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Sentenza 16 gennaio 2024
Sentenza 16 gennaio 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. II, sentenza 16/01/2024, n. 1904 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 1904 |
| Data del deposito : | 16 gennaio 2024 |
Testo completo
SENTENZA sul ricorso proposto nell'interesse di IA FR, nato a [...] il [...], contro la sentenza n. 9062/2023 della C:orte di Cassazione, visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Pierluigi Cianfrocca;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Lidia Giorgio, che ha concluso per il rigetto del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 2.5.2022 la Corte di appello di Napoli aveva riformato, parzialmente, quella del Tribunale partenopeo che aveva riconosciuto il ricorrente, Penale Sent. Sez. 2 Num. 1904 Anno 2024 Presidente: IMPERIALI LUCIANO Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI Data Udienza: 15/12/2023 tra gli altri imputati, responsabile dei fatti di reato a lui ascritti e lo aveva condannato alla pena di anni 7 di reclusione, con statuizione in tal caso integralmente confermata in secondo grado;
2. il ricorrente aveva proposto ricorso per cassazione affidato ad otto motivi vagliando i quali, in data 16.12.2022, con specifico riguardo alla posizione del IA (unitamente a quelle del RA RI e di AR VO), la VI Sezione di questa Corte, dichiarando per il resto inammissibile il ricorso, ha annullato, senza rinvio, la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui al capo A) dell'imputazione perché estinto per intervenuta prescrizione ed ha di conseguenza rideterminato la pena inflitta al ricorrente in anni 6 e mesi 9 di reclusione;
3. avverso la sentenza della S.C. ricorre il IA a mezzo del proprio difensore e procuratore speciale denunziando l'errore materiale in cui sarebbe incorso il collegio non equiparando, come invece avrebbe dovuto, il trattamento sanzionatorio del IA a quello del VO cui la pena era stata ridotta da anni 7 ad anni 5 e mesi 10 di reclusione mentre per il ricorrente, a causa di un errore materiale o mera distrazione, la riduzione era stata limitata da anni 7 ad anni 6 e mesi 9 di reclusione;
4. la Procura Generale ha trasmesso le conclusioni scritte ai sensi dell'art. 23, comma 8, del DL 137 del 2020 concludendo per il rigetto del ricorso: rileva, infatti, che nessun errore di fatto è ravvisabile nella sentenza impugnata che, con riferimento al VO, ha puntualmente segnalato la correzione, ad opera della Corte d'appello, dell'errore in cui era incorso il Tribunale nell'indicare in mesi 3 e non già in mesi 2 di reclusione l'aumento per la continuazione per ciascuno dei reati satellite, con la conseguenza per cui la intervenuta prescrizione di quello di cui al capo A) aveva portato a rideterminare la pena da anni 6 (e non 7, come affermato dal ricorrente) ad anni 5 e mesi 10; rileva che, analogamente, la Corte ha eliminato l'aumento per la continuazione per il capo A) quanto al IA, stabilito dai giudici di merito in mesi 3 di reclusione, con ridel:erminazione della pena da anni 7 di reclusione ad anni 6 e mesi 9 di reclusione. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è inammissibile. 1. È pacifico, infatti, che il ricorso straordinario di cui all'art. 625-bis cod. proc. pen., può essere presentato personalmente dal condannato o, a pena di inammissibilità, da un difensore purché a tal fine munito di procura speciale ai sensi dell'art. 122 cod. proc. pen. (cfr., Sez. U, n. 32744 del 27/11/2014, Zangari, Rv. 264048 - 01; cfr., anche, Sez. 4, n. 24120 del 09/02/2018, Rv. 273064 - 01, in cui la Corte ha spiegato che ill ricorso straordinario per la correzione dell'errore di fatto proposto personalmente dal condannato è ammissibile anche a seguito delle modifiche apportate agli artt. 571 e 613 cod. proc. pen. dalla legge 23 giugno 2017 n. 103 ribadendo, in motivazione, che anche a seguito della predette modifiche resta inammissibile il medesimo ricorso proposto dal difensore non munito di procura speciale, trattandosi di impugnazione di carattere straordinario riservata esclusivamente al condannato;
conf., ancora, Sez. 5 - , n. 18315 del 25/03/2019, Rv. 276039 - 01, Manfreda;
