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Sentenza 28 febbraio 2024
Sentenza 28 febbraio 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. III, sentenza 28/02/2024, n. 8642 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 8642 |
| Data del deposito : | 28 febbraio 2024 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto da: LO AB nato a [...] il [...] avverso la sentenza del 22/11/2022 della CORTE APPELLO di FIRENZE visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATTE() SOCCI;
sentite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore PIETRO MOLINO che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso. L'Avvocato Filippo Tacchi conclude chiedendo l'accoglimento del ricorso Penale Sent. Sez. 3 Num. 8642 Anno 2024 Presidente: ANDREAZZA GASTONE Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO Data Udienza: 08/11/2023 RITENUTO IN FATTO 1. La Corte d'Appello di Firenze con sentenza del 22 novembre 2022 ha confermato la decisione del Tribunale di Lucca del 10 luglio 2018 che aveva condannato ON BI alla pena di anni 1 di reclusione per il reato di cui all'art. 2, d. Igs. 74 del 2000 (anno di imposta 2012, fattura per euro 4.000,00). 2. L'imputato ha proposto ricorso in cassazione, deducendo i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173, commal, disp. att., c.p.p. 2. 1. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000); contraddittorietà ed illogicità della motivazione sull'accertamento della responsabilità. La sentenza ha condannato l'imputato in relazione alla fattura ritenuta per operazioni inesistenti, emessa da LU AG avente ad oggetto "attività di consulenza e studio per nuovi clienti territorio Versilia". Per la sentenza impugnata la causale della fattura sarebbe generica;
invece, la causale è ampiamente specifica in quanto riporta l'oggetto e la prestazione (consulenza per nuovi clienti in Versilia). Non ci sarebbe poi la prova dell'integrale pagamento della stessa;
invero, l'Iva risulta versata per euro 840,00 ed anche un ulteriore versamento di euro 1.000,00. Lo stesso teste di PG evidenziava i pagamenti delle somme suddette. L'irregolarità nella gestione amministrativa dell'emittente la fattura non riguarda l'imputato e anche l'assenza di una specifica struttura amministrativa per consentire la prestazione. 2. 2. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000); assenza di un profitto da parte del ricorrente. L'IVA di euro 840,00 risulta interamente pagata dal ricorrente con bonifico bancario, conseguentemente nessun vantaggio ha ricevuto l'imputato dall'operazione in oggetto. La fattura è infatti un costo effettivo sostenuto. 2. 3. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000) e carenza assoluta di motivazione sull'elemento soggettivo del reato. o Il reato è punito a titolo di dolo specifico, /il fine di evadere le imposte. La Corte di appello non motiva sulla sussistenza del dolo specifico. Il ricorrente, del resto, ha pagato VIVA e una parte dell'importo della fattura (1.000,00 euro). 2. 4. Mancata valutazione della testimonianza di IA AR;
illogicità e contraddittorietà della motivazione. La AR aveva riferito di aver visto AG, l'emittente la fattura, e nell'occasione avrebbe anche proposto dei gadget personalizzati per l'attività dell'imputato. La Corte di appello analizza la deposizione della teste e solo in considerazione di una risposta generica (non ricordava i condomini presi in gestione per l'intervento di AG) la ritiene ininfluente sulla questione della fattura, ritenuta oggettivamente inesistente. Ha chiesto pertanto l'annullamento della sentenza impugnata. CONSIDERATO IN DIRITTO 3. Il ricorso risulta inammissibile in quanto generico e articolato in fatto;
richiede alla Corte di Cassazione una rivalutazione del fatto non consentita. Inoltre, il terzo motivo, sul dolo specifico, non risulta proposto in appello. 4. Le due decisioni di merito (in doppia conforme) con motivazione logica evidenziano l'inesistenza della prestazione di cui alla fattura in oggetto. La sentenza della Corte di appello evidenzia come il pagamento (comunque parziale) di euro 1.000,00 oltre a non dimostrare il pagamento dell'intero importo, è stato effettuato prima dell'emissione della fattura con bonifico senza specificazioni. i AL,Adocí, o Inoltre, l'emittente la fattura svolgeva tutt'altra attività (moda e design, e non consulenze immobiliari) e non aveva nessuna organizzazione di uomini e mezzi per effettuare la prestazione fatturata. La decisione analizza anche la deposizione della AR e con motivazione logica e non contraddittoria rileva come la stessa risulta ininfluente in quanto riguardaalgadget non meglio specificati. Si tratta, comunque di una valutazione di merito non sindacabile in questa sede di legittimità, in quanto adeguatamente motivata. Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di € 3.000,00, e delle spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 8/11/2023
