Sentenza 16 maggio 2023
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- 1. Ex Socio Di Casa Editrice Con Debiti: Come DifendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 18 agosto 2025
Sei un ex socio di una casa editrice e ti ritrovi con debiti da pagare? Anche dopo l'uscita dalla società, i creditori possono chiederti il pagamento di obbligazioni maturate durante il periodo in cui ne facevi parte. La responsabilità dipende dalla forma societaria, dagli accordi presi e dalle eventuali garanzie personali che hai prestato. Conoscere i tuoi diritti e le possibili strategie di difesa è fondamentale per proteggere il tuo patrimonio. Quando un ex socio di casa editrice può essere chiamato a rispondere dei debiti – Quando era socio di una società di persone (SNC o SAS) e risponde in solido per i debiti contratti durante la partecipazione – Quando ha prestato fideiussioni o …
Leggi di più… - 2. Come Posso Uscire Da Un IndebitamentoGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 4 agosto 2025
Ti trovi in una situazione in cui i debiti stanno diventando insostenibili? Non riesci più a far fronte a rate, bollette, finanziamenti o cartelle esattoriali? Ti stai chiedendo come puoi uscire da un indebitamento e riprendere il controllo della tua vita economica? Il sovraindebitamento non è una colpa, ma una condizione che può colpire famiglie, lavoratori autonomi, ex imprenditori e anche pensionati. Fortunatamente, esistono strumenti legali concreti per uscire dal tunnel del debito e ripartire senza essere schiacciati da interessi, sanzioni e minacce di pignoramento. Quando sei in stato di sovraindebitamento? – Quando le entrate mensili non bastano più a coprire le spese fisse e i …
Leggi di più… - 3. Chi Risponde Dei Debiti Fiscali In Caso Di Liquidazione?Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 29 agosto 2025
Hai avviato la liquidazione della tua società e ti chiedi chi risponde dei debiti fiscali rimasti? La liquidazione non sempre significa liberarsi completamente dalle passività: i debiti tributari possono continuare a pesare su soci e liquidatori, a seconda della forma giuridica della società e delle responsabilità nella gestione. Cos'è la liquidazione di una società – È la fase che porta alla chiusura definitiva della società e alla sua cancellazione dal Registro delle Imprese – Prevede la nomina di un liquidatore, che ha il compito di pagare i debiti e ripartire l'eventuale attivo residuo tra i soci – Non comporta automaticamente l'estinzione dei debiti fiscali, che possono essere …
Leggi di più… - 4. SRL Con Debiti Tributari: Tutte Le Strategie Legali Per Difenderti E Risanare L'AziendaGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 31 ottobre 2025
La tua SRL ha accumulato debiti con l'Agenzia delle Entrate, l'INPS o altri enti fiscali e non riesce più a sostenere i pagamenti? Molte società a responsabilità limitata si trovano in questa situazione, spesso per cali di fatturato, ritardi nei pagamenti dei clienti o una pressione fiscale eccessiva. Quando iniziano ad arrivare cartelle esattoriali, intimazioni o pignoramenti, il rischio è di compromettere la continuità aziendale e mettere in pericolo anche il patrimonio personale dell'amministratore. La buona notizia è che esistono strategie legali efficaci per difendersi, bloccare la riscossione e risanare la SRL, evitando la chiusura e la perdita di anni di lavoro. Perché una SRL si …
Leggi di più… - 5. Ex socio di negozio di articoli sportivi con debiti: cosa fare per difendersiGiuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 13 agosto 2025
Sei un ex socio di un negozio di articoli sportivi e ti ritrovi con debiti da pagare? Hai ricevuto cartelle esattoriali, decreti ingiuntivi, pignoramenti o solleciti per finanziamenti, forniture o tasse non pagate dal negozio e temi di dover rispondere con il tuo patrimonio personale? In questi casi è fondamentale sapere quali sono le tue responsabilità effettive, come difenderti legalmente e quali strumenti puoi usare per ridurre o chiudere i debiti. Quando un ex socio può ritrovarsi con debiti del negozio – Quando era socio di una società di persone (SNC o SAS) e risponde ancora in solido dei debiti contratti durante il periodo di partecipazione – Quando ha prestato garanzie personali …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 16/05/2023, n. 20840 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 20840 |
