Cass. pen., sez. V, sentenza 09/01/2026, n. 914
CASS
Sentenza 9 gennaio 2026

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  • Rigettato
    Estraneità al contesto associativo

    Il Tribunale ha ritenuto provata la rivendicazione di un ruolo apicale da parte di NC ZI nel clan, basandosi su conversazioni in cui affermava di comandare nel quartiere e di aver scontato 20 anni di carcere per esso. La sua partecipazione è stata fissata dal 2020 all'autunno 2021.

  • Rigettato
    Mancanza di contributo e consapevolezza nell'estorsione

    Il Tribunale ha ritenuto provato il pieno concorso di NC ZI nell'estorsione ai danni di FR DE NT, in quanto ha accompagnato RI che aveva chiesto cesti regalo di ingente valore per le 'mogli dei carcerati', senza che vi fosse pagamento di corrispettivo e con l'intimidazione implicita derivante dal loro ruolo nel clan.

  • Rigettato
    Disponibilità e uso di armi

    Il Tribunale ha ritenuto provata la disponibilità di armi da parte di NC ZI, basandosi su conversazioni in cui si parlava di armi e si chiedeva a NC ZI di portarne una. Sono stati anche considerati i riferimenti a diverse armi detenute e l'esplosione di colpi d'arma da fuoco.

  • Rigettato
    Partecipazione all'estorsione

    Il Tribunale ha ritenuto provata l'estorsione in danno del pusher 'MA', in cui NC ZI ha imposto il riconoscimento di una somma di denaro, partecipando alla trattativa e alla riscossione, con la persona offesa che provava timore nei confronti dei due soggetti.

  • Rigettato
    Tempo trascorso dai fatti e cessazione delle condotte

    Il Tribunale ha ritenuto che il tempo trascorso dall'adozione della misura fosse di pochi anni e che NC ZI avesse continuato ad essere inserito in realtà associative e a partecipare ad attività criminali, rivendicando il controllo del quartiere, senza elementi concreti che dimostrassero l'abbandono di tale contesto.

  • Rigettato
    Ruolo apicale e permanenza nel clan

    Il Tribunale ha ritenuto provata la costante partecipazione di ST ZI al clan nel suo ruolo apicale storico, basandosi su conversazioni con il fratello NC ZI relative a decisioni importanti per l'operatività del sodalizio e sull'utilizzo di un telefono cellulare in carcere.

  • Rigettato
    Utilizzo di telefono in carcere

    Il Tribunale ha dedotto l'utilizzo di un telefono cellulare da parte di ST ZI all'interno del carcere di Tolmezzo dal contenuto di una conversazione con RI e NC, dal succedersi degli interlocutori e dall'assenza di elementi che indicassero un colloquio telefonico autorizzato.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 09/01/2026, n. 914
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 914
    Data del deposito : 9 gennaio 2026

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