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Sentenza 10 ottobre 2024
Sentenza 10 ottobre 2024
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- 1. Riconoscimento parziale di sentenza UE richiede accordo preventivo con Stato di condanna (Cass. 37379/25)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 15 dicembre 2025
In materia di riconoscimento ed esecuzione di sentenze penali straniere ai sensi della decisione-quadro 2008/909/GAI, l'art. 10, comma 3, D.Lgs. 161/2010 impone allo Stato di esecuzione che intenda procedere al riconoscimento parziale della sentenza l'obbligo di preventiva consultazione e accordo con l'autorità dello Stato di emissione sulle condizioni del riconoscimento e dell'esecuzione parziale. Tale previsione costituisce regola inderogabile posta a tutela della sovranità degli Stati, la cui violazione integra abnormità strutturale del provvedimento per carenza di potere in concreto, censurabile in cassazione ex art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen. Il sistema delineato dalla …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 10/10/2024, n. 37437 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 37437 |
| Data del deposito : | 10 ottobre 2024 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto da DR AN, nato a [...] il [...] avverso la sentenza del 18/06/2024 della Corte di appello di Bologna visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Ersilia Calvanese;
udite le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Roberto Aniello, che ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza in epigrafe indicata, la Corte di appello di Bologna dichiarava il riconoscimento, agli effetti del d.lgs. n. 161 del 2010, della sentenza rumena, che aveva condannato AN DR alla pena di anni tre e mesi dieci di reclusione per i reati di traffico di influenze illecite, riciclaggio, falsità di atti amministrativi e traffico di documenti falsi. Secondo la Corte di appello, i fatti per i quali DR era stato condannato erano previsti come reato anche dalla legge italiana. Penale Sent. Sez. 6 Num. 37437 Anno 2024 Presidente: FIDELBO GIORGIO Relatore: CALVANESE ERSILIA Data Udienza: 09/10/2024 2. Avverso la suddetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell'interessato, denunciando i motivi di annullamento, di seguito sintetizzati conformemente al disposto dell'art. 173 disp. att. cod. proc. pen. 2.1. Violazione di legge in relazione agli artt. 25 Cost., 733 e 735 cod. proc. pen. A fronte delle eccezioni sollevate dalla difesa sulla mancata corrispondenza tra i reati indicati nel certificato e quelli oggetto di condanna, la Corte di appello ha accolto soltanto quella relativa al reato di corruzione (correttamente qualificato come traffico illecito di influenze), ma non pronunciandosi su quella relativa ai reati di falso. La condanna invero aveva ad oggetto il reato di falsità in scrittura privata, reato in Italia depenalizzato e che non poteva pertanto dar luogo ad esecuzione in Italia della relativa pena. 3. Disposta la trattazione scritta del procedimento, in mancanza di richiesta nei termini ivi previsti di discussione orale, il Procuratore generale ha depositato conclusioni scritte, come in epigrafe indicate. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è fondato. 2. La censura difensiva investe il tema del requisito della c.d. "doppia i ncri mina bili tè". Come si evince dalla descrizione dei fatti, il ricorrente è stato condannato in Romania sia per il traffico di influenze illecite sia per aver, al fine di occultare i proventi illeciti ditale reato, trasferito il denaro ricevuto su conti di terze persone, alle quali aveva fatto firmare nel novembre 2013 un contratto di prestito e la ricevuta di restituzione che attestavano false circostanze. Per tali fatti il ricorrente è stato condannato per i reati di traffico di influenze illecite (art. 291 del codice penale rumeno), di riciclaggio (art. 49 del codice penale rumeno) e di falsità in scrittura privata (art. 322 del codice penale rumeno). Effettivamente in ordine alle condotte così descritte di falso difetta il requisito della doppia incriminabilità, in quanto i reati di cui all'art. 485 e 489 cod. pen. (per la parte relativa alle falsità in scrittura privata) sono stati depenalizzati. Va escluso altresì che l'uso dei documenti falsi in esame possa rientrare nella fattispecie di "traffico di documenti falsi" per i quali, ai sensi dell'art. 11 d.lgs. n. 210 del 2010, non rileva la doppia incriminabilità (le autorità rumene hanno, sbarrato la relativa casella del modulo m.a.e.). 2 Indipendentemente dalla nozione di "traffico", va osservato che, benché la versione in lingua italiana della decisione quadro 2002/584/GAI faccia riferimento soltanto a "documenti falsi", senza specificarne la tipologia, le versioni inglese e tedesca sono più chiare nel riferire il traffico ai documenti "amministrativi" falsificati. 3. Ne consegue dunque l'annullamento della sentenza impugnata. In sede di rinvio va rammentato che, in caso di riconoscimento parziale della sentenza trasmessa dallo Stato membro di condanna, va attuata la procedura prevista dall'art. 1, comma 3, d.lgs. 161 del 2010 (Sez. 6, n. 42854 del 17/10/2023). La Cancelleria provvederà alle comunicazioni di rito (ovvero quelli previsti dall'art. 22, comma 5, I. n. 69 del 2005, richiamati dall'art. 12, comma 10, d.lgs. n. 161 del 2010).
