Cass. pen., sez. V, sentenza 13/05/2016, n. 32789
CASS
Sentenza 13 maggio 2016

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Integra il reato di diffamazione il riferirsi ad una persona con una espressione che, pur richiamando un handicap motorio effettivo, contenga una carica dispregiativa che, per il comune sentire, rappresenti una aggressione alla reputazione della persona, messa alla berlina per le sue caratteristiche fisiche. (Nella fattispecie la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione di condanna nei confronti del soggetto che, comunicando con più persone, qualificava la persona offesa nel contesto di una discussione come "la zoppetta").

Commentari7

Mostra tutto (7)
  • 1Body shaming è reato
    Angelo Greco · https://www.laleggepertutti.it/ · 13 febbraio 2024

  • 2Body shaming: diffamazione per difetti fisici
    Rosalba Altieri · https://www.filodiritto.com/ · 13 febbraio 2023

    La Corte di Cassazione, Sezione Quinta Penale, con sentenza n. 2251 del 2023, pone l'accento sul rapporto intercorrente tra la diffamazione a mezzo dei social network e il fenomeno del c.d. “body shaming”. Body shaming: è diffamazione sui social. la vicenda La Corte di Cassazione rivedeva la decisione della Corte di Appello di Milano, qualificando come diffamazione ai sensi dell'art. 595 c.p. il comportamento di un soggetto che scriveva post offensivi della reputazione di un concittadino sul social network “Facebook”, adoperando termini ed emoticons dileggiativi. In effetti, la vicenda prendeva le mosse da disagi al traffico cittadino di cui la parte offesa era coordinatrice e per i …

     Leggi di più…

  • 3Body shaming: è reato?
    Raffaella Mari · https://www.laleggepertutti.it/ · 6 febbraio 2023

  • 4Body shaming: quando prendere in giro è reato
    Angelo Greco · https://www.laleggepertutti.it/ · 2 febbraio 2023

  • 5Emoticon: possono integrare la diffamazione online
    Avv. Beatrice Bellato · https://www.consulenzalegaleitalia.it/ · 30 gennaio 2023

    Un messaggio pubblicato su Facebook con un post aperto a tutti, con un richiamo ai difetti fisici di un'altra persona, accompagnato da emoticon, può costituire diffamazione online. Vediamo che cosa è emerso dalla recente Cass. pen. Sez. 5 sent. 2251/2023. I fatti sulla diffamazione online Il Tribunale di Varese aveva condannato l'imputato per il reato ex art. 595 terzo comma cod. pen. (Diffamazione) alla pena di 800 euro di multa e al risarcimento di danni per 2.000 euro. La Corte d'appello ha però riqualificato il fatto ai sensi dell'art. 594 c.p., assolvendo così l'imputato perché il fatto non costituisce più reato. Per il capo di imputazione, l'imputato offendeva la reputazione di …

     Leggi di più…
Mostra tutto (7)

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 13/05/2016, n. 32789
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 32789
Data del deposito : 13 maggio 2016

Testo completo