| Data del deposito : | 16 maggio 2023 |
Testo completo
lette le conclusioni del Procuratore Generale, Sost. Proc. Gen. Vincenzo Senatore, per l'inammissibilità del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, con ordinanza in data 16/9/2022, depositata il 27/9/2022, ha respinto l'opposizione proposta da BE LB avverso il decreto con il quale il Tribunale di Sorveglianza di Roma il 24/3/2022, tenuto conto della pendenza di un altro analogo procedimento per un reato commesso nell'anno 2008, valorizzato l'omesso svolgimento di attività lavorativa e l'indisponibilità di validi riferimenti esterni di sostegno, ha rigettato ai sensi dell'art. 678, comma 1-ter, cod. proc. pen. l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale e ha disposto la detenzione domiciliare. 2. Il Tribunale ha respinto la richiesta di applicazione dell'affidamento in prova al servizio sociale del condannato alla pena di anni uno e mesi quattro per il reato di violenza sessuale commesso nell'anno 2008, evidenziando che le esigenze prospettate nell'opposizione di accudimento della figlia minore, affetta da diabete, possono essere adeguatamente soddisfatte anche in regime di 1 Penale Sent. Sez. 1 Num. 20840 Anno 2023 Presidente: TARDIO ANGELA Relatore: MONACO MARCO MARIA Data Udienza: 10/02/2023 detenzione domiciliare mediante specifiche richieste di autorizzazione al competente Magistrato. 3. Avverso il provvedimento ha presentato ricorso il condannato che, a mezzo del difensore, deduce il vizio di motivazione rilevando, nello specifico, che il Tribunale non avrebbe adeguatamente considerato la necessità del ricorrente di accudire la figlia -che ha bisogno di assistenza in orari ulteriori e diversi da quelli in cui può allontanarsi da casa- e di contribuire anche lavorando alle necessità economiche della famiglia. In generale, poi, il ricorrente sottolinea che non sarebbe stata in alcun modo valutata la condotta tenuta dallo stesso successivamente al fatto. 4. In data 29 novembre 2022 sono pervenute in cancelleria le conclusioni con le quali il Procuratore Generale, Sost. Proc. Vincenzo Senatore, chiede che il ricorso sia dichiarato inammissibile. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è inammissibile. 1. Nell'unico motivo di ricorso la difesa deduce che la motivazione del provvedimento impugnato sarebbe carente e contraddittoria in quanto il Tribunale non avrebbe tenuto conto delle esigenze indicate dalla difesa. La doglianza è manifestamente infondata. La motivazione del provvedimento impugnato, benché formulata in termini sintetici, è adeguata e coerente. Il Tribunale, infatti, ha dato atto di avere considerato le esigenze della figlia minore del ricorrente;
e la conclusione, nel senso che queste possono essere soddisfatte anche in regime di detenzione domiciliare con le autorizzazioni che il Magistrato di Sorveglianza competente rilascerà a seconda delle specifiche necessità, risulta coerente e logica. In ordine alle ulteriori circostanze indicate dalla difesa, la necessità di supportare economicamente la famiglia e il buon comportamento tenuto dopo la commissione del fatto, d'altro canto, nella stessa ordinanza è evidenziato che il ricorrente non ha indicato l'attività lavorativa che dovrebbe svolgere e che allo stato, tenuto anche conto dell'analoga pendenza esistente, è indisponibile un valido riferimento esterno di sostegno. Ragioni queste per le quali le attuali censure, nella sostanza tese a sollecitare una diversa e alternativa valutazione, non sono consentite e il ricorso deve pertanto essere dichiarato inammissibile. 2. Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal 2 ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 10/2/2023