Cass. pen., sez. III, sentenza 27/03/2013, n. 36910
CASS
Sentenza 27 marzo 2013

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Massime1

Le rilevazioni nelle scritture contabili e nel bilancio che, ai sensi dell'art. 7 del D.Lgs. n. 74 del 2000, non danno luogo a fatti punibili a norma degli artt. 3 e 4 dello stesso decreto sono solo quelle che, pur eseguite in violazione dei criteri di determinazione dell'esercizio di competenza, rispondono a "metodi costanti di impostazione contabile", a condizione che tale corrispondenza emerga con chiarezza dalla lettura dei bilanci e delle scritture nella loro interezza e non sulla base di semplici rilievi a campione.

Commentari2

  • 1Con metodi costanti di contabilizzazione "scatta" la causa di non punibilitàAccesso limitato
    Francesco Diana · https://www.eutekne.info/

  • 2La violazione dei criteri di competenza non integra il reato di dichiarazione infedele: abolitio criminis parziale (Cass. Pen. n. 30686/2017)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 14 settembre 2023

    Indice: Premessa Fatto Decisione Massima Premessa La sentenza n. 30686 del 22 marzo 2017 della terza sezione penale della Cassazione si colloca nel delicato snodo interpretativo originato dalla riforma del diritto penale tributario introdotta dal d.lgs. 158/2015. In particolare, la Corte è chiamata a confrontarsi con la portata del nuovo comma 1-bis dell'art. 4 d.lgs. 74/2000, norma che ha escluso la rilevanza penale di alcune condotte contabili – tra cui la violazione dei criteri di determinazione dell'esercizio di competenza – purché relative a elementi oggettivamente esistenti. La pronuncia chiarisce i limiti di operatività del principio di continuità normativa e sancisce un …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 27/03/2013, n. 36910
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36910
Data del deposito : 27 marzo 2013

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