Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/1998, n. 2678
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Sentenza 29 gennaio 1998

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In tema di istigazione alla corruzione, per l'integrazione del reato è sufficiente la semplice offerta o promessa, purché sia caratterizzata da adeguata serietà e sia in grado di turbare psicologicamente il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio sì che sorga il pericolo che lo stesso accetti l'offerta o la promessa. Non è necessario perciò che l'offerta abbia una giustificazione, ne' che sia specificata l'utilità promessa, ne' quantificata la somma di denaro, essendo sufficiente la prospettazione, da parte dell'agente, dello scambio illecito.(Nell'affermare il principio di cui in massima la corte ha ritenuto che fossero ravvisabili gli estremi del reato nella condotta di un avvocato che, senza spiegarne i motivi e senza circostanziare l'oggetto del proprio interesse, aveva fatto generiche ma reiterate richieste di notizie a personale addetto all'informatizzazione dei dati di una procura distrettuale, più volte assicurando gli interlocutori sulla sua capacità e volontà di "pagare bene").

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/1998, n. 2678
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 2678
    Data del deposito : 29 gennaio 1998

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