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata e rinvia per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Bologna. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 22, comma 5, I. n. 69 del 2005. Così deciso il 09/10/2024.
udita la relazione svolta dal consigliere Ersilia Calvanese;
udite le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Roberto Aniello, che ha concluso chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza in epigrafe indicata, la Corte di appello di Bologna dichiarava il riconoscimento, agli effetti del d.lgs. n. 161 del 2010, della sentenza rumena, che aveva condannato AN DR alla pena di anni tre e mesi dieci di reclusione per i reati di traffico di influenze illecite, riciclaggio, falsità di atti amministrativi e traffico di documenti falsi. Secondo la Corte di appello, i fatti per i quali DR era stato condannato erano previsti come reato anche dalla legge italiana. Penale Sent. Sez. 6 Num. 37437 Anno 2024 Presidente: FIDELBO GIORGIO Relatore: CALVANESE ERSILIA Data Udienza: 09/10/2024 2. Avverso la suddetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell'interessato, denunciando i motivi di annullamento, di seguito sintetizzati conformemente al disposto dell'art. 173 disp. att. cod. proc. pen. 2.1. Violazione di legge in relazione agli artt. 25 Cost., 733 e 735 cod. proc. pen. A fronte delle eccezioni sollevate dalla difesa sulla mancata corrispondenza tra i reati indicati nel certificato e quelli oggetto di condanna, la Corte di appello ha accolto soltanto quella relativa al reato di corruzione (correttamente qualificato come traffico illecito di influenze), ma non pronunciandosi su quella relativa ai reati di falso. La condanna invero aveva ad oggetto il reato di falsità in scrittura privata, reato in Italia depenalizzato e che non poteva pertanto dar luogo ad esecuzione in Italia della relativa pena. 3. Disposta la trattazione scritta del procedimento, in mancanza di richiesta nei termini ivi previsti di discussione orale, il Procuratore generale ha depositato conclusioni scritte, come in epigrafe indicate. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso è fondato. 2. La censura difensiva investe il tema del requisito della c.d. "doppia i ncri mina bili tè". Come si evince dalla descrizione dei fatti, il ricorrente è stato condannato in Romania sia per il traffico di influenze illecite sia per aver, al fine di occultare i proventi illeciti ditale reato, trasferito il denaro ricevuto su conti di terze persone, alle quali aveva fatto firmare nel novembre 2013 un contratto di prestito e la ricevuta di restituzione che attestavano false circostanze. Per tali fatti il ricorrente è stato condannato per i reati di traffico di influenze illecite (art. 291 del codice penale rumeno), di riciclaggio (art. 49 del codice penale rumeno) e di falsità in scrittura privata (art. 322 del codice penale rumeno). Effettivamente in ordine alle condotte così descritte di falso difetta il requisito della doppia incriminabilità, in quanto i reati di cui all'art. 485 e 489 cod. pen. (per la parte relativa alle falsità in scrittura privata) sono stati depenalizzati. Va escluso altresì che l'uso dei documenti falsi in esame possa rientrare nella fattispecie di "traffico di documenti falsi" per i quali, ai sensi dell'art. 11 d.lgs. n. 210 del 2010, non rileva la doppia incriminabilità (le autorità rumene hanno, sbarrato la relativa casella del modulo m.a.e.). 2 Indipendentemente dalla nozione di "traffico", va osservato che, benché la versione in lingua italiana della decisione quadro 2002/584/GAI faccia riferimento soltanto a "documenti falsi", senza specificarne la tipologia, le versioni inglese e tedesca sono più chiare nel riferire il traffico ai documenti "amministrativi" falsificati. 3. Ne consegue dunque l'annullamento della sentenza impugnata. In sede di rinvio va rammentato che, in caso di riconoscimento parziale della sentenza trasmessa dallo Stato membro di condanna, va attuata la procedura prevista dall'art. 1, comma 3, d.lgs. 161 del 2010 (Sez. 6, n. 42854 del 17/10/2023). La Cancelleria provvederà alle comunicazioni di rito (ovvero quelli previsti dall'art. 22, comma 5, I. n. 69 del 2005, richiamati dall'art. 12, comma 10, d.lgs. n. 161 del 2010).
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata e rinvia per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Bologna. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 22, comma 5, I. n. 69 del 2005. Così deciso il 09/10/2024.