Sentenza 24 aprile 2009
Massime • 2
Ai fini della configurabilità del delitto di concussione mediante abuso della qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, non è necessario che l'atto intimidatorio rifletta la specifica competenza del soggetto attivo, ma è sufficiente che la qualità soggettiva lo renda credibile e idoneo a costringere o indurre il soggetto passivo all'indebita promessa o dazione di denaro o di altra utilità. (Fattispecie in cui la funzionaria di un'autorità portuale ha richiesto ad una serie di imprenditori, operanti a vario titolo presso la struttura portuale e come tali sottoposti ai poteri di controllo della predetta autorità, il versamento di contributi elettorali in favore di un partito).
In tema di concussione, la nozione di abuso dei "poteri" intende fare riferimento alle ipotesi di condotte rientranti nella competenza tipica del soggetto attivo, quali manifestazioni delle sue potestà funzionali per uno scopo diverso da quello per il quale sia stato investito, mentre l'abuso delle "qualità" postula una condotta che, indipendentemente dalle competenze proprie del soggetto, si manifesti quale strumentalizzazione della posizione di preminenza dallo stesso ricoperta nei confronti del privato.
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- 1. Concussione: indifferente il conseguimento del risultato concreto di porre la vittima in soggezioneAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 30 agosto 2023
La massima Ai fini della configurabilità del tentativo di concussione, è necessaria l'oggettiva efficacia intimidatoria della condotta, mentre è indifferente il conseguimento del risultato concreto di porre la vittima in stato di soggezione.(Fattispecie relativa a sottufficiale dei Carabinieri che aveva prospettato ad un dirigente di una struttura pubblica conseguenze negative qualora non avesse scelto un immobile di proprietà di un suo amico quale sede dell'ente - Cassazione penale , sez. fer. , 08/08/2019 , n. 38658). Vuoi saperne di più sul reato di concussione? La sentenza integrale Cassazione penale , sez. fer. , 08/08/2019 , n. 38658 RITENUTO IN FATTO 1. Con la decisione in …
Leggi di più… - 2. Concussione: non sussiste se la qualità del pubblico ufficiale rende poco credibile l'intimidazioneAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 29 agosto 2023
La massima In tema di concussione, è necessario che la qualità soggettiva del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio renda l'atto intimidatorio credibile e idoneo a costringere il soggetto passivo all'indebita promessa o dazione di denaro o di altra utilità. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza del reato, rilevando che la qualifica rivestita dal ricorrente, ufficiale della Guardia di Finanza presentatosi come operante in un diverso territorio, non lo poneva in condizioni di supremazia rispetto ai destinatari delle intimidazioni - Cassazione penale , sez. VI , 28/11/2018 , n. 11477). Fonte: CED Cassazione Penale 2019 Vuoi saperne di più sul reato di …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/04/2009, n. 24272 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 24272 |
| Data del deposito : | 24 aprile 2009 |
Testo completo
Mos REPUBBLICA ITALIANA
24272/09 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SESTA SEZIONE PENALE
UDIENZA CAMERA
DI CONSIGLIO
DEL 24/04/2009
SENTENZA N.877 Composta dagli Ill.mi Sigg.:
Dott. DE ROBERTO GIOVANNI PRESIDENTE
1.Dott. CORTESE ARTURO CONSIGLIERE REGISTRO GENERALE
N. 005141/2009 2. Dott.MATERA LINA
" 3. Dott.CARCANO DOMENICO
IT 4. Dott. FIDELBO GIORGIO
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso proposto da :
PUBBLICO MINISTERO PRESSO
TRIBUNALE di nei confronti di:
N. IL 05/05/1968 1) CONVERTINO VITA
avverso ORDINANZA del 15/12/2008
TRIB. LIBERTA' di NAPOLI
sentita la relazione fatta dal Consigliere
Di Popula CARCANO DOMENICO
· Angelo lotte/sentite le conclusioni del P.G. Dr.
for il ngethedel m ove Volito l'Aw. G. MAZZA- ед
1. Il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli impugna l'ordinanza in epigrafe indicata con la quale è stata annullato il provvedimenti di applicazione del divieto di dimora nella Regione Campania adottato nei confronti di
TA CO perché indagata del delitto di concussione.
