(Effetti della decisione sulla giurisdizione).
La decisione sulla giurisdizione e' determinata dall'oggetto della domanda e, quando prosegue il giudizio, non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto e sulla proponibilita' della domanda.
[…] Diritto RAGIONI DELLA DECISIONE L'ASD ricorrente denuncia, a sostegno del difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, violazione e falsa applicazione dei principi in tema di giurisdizione nelle concessioni di beni e/o servizi pubblici, desumibili dall'art. 133, comma 1, lett. b) o c), c.p.a. e art. 386 c.p.c. (primo motivo) e 5 c.p.c. (secondo motivo). […]
Leggi di più…[…] In particolare, la Cassazione ha richiamato in primo luogo, l'articolo 386 del Codice di procedura civile, secondo cui la giurisdizione si determina in base all'oggetto della domanda e che tale disposizione, per consolidato orientamento giurisprudenziale, deve essere intesa come il "petitum sostanziale", cioè lo specifico oggetto e la reale natura della controversia. […]
Leggi di più…[…] Si richiama, altresì, quanto già affermato dal Consiglio che ha aderito a tale orientamento della Corte di Cassazione concludendo che: “In forza degli artt. 5 e 386 c.p.c., la giurisdizione si determina in base alla domanda e, ai fini del riparto tra il giudice ordinario e il giudice amministrativo, rileva non già la prospettazione delle parti, […]
Leggi di più…[…] t.u.b.). È decisivo comunque il rilievo che ad essere contestata è anche l'indebita e strumentale sollecitazione ad acquisire la partecipazione sociale, che si pone come fattore causale concorrente nell'illecito imputato agli organi di vigilanza ex art. 2043 c.c., per violazione del neminem laedere, secondo l'oggetto della domanda (art. 386 c.p.c.). […]
Leggi di più…[…] t.u.b.). È decisivo comunque il rilievo che ad essere contestata è anche l'indebita e strumentale sollecitazione ad acquisire la partecipazione sociale, che si pone come fattore causale concorrente nell'illecito imputato agli organi di vigilanza ex art. 2043 c.c., per violazione del neminem laedere, secondo l'oggetto della domanda (art. 386 c.p.c.). […]
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