Cass. pen., sez. II, sentenza 28/05/2008, n. 23669
CASS
Sentenza 28 maggio 2008

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Il giudice di appello che, nel confermare la responsabilità dell'imputato, operi, ferma restando la identità del fatto, la derubricazione del reato ritenuto in primo grado, può procedere a nuovo giudizio di prevalenza od equivalenza tra circostanze; non viene infatti violato il divieto della "reformatio in peius" nel caso in cui, pur in mancanza di impugnazione del PM, detto giudice riconosca valore equivalente a quella medesima circostanza attenuante, che, dal primo giudice, era stata dichiarata prevalente con riferimento alla più grave ipotesi criminosa ravvisata in primo grado. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto corretta la decisione della Corte di appello che, derubricato in lesioni volontarie aggravate il delitto di tentato omicidio, giudicava equivalenti le circostanze attenuanti generiche, già valutate prevalenti dal tribunale, rispetto alla più grave fattispecie criminosa di tentato omicidio).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 28/05/2008, n. 23669
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 23669
    Data del deposito : 28 maggio 2008

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