L'accusa formulata a carico di TA CO è di avere abusato della propria
.. qualità di segretaria generale addetta all'autorità portuale di Napoli, in concorso con
° altri tra cui FR LI, inducendo numerosi operatori del porto di Napoli a versare anche in tempi diversi contributi elettorali in favore del partito dei DS, cui gli indagati appartenevano, in occasione della campagna elettorale del 2005 per la candidatura a presidente della Regione di Antonio Bassolino, nonché ulteriori finanziamenti negli anni 2006 e 2007; abuso della qualità pubbliche, sfruttando il potere sanzionatorio, di controllo e di vigilanza, di attribuzione e revoca di concessioni, autorizzazioni e appalti che la legge attribuisce all'autorità portuale, ponendola in una posizione di assoluta e piena supremazia sui predetti operatori e imprenditori.
Il giudice del riesame pone in rilievo che nel corso delle indagini si è accertato la regolare contabilizzazione dei finanziamenti erogati in favore del partito dei
"Democratici di sinistra", emergendo dagli accertamenti bancari e contabili che i medesimi imprenditori operanti nel porto di Napoli con rapporti di natura
-
concessoria ovvero titolari di altri rapporti di prestazione d'opera nei quali l'autorità portuale era committente - avevano effettuato elargizioni anche nel 2006 in occasione di successive campagne elettorali dei DS.
In particolare, il tribunale precisa:
Nella ricostruzione accusatoria si pone l'accento sulla circostanza che le società che avevano erogato i finanziamenti si trovassero in una
"particolare e accentuata situazione di soggezione" in ragione dei poteri unilaterali di revoca, modifica, adeguamento e rinnovo dei rapporti contrattuali e concessori spettanti al presidente e dall'entità dei danni che
BSI la perdita di una concessione potesse loro arrecare;
in sostanza, sarebbe stata solo la esclusiva convinzione di dovere assecondare le richiesteper evitare guai peggiori a indurre le società effettuare le dazioni, convinzione che sarebbe stata provocata dagli indagati per le rispettive posizioni di superiorità;
gli imprenditori sentiti nel corso delle indagini non hanno parlato di
" minacce e comunque di velata coazione con riferimento a possibili conseguenze e quasi tutti hanno escluso di essere direttamente interessati a vicende politiche e a quella dei DS in particolare e di avere effettuato i finanziamenti poiché le richieste o l'invio proveniva dall'ufficio di presidenza o dalla segreteria e di non esserla sentita di sottrarsi, essendo invalsa una prassi in tal senso nell'ambito degli operatori portuali.
Su queste premesse, il tribunale ritiene che l'accusa non possa che essere ricondotta alla c.d. concussione ambientale e, dopo un ampio approfondimento della giurisprudenza formatasi al riguardo, esclude che ne ricorrano i presupposti sotto il profilo giuridico e fattuale poiché: le indagini non hanno accertato quali conseguenze negative gli a)
imprenditori avrebbero potuto sopportare in termini di elevate probabilità qualora non si fossero adeguati a quelle che gli stessi hanno definito una prassi diffusa tra gli operatori;
non appaiono essere stati acquisiti dati incontrovertibili in ordine alla b)
diffusività del fenomeno;
altro elemento significativo è la mancanza di un atto amministrativo in c)
vista del quale i singoli operatori sarebbero stati indotti alle dazioni, elemento che incide sulla rilevanza del comportamento dei pubblici ufficiali.
2. Il pubblico ministero ricorrente deduce la violazione di legge e il vizio di motivazione, sotto il profilo della mancanza e manifesta illogicità, in relazione all'applicazione dell'art.317 c.p...
2 L'ipotesi d'accusa è fondata sull'abuso di qualità da parte dei funzionari dell'autorità portuale di Napoli così da indurre numerosi operatori del porto di Napoli
a versare, anche in tempi diversi, contributi elettorali in favore del partito dei DS cui gli indagati appartenevano. Ad avviso del ricorrente, dalle indagini è emerso che i privati a cui fu richiesto di elargire contribuzioni al partito erano operatori del porto di
Napoli e all'epoca erano tutti sottoposti ai poteri di controllo e sanzionatori della citata autorità poiché titolari di concessioni, autorizzazioni e appalti che avrebbero potuto essere sospesi, modificati e revocati con provvedimento della stessa autorità.
Circostanze pacifiche non soltanto per il giudice cautelare, ma anche per il tribunale del riesame. Altrettanto incontrovertibilile che i soggetti che avevano versato contributi sono stati contattati da TA CO, dipendente da LI, presidente dell'autorità portuale.
