Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/01/2000, n. 334
CASS
Sentenza 20 gennaio 2000

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L'art. 279 cod. proc. pen., laddove attribuisce la competenza sulle misure cautelari al "giudice che procede", intende riferirsi, quando detto giudice sia collegiale, non solo allo stesso ufficio giudiziario, ma anche allo stesso organo nella medesima composizione fisica del giudice che procede, al quale deve riconoscersi una vera e propria competenza funzionale in proposito. È, infatti, indispensabile che a decidere la questione "de libertate" sia l'organo nella stessa composizione del giudice procedente, sotto la percezione del quale si svolge il dibattimento, trattandosi dell'unico giudice in grado di ponderare tutti gli elementi favorevoli e sfavorevoli emersi dal procedimento svoltosi al suo cospetto.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/01/2000, n. 334
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 334
    Data del deposito : 20 gennaio 2000

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