Cass. pen., sez. II, sentenza 12/03/2004, n. 26887
CASS
Sentenza 12 marzo 2004

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Il delitto di estorsione si differenzia da quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con minaccia alla persone non tanto per la materialità del fatto, che può essere identica, quanto per l'elemento intenzionale atteso che nell'estorsione l'agente mira a conseguire un ingiusto profitto, con la coscienza che quanto pretende non gli è dovuto, mentre nell'esercizio arbitrario egli agisce al fine di esercitare un suo preteso diritto, con la convinzione che quanto vuole gli compete.

Commentario1

  • 1Esercizio arbitrario delle proprie ragioni ( 393 c.p.) o estorsione (629 c.p.)?
    Gian Maria Nicotera · https://www.diritto.it/ · 1 novembre 2022

    Differenze e analogie tra le due fattispecie incriminatrici Indice Gli artt. 393 c.p. e 629 c.p. Il primo orientamento Il secondo orientamento L'intervento delle Sez. Unite 1. Gli artt. 393 c.p. e 629 c.p. I reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione, previsti rispettivamente dagli artt. 393 e 629 del Codice Penale, presentano, da una prima lettura delle norme, diversi elementi in comune, i quali rendono difficile l'esatta individuazione del reato in determinate condotte criminose. L'art. 393 c.p. così recita: “Chiunque, al fine indicato nell'articolo precedente, e potendo ricorrere al giudice(1), si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo usando violenza o …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 12/03/2004, n. 26887
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 26887
Data del deposito : 12 marzo 2004

Testo completo