Il giudice del riesame si è occupato essenzialmente della concussione ambientale ed ha svolto considerazioni astratte non pertinenti con l'ipotesi d'accusa riferita alla concussione con abuso di qualità, prevista nell'art.317 c.p. quale condotta alternativa all'abuso di poteri. Il pubblico ufficiale che faccia uso della sua qualità, mediante una mera enunciazione, fa implicito riferimento ai generici poteri che discendono dalla qualità rivestita. L'ipotesi di concussione per abuso di qualità, senza che ricorra un quid pluris impropriamente richiesto dal giudice del riesame -, è di per sé solo
-
sufficiente a integrare il delitto di concussione: TA CO, senza che ciò fosse giustificato in alcun modo dall'adempimento dei propri compiti, si è presentata agli imprenditori portuali ai quali ebbe a richiedere finanziamenti ai DS, come esponente dell'autorità portuale di Napoli, in tal modo implicitamente sottolineando i poteri discrezionali dell'autorità portuale cui apparteneva. Ciò concretizza un uso strumentale delle proprie qualità, poiché TA CO, senza che ciò fosse richiesto dall'adempimento dei compiti istituzionali e per tal motivo abusivamente, utilizzava il nome, la sede, le buste dell'autorità portuale in tal modo ottenendo svariate decine di migliaia di euro: si è in presenza di atti di induzione volti a limitare
Гай la capacità di autodeterminazione del privato. Tale condotta, senza che sia necessario un quid pluris, integra il delitto di concussione.
In tale contesto, le due circostanze poste a base del provvedimento di annullamento della misura sono prive di fondamento.
L'una, la mancanza di prova della capillarità del fenomeno, non può avere rilievo alcuno poiché la condotta di indebitą spedita della qualità configura il delitto contestato indipendentemente dal numero dei soggetti coinvolti nelle richieste di danaro. Il giudice del riesame ha erroneamente ricondotto il fenomeno alla concussione ambientale e ne ha escluso la configurabilità in ragione della mancanza di prova sulla diffusività; non ha invece considerato che la condotta è stata realizzata con la spendita della “qualità” cui è estranea lo svolgimento dei compiti istituzionali e, per tal motivo, strumentale di per se a ottenere l'utilità richiesta.
L'altra, la mancanza di un quid pluris rispetto al mero "abuso", elemento però non richiesto per la concussione commessa mediante abuso della "qualità”, bensì solo dei "poteri"; in tale ultima ipotesi, il pubblico ufficiale deve esprimere un uso improprio di poteri in grado di interferire sulla posizione della vittima. Mentre, nell'abuso di "qualità" ciò che rileva è solo che il pubblico ufficiale si qualifichi come tale e strumentalizzi la "qualità" senza alcuna giustificazione dall'adempimento dei propri compiti. In tale ipotesi, é questo comportamento, unitamente alla richiesta di danaro, sufficiente a configurare la concussione.
Tale è la sintesi ex art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p. dei termini delle questioni poste.
Considerato in diritto
1. Il ricorso è fondato.
L'impostazione complessiva dell'impugnazione è volta a descrivere il corretto inquadramento giuridico della vicenda, utilizzando i dati indizianti che il giudice del riesame ha ritenuto di condividere nella ricostruzione operata dal giudice cautelare con il provvedimento di applicazione della misura. Nell'ordinanza non appare essere
со smentito che TA CO si sia rivolta ai soli titolari delle imprese operanti nell'ambito del porto di Napoli e sui quali autorità portuale - presieduta da LI e alla cui segreteria l'indagata era addetta - rivestiva un ruolo determinante di vigilanza.
I finanziamenti in favore del partito dei DS, da parte degli imprenditori cui l'autorità portuale si era rivolta, sono stati elargiti proprio perché richiesti da soggetti che in tale ente rivestivano compiti e funzioni di rilievo.
- In tale contesto, elemento di notevole significativo correttamente posto in rilievo dal ricorrente - avrebbe dovuto essere quello che i protagonisti attivi e passivi di ogni singola vicenda oggetto dell'ipotesi d'accusa erano impegnati in funzioni pubbliche e attività private proprio nell'area portuale di Napoli. Avrebbero dovuto essere questi gli aspetti decisivi per verificare se "l'abuso della qualità" fosse stato strumento di induzione che si manifesta nelle forme più varie di attività “persuasiva o di suggestione tacita" volta a ottenere la realizzazione dell'evento. Il dato della
"diffusività", pur non prive di rilevo per avere quadro complessivo della reale dimensione del fenomeno, indifferent per la corretta valutazione giuridica dei fatti accaduti. :
Senza indugiare su questioni che attengono la ricostruzione e la interpretazione delle condotte che spetta al giudice del riesame rivedere e puntualizzare nel loro storico sviluppo, occorre porre in rilievo i profili giuridici cui il giudice del rinvio dovrà attenersi nella valutazione in diritto dei singoli episodi.
