Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/11/2020, n. 5496
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Sentenza 26 novembre 2020

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Il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, richiesto dell'applicazione di una misura cautelare personale, disponga d'ufficio una perizia per accertare l'imputabilità e la capacità processuale dell'indagato non è abnorme, in quanto non è avulso dall'ordinamento processuale, posto che, in astratto, al giudice per le indagini preliminari è riconosciuta la possibilità di disporre la perizia sulle condizioni personali dell'indagato, sia dall'art. 70 cod. proc. pen. che dall'art. 299, comma 4-ter, cod. proc. pen., né determina una anomala stasi del procedimento e l'impossibilità di proseguirlo. (In motivazione, la Corte ha precisato che, pur non ricorrendo un'ipotesi di abnormità, la perizia era stata illegittimamente disposta, in quanto il giudice per le indagini preliminari, dubitando della capacità dell'imputato, avrebbe potuto disattendere la richiesta cautelare non ritenendo sussistenti tutti i presupposti legittimanti della stessa, anziché esercitare un potere istruttorio non riconosciutogli in quella fase).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 26/11/2020, n. 5496
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 5496
    Data del deposito : 26 novembre 2020

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