Sez. 1, n. 12595 del 13/03/2015, Falco, Rv. 263207 01; Sez. 1, n. 5980 del 21/09/2016, Marusi Guareschi, Rv. 269186 - 01). 2. È altresì ricorrente l'affermazione secondo cui, nei casi in cui nel giudizio penale sia prescritto che la parte stia in giudizio col ministero di difensore munito di procura speciale, il mandato, in virtù del generale principio di conservazione degli atti, deve considerarsi valido anche quando la volontà del mandante non sia trasfusa in rigorose formule sacramentali, ovvero sia espressa in forma incompleta, potendo il tenore dei termini usati nella redazione della procura speciale e la sua collocazione escludere ogni incertezza in ordine all'effettiva portata della volontà della parte (cfr., Sez. 3, n. 4676 del 22/10/2014, M., Rv. 262473 - 01). 3. Tanto premesso, nel caso di specie, il ricorso straordinario è stato presentato, nell'interesse del IA, dall'Avv. Stefano Pettorino "... in virtù di procura speciale rilasciata su foglio separato in data 23.8.2023" (cfr., pag. 1 del ricorso). Ebbene, l'atto del 23.8.2023 è un "mandato a difendermi ed assistermi", sottoscritto dal IA, che aveva nominato l'Avv. Pettorino "per svolgere ogni attività ed ogni azione difensiva a tutela dei miei diritti, relativamente all'ottenimento della pena alternativa alla detenzione in carcere, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge" ed in cui si precisava che "... a lui conferisco procura speciale per compiere tutte le attività difensive necessarie, compresa quella di proporre istanza di oblazione, formulare richiesta di rito abbreviato, proporre opposizione a decreto penale di condanna, presentare istanze, richiedere la scarcerazione, formulare richiesta di incidente probatorio" (cfr., dal mandato difensivo). Il carattere "speciale" della procura implica che essa debba essere conferita e far riferimento esplicito all'atto da compiere in nome e per c:onto del soggetto rappresentato laddove, nel caso che ci occupa, essa era stata conferita per una serie di finalità tra cui non risulta menzionata la presentazione dell'istanza per la correzione dell'errore di fatto ex art. 625-bis cod. proc. pen. 4. L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 599-bis cod. proc. pen., della somma - che si stima equa - di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso in Roma, il 15.12.2023
udita la relazione svolta dal consigliere Pierluigi Cianfrocca;
letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Lidia Giorgio, che ha concluso per il rigetto del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 2.5.2022 la Corte di appello di Napoli aveva riformato, parzialmente, quella del Tribunale partenopeo che aveva riconosciuto il ricorrente, Penale Sent. Sez. 2 Num. 1904 Anno 2024 Presidente: IMPERIALI LUCIANO Relatore: CIANFROCCA PIERLUIGI Data Udienza: 15/12/2023 tra gli altri imputati, responsabile dei fatti di reato a lui ascritti e lo aveva condannato alla pena di anni 7 di reclusione, con statuizione in tal caso integralmente confermata in secondo grado;
2. il ricorrente aveva proposto ricorso per cassazione affidato ad otto motivi vagliando i quali, in data 16.12.2022, con specifico riguardo alla posizione del IA (unitamente a quelle del RA RI e di AR VO), la VI Sezione di questa Corte, dichiarando per il resto inammissibile il ricorso, ha annullato, senza rinvio, la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui al capo A) dell'imputazione perché estinto per intervenuta prescrizione ed ha di conseguenza rideterminato la pena inflitta al ricorrente in anni 6 e mesi 9 di reclusione;
3. avverso la sentenza della S.C. ricorre il IA a mezzo del proprio difensore e procuratore speciale denunziando l'errore materiale in cui sarebbe incorso il collegio non equiparando, come invece avrebbe dovuto, il trattamento sanzionatorio del IA a quello del VO cui la pena era stata ridotta da anni 7 ad anni 5 e mesi 10 di reclusione mentre per il ricorrente, a causa di un errore materiale o mera distrazione, la riduzione era stata limitata da anni 7 ad anni 6 e mesi 9 di reclusione;
