre i contenuti generati.

Segnala un errore
  • Rigettato
    Legittimità dell'obbligo di consenso espresso (opt-in) per introdurre clausole di indicizzazione nei contratti in essere

    Il Consiglio di Stato ritiene che l'introduzione unilaterale di meccanismi di indicizzazione dei costi tariffari esuli dai limiti dello ius variandi e richieda l'espresso accordo delle parti. L'indicizzazione introduce un elemento nuovo e esterno alla pattuizione originaria, incidendo sull'impegno economico in misura non prevedibile, pertanto necessita di esplicita accettazione. La Corte richiama anche la normativa europea e la giurisprudenza, nonché la posizione di altre autorità di regolamentazione.

  • Rigettato
    Legittimità del comma 14 dell'art. 8-quater relativo alla nullità delle clausole di indicizzazione introdotte senza consenso esplicito

    Il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR, ritenendo che il comma 14 ribadisca un divieto già esistente nella delibera precedente (519/15/CONS) e che l'introduzione di clausole di indicizzazione tramite ius variandi sia preclusa, salvo consenso espresso. La nullità si applica a clausole già illegittime ai sensi della normativa precedente.

  • Rigettato
    Eccessività degli obblighi informativi previsti dai commi 7-bis e 9

    Il Consiglio di Stato ritiene infondata la doglianza, confermando la legittimità e proporzionalità degli obblighi informativi, considerata la complessità del meccanismo di indicizzazione e la necessità di rafforzare la tutela degli utenti. Le misure introdotte non gravano in modo sproporzionato sugli operatori.

  • Accolto
    Legittimità della disciplina sui commi 2 e 4 dell'art. 8-quater

    Il Consiglio di Stato ritiene che la sentenza del TAR abbia interpretato restrittivamente la sentenza della CGUE. L'introduzione di mark-up aggiuntivi rispetto all'indice ISTAT non è oggettiva, predeterminata o necessaria, alterando la situazione contrattuale dell'utente e rendendo applicabili le garanzie sullo ius variandi. Pertanto, i commi 2 e 4 sono conformi alla normativa e alla giurisprudenza della CGUE.

  • Rigettato
    Legittimità del comma 7 dell'art. 8-quater in materia di superamento della soglia di indicizzazione del 5%

    Il Consiglio di Stato ritiene che le norme citate non attribuiscano all'Autorità il potere di riequilibrare il rapporto imponendo all'operatore di offrire un passaggio gratuito a un'offerta senza indicizzazione in caso di superamento di una certa soglia inflattiva. Le norme si limitano a imporre obblighi di informazione e trasparenza. Pertanto, il dispositivo di annullamento del TAR è confermato.

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Commentari3

  • 1Anno 2024
    https://dirittifondamentali.it/

  • 2Anno 2024
    https://dirittifondamentali.it/

    CategoriaAnno 2024 In tema di alunno con disabilità e disponibilità finanziarie del comune (T.A.R. Emilia Romagna, sez. I, sent. 10 dicembre 2024, n. 925) La sentenza in epigrafe statuisce che le necessità di un alunno con disabilità, così come definite dal piano educativo individuale (PEI), in linea di principio, non vincolano il Comune, il quale è tenuto a garantire l'assistenza “nei limiti delle proprie disponibilità”. Per altro verso, l'esercizio del potere discrezionale di allocazione delle risorse non può ledere […] Legittimità dello ius variandi in relazione al corrispettivo di servizi di comunicazione elettronica (T.A.R. Lazio, sez. IV, 9 dicembre 2024, n. 22203) I giudici …

     Leggi di più…

  • 3Tar e Consiglio di Stato
    https://dirittifondamentali.it/

    CategoriaTar e Consiglio di Stato Il Consiglio di Stato rimette alla Corte costituzionale questioni di legittimità in tema di regolamentazione dei rapporti concessori autostradali (Consiglio di Stato, sezione V, 15 gennaio 2025, n. 294) È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 13, comma 3, del decreto legge, n. 162 del 2019 (poi convertito nella legge n. 8 del 2020 e come modificato dall'art. 13, comma 5, del decreto legge, n. 183 del 2020), in riferimento agli artt. 11, 41 e 117, comma 1, Cost., […] Legittimità dello ius variandi in relazione al corrispettivo di servizi di comunicazione elettronica (T.A.R. Lazio, sez. IV, 9 dicembre …

     Leggi di più…
Inizia subito la prova gratuita
Crea un account per accedere agli strumenti d’IA giuridica e sbloccare tutte le funzionalità di Doctrine Pro.
  • Accesso ai contenuti giuridici
  • Prova dell'IA giuridica
  • Collegamento al tuo cloud
Iscriviti gratuitamente

Sul provvedimento

Citazione :
Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 08/04/2026, n. 2826
Giurisdizione : Consiglio di Stato
Numero : 2826
Data del deposito : 8 aprile 2026
Fonte ufficiale :

Testo completo