Cass. civ., sez. I, sentenza 05/08/2003, n. 11839
CASS
Sentenza 5 agosto 2003

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Qualora la decisione sulla giurisdizione, resa dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, sia fondata sulla qualificazione del rapporto dedotto in giudizio, il giudicato sulla giurisdizione si estende anche a tale qualificazione e diventa pertanto vincolante per il giudice del merito il quale pertanto, se può, ai sensi dell'art. 386 cod. proc. civ., negare in fatto la sussistenza del rapporto (in quanto ciò attiene alla pertinenza del diritto), non può rimetterne in discussione la qualificazione. (Fattispecie relativa a diritto soggettivo alla retrocessione di beni ai sensi della legge n. 2359 del 1865).

In tema di espropriazione per pubblica utilità, quando l'opera, per la cui realizzazione è stata disposta l'espropriazione, non è stata eseguita o siano trascorsi i termini a tal fine concessi o prorogati, gli espropriati possono chiedere al giudice, ai sensi dell'art. 63 della legge n. 2359 del 1865, la declaratoria della decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e, di conseguenza, la restituzione dei beni espropriati in ordine ai quali è intervenuta la decadenza indicata e, in ordine a questi, soltanto la retrocessione dei beni suscettibili di alienazione. Ne consegue che, anche se posseduti in precedenza dal privato, si deve escludere la retrocessione al medesimo dei beni demaniali, inclusi nel decreto di esproprio per errore, in ragione del fatto che non appartengono all'espropriato ma alla pubblica amministrazione. Tali beni, infatti, non possono essere retrocessi perché sono caratterizzati dal regime della inalienabilità, ai sensi dell'art. 823 cod. civ.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. I, sentenza 05/08/2003, n. 11839
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 11839
    Data del deposito : 5 agosto 2003

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