Cass. pen., sez. I, sentenza 10/01/2014, n. 9284
CASS
Sentenza 10 gennaio 2014

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In tema di delitto tentato, la direzione non equivoca degli atti, non indica un parametro probatorio ma una caratteristica oggettiva della condotta, nel senso che gli atti posti in essere devono di per sè rivelare l'intenzione dell'agente. (In motivazione, la Corte ha precisato che la prova del dolo può essere anche desunta "aliunde", ma è comunque necessaria una seconda verifica al fine di stabilire se gli atti posti in essere, valutati nella loro oggettività, siano in grado di rivelare, secondo le norme di esperienza, l'intenzione perseguita dall'agente).

In tema di tentativo il concorrente nel reato plurisoggettivo, per beneficiare della desistenza volontaria, non può limitarsi ad interrompere la propria azione criminosa, occorrendo, invece, un "quid pluris" consistente nell'annullamento del contributo dato alla realizzazione collettiva e nella eliminazione delle conseguenze dell'azione che fino a quel momento si sono prodotte.

Nel dibattimento di appello, lo svolgimento della relazione introduttiva prevista dall'art. 602 cod.proc. pen., mediante invio alle parti tramite posta elettronica e contestuale messa a disposizione dei componenti del Collegio, anche se tale attività è compiuta prima della costituzione del rapporto processuale non determina alcuna nullità ai sensi dell'art. 178, lett. c), cod.proc.pen.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 10/01/2014, n. 9284
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 9284
Data del deposito : 10 gennaio 2014

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