Cass. pen., sez. V, sentenza 15/05/2009, n. 24953
CASS
Sentenza 15 maggio 2009

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L'inutilizzabilità "erga omnes" delle dichiarazioni rese da chi doveva essere sentito sin dall'inizio come indagato o imputato sussiste solo se al momento delle dichiarazioni il soggetto che le ha rese non sia estraneo alle ipotesi accusatorie allora delineate, in quanto l'inutilizzabilità assoluta, ex art. 63, comma secondo, cod. proc. pen., richiede che a carico di detto soggetto risulti l'originaria esistenza di precisi, anche se non gravi, indizi di reità, senza che tale condizione possa farsi derivare automaticamente dal solo fatto che il dichiarante possa essere stato in qualche modo coinvolto in vicende potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formazione di addebiti penali a suo carico.

In tema di dichiarazioni indizianti rese da persona non imputata né sottoposta ad indagini, il giudizio circa la sussistenza "ab initio" di indizi di reità a carico del dichiarante costituisce accertamento di fatto la cui valutazione, se correttamente motivata dal giudice di merito, si sottrae al sindacato di legittimità.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 15/05/2009, n. 24953
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 24953
Data del deposito : 15 maggio 2009

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