Cass. pen., sez. II, sentenza 27/01/1999, n. 2863
CASS
Sentenza 27 gennaio 1999

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Il termine per la proposizione della querela decorre non dalla data di commissione del reato, ma da quella (eventualmente posteriore) in cui la persona offesa è venuta a conoscenza del fatto costituente l'illecito penale, intendendosi per conoscenza la piena cognizione di tutti gli elementi che consentono la valutazione dell'esistenza del reato. (Fattispecie in tema di appropriazione indebita di somma di denaro, in relazione alla quale l'agente, più volte sollecitato, si era impegnato, per iscritto, a restituire l'importo entro una certa data, non mantenendo, quindi, fede a tale promessa).

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  • 1Il dies a quo della querela: non conta la data del fatto, ma la piena conoscenza del reato (Cass. Pen. n. 5686/26)
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  • 2Querela per appropriazione indebita: quando il termine?
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 28 aprile 2025

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    2. La soluzione adottata dalla Cassazione La Suprema Corte reputava il motivo summenzionato inammissibile in quanto manifestamente infondato. In particolare, gli Ermellini addivenivano a siffatta conclusione, facendo prima di tutto presente che la giurisprudenza della stessa Cassazione ha da lunghissimo tempo chiarito, sulla questione, che il termine di tre mesi per esercitare il diritto di querela decorre dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto costituente reato, senza che a tal fine sia sufficiente un mero sospetto (Sez. 3, n. 339 del 29/01/1964). Pertanto, per la Corte di legittimità, a differenza di quanto assunto dalla difesa della ricorrente, il termine per …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 27/01/1999, n. 2863
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2863
Data del deposito : 27 gennaio 1999

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