Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/05/1998, n. 7495
CASS
Sentenza 4 maggio 1998

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In tema di calunnia, per l'affermazione della responsabilità dell'imputato occorre acquisire la prova certa che costui abbia accusato la vittima pur essendo consapevole della sua innocenza. Tale prova ben può risultare da indizi ma essi devono fondarsi su circostanze di fatto certe; inoltre è indispensabile che tali circostanze siano univoche in modo che la consapevolezza di innocenza ne risulti in modo logicamente consequenziale. (Nella specie, nella quale il reato attribuito dal preteso calunniatore all'incolpato era quello di minaccia, la Cassazione ha annullato la sentenza dei giudici di merito i quali avevano ritenuto la consapevolezza della innocenza della vittima della calunnia da parte dell'imputato dal fatto che l'incolpato aveva subornato dei testimoni in relazione ad un diverso, precedente episodio di minaccia commesso dal medesimo incolpato nei confronti dello stesso presunto calunniatore, ritenendo che la subornazione dei testimoni non potesse costituire indizio tale da poterne inferire la consapevolezza della innocenza).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/05/1998, n. 7495
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 7495
    Data del deposito : 4 maggio 1998

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