Come è noto, l'elemento materiale della concussione - qualora si manifesti come un mero "abuso della qualità" del soggetto investito di pubbliche funzioni o servizio - non postula che l'atto intimidatorio rifletta la specifica competenza dell'agente bensì è sufficiente che la vittima percepisca come "probabile" o anche solo come "possibile" un'estrinsecazione funzionale dei poteri del pubblico ufficiale non favorevole ai
瓦 5 propri interessi e, per tal motivo, si senta costretto o indotto a dare o promettere l'utilità richiesta.
Mentre, per la configurazione della concussione mediante abuso "dei poteri" il riferimento normativo è alle ipotesi di condotte rientranti nella competenza tipica del pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio, quali manifestazioni delle sue potestà funzionali per scopo diverso da quello per il quale sia stato investito.
Allorché l'induzione o la costrizione trovino la propria causa nell'abuso delle
"qualità" la norma nel testo modificato dalla legge n.86 del 1990, che ha distinto l'abuso della qualità dall'abuso di "potere” e non più delle "funzioni", in tal modo connotando ancorpiù l'abuso della “soggettività” rispetto all'abuso dell' "ufficio" pubblico si riferisce alle ipotesi di condotte che, indipendentemente dalle
-
competenze proprie del soggetto, consentano una strumentalizzazione della posizione di preminenza ricoperta dal medesimo rispetto al privato. Privato che, percepita la posizione di "soggezione” o anche solo "persuaso" dalla spendita della “qualità”, è indotto a dare o promettere utilità al soggetto agente. In tal modo, l'abuso assume il significato, rectius, si configura come causa efficiente dell'induzione.
La modifica apportata dall'art. 4 della legge 26 aprile 1990, n. 86 alla fattispecie di concussione ha, dunque, tipizzato ancora più rispetto al passato la condotta del reato: distinguere i fatti di costrizione o di induzione che si sostanziano in un concreto uso del “potere” attraverso atti rientranti nella competenza tipica del funzionario, dai fatti che, invece, rientrano nel generico sfruttamento della "qualità”, e non sono direttamente collegati all'adozione di specifici ed individuati atti del proprio ufficio.
In conclusione, qualora l'ipotesi d'accusa sia "l'abuso della qualità" rivestita dal soggetto non è necessario ai fini della configurabilità del reato che l'atto intimidatorio rifletta la specifica competenza del soggetto attivo essendo, sufficiente che la qualità soggettiva del pubblico ufficiale lo agevoli e lo renda credibile e idoneo a costringere o indurre il soggetto passivo all'indebita promessa od alla dazione di denaro o di altra utilità (in tal senso Sez. VI, 7 febbraio 1995, dep. 19 aprile 1995, n. n. 4161).
Q L'induzione, quale elemento materiale del reato di concussione, deve essere qualificata, ossia prodotta dal soggetto investito di un pubblica funzione o servizio con “abuso della qualità”, nel senso che la successiva dazione indebita deve essere l'effetto di siffatta induzione e, cioè, conseguenza della "soggezione psicologica" esercitata dal pubblico ufficiale sul privato, il quale si determina a tenere un comportamento, che liberamente non avrebbe assunto.
Il metus publicae potestatis - nel cui ambito va ricompressa la mera "soggezione psicologica" nei confronti del pubblico ufficiale si configura, dunque, con- riferimento non soltanto ai "poteri", ma anche alle "qualità" del soggetto agente, sicché ricorre anche nell'ipotesi in cui sia solo la spendita della "qualità" rivestita a intimidire o indurre la persona offesa a versare l'utilità richiesta.
Il principio di diritto che ne discende è che la fattispecie di concussione, per abuso "dei poteri", vuole fare riferimento alle ipotesi di condotte rientranti nella competenza tipica del soggetto (pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio) quali manifestazioni delle sue potestà funzionali per scopo diverso da quello per il quale sia stato investito;
mentre, per l'abuso delle "qualità" la norma postula, invece, una condotta che, indipendentemente dalle competenze proprie del soggetto, si manifesti quale strumentalizzazione della posizione di preminenza ricoperta dal medesimo rispetto al privato.
2. L'ordinanza impugnata va dunque annullata e va disposto il rinvio al Tribunale di Napoli per una nuova deliberazione che si attenga ai principi di diritto enunciati.
P.Q.M.
Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia al Tribunale di Napoli per nuovo esame.
Così deciso in Roma, il 24 aprile 2009.
Il Consigliere/relatore Il Presidente
Giovanni Domenico Carcano Giovanni De Roberto DEPOSITATO IN CANCELLERIA 'de he oggi 11 GIU 2009
IL CANCELLIERE C1 SUPER
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