4. la Procura Generale ha trasmesso le conclusioni scritte ai sensi dell'art. 23, comma 8, del DL 137 del 2020 concludendo per il rigetto del ricorso: rileva, infatti, che nessun errore di fatto è ravvisabile nella sentenza impugnata che, con riferimento al VO, ha puntualmente segnalato la correzione, ad opera della Corte d'appello, dell'errore in cui era incorso il Tribunale nell'indicare in mesi 3 e non già in mesi 2 di reclusione l'aumento per la continuazione per ciascuno dei reati satellite, con la conseguenza per cui la intervenuta prescrizione di quello di cui al capo A) aveva portato a rideterminare la pena da anni 6 (e non 7, come affermato dal ricorrente) ad anni 5 e mesi 10; rileva che, analogamente, la Corte ha eliminato l'aumento per la continuazione per il capo A) quanto al IA, stabilito dai giudici di merito in mesi 3 di reclusione, con ridel:erminazione della pena da anni 7 di reclusione ad anni 6 e mesi 9 di reclusione. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è inammissibile. 1. È pacifico, infatti, che il ricorso straordinario di cui all'art. 625-bis cod. proc. pen., può essere presentato personalmente dal condannato o, a pena di inammissibilità, da un difensore purché a tal fine munito di procura speciale ai sensi dell'art. 122 cod. proc. pen. (cfr., Sez. U, n. 32744 del 27/11/2014, Zangari, Rv. 264048 - 01; cfr., anche, Sez. 4, n. 24120 del 09/02/2018, Rv. 273064 - 01, in cui la Corte ha spiegato che ill ricorso straordinario per la correzione dell'errore di fatto proposto personalmente dal condannato è ammissibile anche a seguito delle modifiche apportate agli artt. 571 e 613 cod. proc. pen. dalla legge 23 giugno 2017 n. 103 ribadendo, in motivazione, che anche a seguito della predette modifiche resta inammissibile il medesimo ricorso proposto dal difensore non munito di procura speciale, trattandosi di impugnazione di carattere straordinario riservata esclusivamente al condannato;
conf., ancora, Sez. 5 - , n. 18315 del 25/03/2019, Rv. 276039 - 01, Manfreda;
Sez. 1, n. 12595 del 13/03/2015, Falco, Rv. 263207 01; Sez. 1, n. 5980 del 21/09/2016, Marusi Guareschi, Rv. 269186 - 01). 2. È altresì ricorrente l'affermazione secondo cui, nei casi in cui nel giudizio penale sia prescritto che la parte stia in giudizio col ministero di difensore munito di procura speciale, il mandato, in virtù del generale principio di conservazione degli atti, deve considerarsi valido anche quando la volontà del mandante non sia trasfusa in rigorose formule sacramentali, ovvero sia espressa in forma incompleta, potendo il tenore dei termini usati nella redazione della procura speciale e la sua collocazione escludere ogni incertezza in ordine all'effettiva portata della volontà della parte (cfr., Sez. 3, n. 4676 del 22/10/2014, M., Rv. 262473 - 01). 3. Tanto premesso, nel caso di specie, il ricorso straordinario è stato presentato, nell'interesse del IA, dall'Avv. Stefano Pettorino "... in virtù di procura speciale rilasciata su foglio separato in data 23.8.2023" (cfr., pag. 1 del ricorso). Ebbene, l'atto del 23.8.2023 è un "mandato a difendermi ed assistermi", sottoscritto dal IA, che aveva nominato l'Avv. Pettorino "per svolgere ogni attività ed ogni azione difensiva a tutela dei miei diritti, relativamente all'ottenimento della pena alternativa alla detenzione in carcere, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge" ed in cui si precisava che "... a lui conferisco procura speciale per compiere tutte le attività difensive necessarie, compresa quella di proporre istanza di oblazione, formulare richiesta di rito abbreviato, proporre opposizione a decreto penale di condanna, presentare istanze, richiedere la scarcerazione, formulare richiesta di incidente probatorio" (cfr., dal mandato difensivo). Il carattere "speciale" della procura implica che essa debba essere conferita e far riferimento esplicito all'atto da compiere in nome e per c:onto del soggetto rappresentato laddove, nel caso che ci occupa, essa era stata conferita per una serie di finalità tra cui non risulta menzionata la presentazione dell'istanza per la correzione dell'errore di fatto ex art. 625-bis cod. proc. pen. 4. L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 599-bis cod. proc. pen., della somma - che si stima equa - di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende. Così deciso in Roma, il 15.12.2023