Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 30/04/2026, n. 3380
CS
Rigetto
Sentenza 30 aprile 2026

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  • Rigettato
    Violazione e/o falsa applicazione dell'art. 2041 c.c.

    Il Collegio ritiene che la 'buona fede' del terzo creditore non sia provata, in quanto l'istituto bancario ha omesso indagini elementari sullo stato urbanistico dell'immobile, che avrebbero rivelato l'abusività dello stesso. L'assenza di buona fede esclude la sussistenza del presupposto della 'giusta causa' richiesto dall'art. 2041 c.c. Inoltre, l'arricchimento del Comune è avvenuto a seguito di un valido titolo giuridico (ordinanza di demolizione e accertamento di inottemperanza), e la sua legittimità è stata confermata da sentenze passate in giudicato. L'efficacia retroattiva della sentenza della Corte Costituzionale n. 160/2024 incontra un limite nei rapporti esauriti.

  • Rigettato
    Sussistenza del diritto ad un congruo indennizzo ex art. 2041 c.c.

    La sentenza impugnata ha correttamente statuito che non può trovare applicazione l'azione residuale di arricchimento ex art. 2041 c.c., poiché manca l'elemento della 'giusta causa' e il nesso causale tra arricchimento e depauperamento. L'acquisizione del bene al patrimonio comunale è avvenuta a seguito di un valido titolo giuridico e la legittimità di tale acquisizione è stata confermata da sentenze passate in giudicato. L'ipoteca è stata iscritta su un bene da parte di un soggetto che non ne era il vero proprietario, e la banca non ha agito con la dovuta diligenza.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 30/04/2026, n. 3380
    Giurisdizione : Consiglio di Stato
    Numero : 3380
    Data del deposito : 30 aprile 2026
    Fonte ufficiale :

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