Cass. pen., sez. II, sentenza 18/04/2023, n. 16560
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Sentenza 18 aprile 2023

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In tema di associazione di tipo mafioso, il principio secondo cui l'identità del disegno criminoso del reato continuato viene meno per fatti imprevedibili, quali la detenzione o la condanna, non trova applicazione automatica, essendo tali eventi accettati come eventualità prevedibili in contesti criminosi del genere, sicché, in tal caso, il vincolo della continuazione può essere egualmente riconosciuto se vi è prova che il segmento della condotta associativa successiva ad un evento interruttivo, costituito da fasi di detenzione o da condanne, trovi la sua spinta psicologica nel pregresso accordo in favore del sodalizio criminoso. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che nella decisione gravata non fosse stata adeguatamente valutata, onde escludere la continuazione, la circostanza che l'imputato era stato detenuto per circa sei anni ed aveva osservato un positivo percorso rieducativo, senza segnali di collaborazione con il sodalizio di riferimento).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 18/04/2023, n. 16560
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 16560
    Data del deposito : 18 aprile 2023

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