Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/2013, n. 7777
CASS
Sentenza 29 gennaio 2013

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Massime1

In tema di reato continuato, se l'aumento che è possibile apportare ex art. 81 cpv. cod. pen. può raggiungere il triplo della pena base, non è sufficiente per la legalità del calcolo determinare la pena nell'ambito quantitativo previsto dalla legge, ove si operi una quantificazione sperequata per le medesime fattispecie di reato omettendo di indicarne le ragioni.

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    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 31 maggio 2025

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    In tale pronuncia, dopo un lungo e ben articolato ragionamento giuridico, si afferma il principio di diritto secondo il quale, ove riconosca la continuazione tra reati, ai sensi dell'art. 81 c.p., il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base per tale reato, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ognuno dei reati satellite. Indice: Il fatto I motivi addotti nel ricorso per Cassazione Le questioni prospettate nell'ordinanza di rimessione Le valutazioni giuridiche formulate dalle Sezioni Unite Conclusioni Il fatto La Corte di Appello di Roma parzialmente riformava una pronuncia emessa …

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  • 4Ora notturna non è sempre un'aggravante (Cass. 15214/18)
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 29/01/2013, n. 7777
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 7777
Data del deposito : 29 gennaio 2013

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