Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 21/10/2003, n. 15734
CASS
Sentenza 21 ottobre 2003

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Ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attività fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell'attività lavorativa, e come tale non deve essere retribuita, mentre se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito.

Commentari2

  • 1Retribuzione del “tempo tuta”: il personale sanitario ne ha diritto
    Redazione · https://responsabilecivile.it/ · 13 giugno 2020

    Per il lavoro all'interno delle strutture sanitarie, anche nel silenzio della contrattazione collettiva integrativa, il tempo di vestizione e svestizione (c.d. tempo tuta) dà diritto alla retribuzione, essendo tale obbligo imposto dalle superiori esigenze di sicurezza ed igiene La vicenda Con ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Bari le ricorrenti, impiegate rispettivamente con qualifiche di ausiliario specializzato o di C.P.S. infermiere nell'azienda resistente avevano chiesto il riconoscimento del diritto alla retribuzione del tempo necessario per l'espletamento delle operazioni di vestizione e svestizione della tuta da lavoro. Le ricorrenti avevano dedotto di essere state …

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  • 2Il tempo tuta dell'infermiere diurnista - Dott. Carlo Pissaniello
    Mauro Di Fresco · https://www.studiocataldi.it/ · 24 ottobre 2014

    Dott. Carlo Pisaniello - Recentemente abbiamo sentito parlare sempre più spesso del tempo tuta cioè del tempo che un lavoratore impiega per indossare e dismettere la divisa da lavoro, all'inizio e al termine del turno lavorativo. Di matrice operaia, questo istituto giuridico non è ancora penetrato nella maggioranza delle contrattazioni collettive ed è rimasto emarginato a livello giurisprudenziale di prime cure. Successivamente, quando la Suprema Corte ha meglio definito l'orario di lavoro come il periodo di tempo che il lavoratore dedica al datore di lavoro, le attività provenienti da fonti eterodirette (cioè datoriali), sono state incluse nell'orario di lavoro e, quindi, retribuibili …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 21/10/2003, n. 15734
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 15734
Data del deposito : 21 ottobre 2003

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