udita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATTE() SOCCI;
sentite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore PIETRO MOLINO che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso. L'Avvocato Filippo Tacchi conclude chiedendo l'accoglimento del ricorso Penale Sent. Sez. 3 Num. 8642 Anno 2024 Presidente: ANDREAZZA GASTONE Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO Data Udienza: 08/11/2023 RITENUTO IN FATTO 1. La Corte d'Appello di Firenze con sentenza del 22 novembre 2022 ha confermato la decisione del Tribunale di Lucca del 10 luglio 2018 che aveva condannato ON BI alla pena di anni 1 di reclusione per il reato di cui all'art. 2, d. Igs. 74 del 2000 (anno di imposta 2012, fattura per euro 4.000,00). 2. L'imputato ha proposto ricorso in cassazione, deducendo i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall'art. 173, commal, disp. att., c.p.p. 2. 1. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000); contraddittorietà ed illogicità della motivazione sull'accertamento della responsabilità. La sentenza ha condannato l'imputato in relazione alla fattura ritenuta per operazioni inesistenti, emessa da LU AG avente ad oggetto "attività di consulenza e studio per nuovi clienti territorio Versilia". Per la sentenza impugnata la causale della fattura sarebbe generica;
invece, la causale è ampiamente specifica in quanto riporta l'oggetto e la prestazione (consulenza per nuovi clienti in Versilia). Non ci sarebbe poi la prova dell'integrale pagamento della stessa;
invero, l'Iva risulta versata per euro 840,00 ed anche un ulteriore versamento di euro 1.000,00. Lo stesso teste di PG evidenziava i pagamenti delle somme suddette. L'irregolarità nella gestione amministrativa dell'emittente la fattura non riguarda l'imputato e anche l'assenza di una specifica struttura amministrativa per consentire la prestazione. 2. 2. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000); assenza di un profitto da parte del ricorrente. L'IVA di euro 840,00 risulta interamente pagata dal ricorrente con bonifico bancario, conseguentemente nessun vantaggio ha ricevuto l'imputato dall'operazione in oggetto. La fattura è infatti un costo effettivo sostenuto. 2. 3. Violazione di legge (art. 2 d. Igs. 74 del 2000) e carenza assoluta di motivazione sull'elemento soggettivo del reato. o Il reato è punito a titolo di dolo specifico, /il fine di evadere le imposte. La Corte di appello non motiva sulla sussistenza del dolo specifico. Il ricorrente, del resto, ha pagato VIVA e una parte dell'importo della fattura (1.000,00 euro). 2. 4. Mancata valutazione della testimonianza di IA AR;
illogicità e contraddittorietà della motivazione. La AR aveva riferito di aver visto AG, l'emittente la fattura, e nell'occasione avrebbe anche proposto dei gadget personalizzati per l'attività dell'imputato. La Corte di appello analizza la deposizione della teste e solo in considerazione di una risposta generica (non ricordava i condomini presi in gestione per l'intervento di AG) la ritiene ininfluente sulla questione della fattura, ritenuta oggettivamente inesistente. Ha chiesto pertanto l'annullamento della sentenza impugnata. CONSIDERATO IN DIRITTO 3. Il ricorso risulta inammissibile in quanto generico e articolato in fatto;
richiede alla Corte di Cassazione una rivalutazione del fatto non consentita. Inoltre, il terzo motivo, sul dolo specifico, non risulta proposto in appello. 4. Le due decisioni di merito (in doppia conforme) con motivazione logica evidenziano l'inesistenza della prestazione di cui alla fattura in oggetto. La sentenza della Corte di appello evidenzia come il pagamento (comunque parziale) di euro 1.000,00 oltre a non dimostrare il pagamento dell'intero importo, è stato effettuato prima dell'emissione della fattura con bonifico senza specificazioni. i AL,Adocí, o Inoltre, l'emittente la fattura svolgeva tutt'altra attività (moda e design, e non consulenze immobiliari) e non aveva nessuna organizzazione di uomini e mezzi per effettuare la prestazione fatturata. La decisione analizza anche la deposizione della AR e con motivazione logica e non contraddittoria rileva come la stessa risulta ininfluente in quanto riguardaalgadget non meglio specificati. Si tratta, comunque di una valutazione di merito non sindacabile in questa sede di legittimità, in quanto adeguatamente motivata. Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di € 3.000,00, e delle spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 8/11/2023