Sentenza 21 aprile 2008
Massime • 1
In sede di convalida dell'arresto in flagranza, il giudice deve limitarsi a verificare la sussistenza degli estremi della flagranza, la configurabilità di una delle ipotesi di arresto e il rispetto dei termini della procedura di convalida, senza spingersi ad accertare l'elemento soggettivo del reato ipotizzato nei confronti dell'arrestato, la cui verifica è demandata alle successive fasi processuali. (Fattispecie nella quale il giudice non aveva convalidato per difetto del dolo l'arresto per evasione di un imputato allontanatosi senza autorizzazione dal luogo degli arresti domiciliari).
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/04/2008, n. 21984 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 21984 |
| Data del deposito : | 21 aprile 2008 |
Testo completo
2 1 984/08
Sent.1064 N. di ruolo d'udienza: 7
R.G. n. Udienza in camera di consiglio del
28742/07 21 aprile 2008
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONE VI PENALE
composta dai signori magistrati: dott. Antonio S. Agrò Presidente
dott. Giorgio Colla Consigliere dott. Giacomo Paoloni Consigliere
dott. Domenico Carcano Consigliere
dott. Giorgio Fidelbo Consigliere
ha pronunciato la seguente Ch riuniti in camera di consiglio,
SENTENZA
sul ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica di Velletri nel procedimento a carico di LE UI, n. a Marino il 9 giugno 1982, avverso l'ordinanza del Tribunale di
Velletri in data 30 aprile 2007; udita la relazione fatta dal Consigliere dott. Giorgio Colla;
udito il Procuratore generale nella persona del sostituto dott. Angelo Di Popolo, che ha Jenze concluso per l'annullamento con rinvio del provvedimento impugnato.
FATTO E DIRITTO
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Velletri propone ricorso per cassazione avverso la ordinanza indicata in epigrafe con la quale il Tribunale ha rigettato la richiesta di convalida dell'arresto nei confronti di LE UI in ordine al reato di
UI.
Deduce l'inquirente violazione di norme processuali e sostanziali. Ricorda i principi costantemente ribaditi da questa Corte in tema di dolo del reato in questione, di carattere generico, e da ritenersi sussistente in base al mero allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari nella consapevolezza del provvedimento restrittivo.
Il ricorso è fondato.
Come ha ricordato il ricorrente, il dolo del reato di cui all'art. 385 c.p. ricorre nei casi in cui sussistano le condizioni sopra richiamate, che, nella specie sussistono, non essendo rilevante la finalità propostasi dall'agente nell'allontanarsi dal luogo degli arresti domiciliari.
In ogni caso, nella udienza di convalida, il giudicante deve limitarsi alla verifica della sussistenza della condizione oggettiva della flagranza ed è pacifico nella giurisprudenza di questa Corte che non può spingersi ad accertare la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato (ex multis, Cass., sez. VI, 12 luglio 2006 - 2 ottobre 2006, n. 32630, CED
234875).
Il provvedimento impugnato va quindi annullato senza rinvio.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio il provvedimento impugnato.
Roma 21 aprile 2008
POSITATO IN CANCELLERIA Il Consigliere estensorefranch DE oggi 30 MAG 2008
IL CANCELLIERE C1 SUPER
Lidia Scala
2 делей