Cass. pen., sez. VI, sentenza 22/05/2003, n. 37383
CASS
Sentenza 22 maggio 2003

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La ratio dell'art. 343 cod. pen. è la tutela dello Stato nell'esercizio della funzione giudiziaria ed il reato sussiste quando tale interesse viene leso con espressioni di scherno e gravemente minacciose indirizzate a chi in quel momento esercita la funzione. (Fattispecie in cui l'imputato aveva aggredito il pubblico ministero in udienza con le parole " bravo, bravo" seguito da applauso e con la frase " atia t'atterro").

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  • 1Art. 343 - Oltraggio a un magistrato in udienza
    https://www.filodiritto.com/

    1. Chiunque offende l'onore o il prestigio di un magistrato in udienza è punito con la reclusione fino a tre anni (1). 2. La pena è della reclusione da due a cinque anni se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. 3. Le pene sono aumentate se il fatto è commesso con violenza o minaccia. (1) Comma così modificato dall'art. 18, L. 205/1999. Il testo precedentemente in vigore prevedeva la pena della reclusione da uno a quattro anni. Rassegna di giurisprudenza In tema di oltraggio a magistrato in udienza è sufficiente, ai fini dell'elemento psicologico, la consapevolezza del significato oltraggioso delle parole e degli atti compiuti, non occorrendo un dolo specifico (Sez. …

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  • 2Applaudire è reato (Cass. 48555/19)
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 22/05/2003, n. 37383
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 37383
Data del deposito : 22 maggio 2003

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