Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/01/2023, n. 2835
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Sentenza 23 gennaio 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il consigliere Anna Criscuolo. Il ricorrente ha contestato la sentenza della Corte di appello di Lecce, che aveva confermato la condanna per il reato di minaccia a pubblico ufficiale, sostenendo che la condotta fosse configurabile come resistenza a pubblico ufficiale. Le questioni giuridiche sollevate riguardavano l'erronea qualificazione del fatto e la manifesta illogicità della motivazione, con l'argomentazione che le minacce non avessero avuto un'efficacia coartante. Il giudice ha ritenuto il ricorso inammissibile, evidenziando che la condotta del ricorrente, che si era sottratto al controllo e aveva minacciato gli agenti, era finalizzata a impedire l'atto d'ufficio, configurando quindi il reato di minaccia. La Corte ha sottolineato l'importanza di valutare la condotta nel suo complesso e ha escluso che le minacce potessero essere considerate irrilevanti, confermando la correttezza della qualificazione giuridica operata dai giudici di merito. Inoltre, ha dichiarato inammissibili le ulteriori richieste di proscioglimento e attenuanti, in quanto non dedotte nel ricorso principale.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/01/2023, n. 2835
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 2835
    Data del deposito : 23 gennaio 2023

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