Sentenza 16 febbraio 2005
Massime • 1
Non è abnorme, in tema di giudizio immediato, il provvedimento con il quale il giudice per le indagini preliminari respinga la richiesta del P.M. in quanto presentata oltre novanta giorni dopo l'iscrizione della notizia di reato, posto che il rigetto corrisponde ad un potere funzionalmente riconosciuto al giudice, e non determina una stasi processuale non risolubile, potendo l'azione penale essere ancora esercitata nelle forme ordinarie.
Commentari • 3
- 1. Corte di cassazionehttps://www.eius.it/articoli/
RITENUTO IN FATTO 1. In data 15 febbraio 2017 il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, richiedeva decreto penale di condanna nei confronti di M.K. in ordine al delitto di cui all'art. 624 c.p., contestatogli per avere compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi della somma di euro 4,60 e di due pacchetti di sigarette, introducendosi in un furgone in sosta lasciato aperto dal suo proprietario, senza riuscire a portare a compimento l'azione perché fermato da una pattuglia delle forze dell'ordine (fatto commesso in Bologna, il 24 gennaio 2017). Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, senza respingere formalmente la …
Leggi di più… - 2. Cass. Pen., SS. UU., 18 gennaio 2018, n. 20569https://www.iusinitinere.it/
RITENUTO IN FATTO 1. In data 15 febbraio 2017 il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, richiedeva decreto penale di condanna nei confronti di M.K. in ordine al delitto di cui all'art. 624 c.p., contestatogli per avere compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi della somma di euro 4,60 e di due pacchetti di sigarette, introducendosi in un furgone in sosta lasciato aperto dal suo proprietario, senza riuscire a portare a compimento l'azione perché fermato da una pattuglia delle forze dell'ordine (fatto commesso in Bologna, il 24 gennaio 2017). Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, senza respingere formalmente la …
Leggi di più… - 3. Corte di cassazionehttps://www.eius.it/articoli/ · 2 luglio 2018
RITENUTO IN FATTO 1. In data 15 febbraio 2017 il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, richiedeva decreto penale di condanna nei confronti di M.K. in ordine al delitto di cui all'art. 624 c.p., contestatogli per avere compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi della somma di euro 4,60 e di due pacchetti di sigarette, introducendosi in un furgone in sosta lasciato aperto dal suo proprietario, senza riuscire a portare a compimento l'azione perché fermato da una pattuglia delle forze dell'ordine (fatto commesso in Bologna, il 24 gennaio 2017). Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, senza respingere formalmente la …
Leggi di più…
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 16/02/2005, n. 10109 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 10109 |
| Data del deposito : | 16 febbraio 2005 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. LEONASI Raffaele - Presidente - del 16/02/2005
Dott. AMBROSINI Giangiulio - Consigliere - SENTENZA
Dott. DE ROBERTO Giovanni - Consigliere - N. 266
Dott. DERIU Luciano - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. ROTUNDO Vincenzo - Consigliere - N. 46716/2003
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE della REPUBBLICA presso il Tribunale di SALERNO;
avverso provvedimento 10/11/03 del GIP (Giudice per le indagini preliminari) del Tribunale di Salerno;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCIANO DERIU;
letta la requisitoria scritta 21/07/04 del Sost. Proc. Gen. Dott. Elisabetta Cesqui che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. OSSERVA
Con provvedimento 10/11/03, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno (nel seguito: GIP) respingeva la richiesta di giudizio immediato formulata dal Pubblico Ministero (ritenuta inammissibile perché presentata oltre il novantesimo giorno) nel procedimento
contro
EP IA per il reato di cui all'art. 368 C.P. (calunnia in danno di RO AR).
Proponeva ricorso per Cassazione il Procuratore della Repubblica di Salerno, deducendo "erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche" e sostenendo che "la richiesta di giudizio immediato (avrebbe) dovuto essere ritenuta, in ogni caso, tempestiva" (dovendosi considerare il termine dei novanta giorni "ordinatorio e non perentorio, nel caso di specie").
Con requisitoria scritta in data 21/07/04, il Procuratore generale presso questa Corte ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. MOTIVI DELLA DECISIONE
Nella requisitoria scritta 21/07/04 del Procuratore generale presso questa Corte si legge:
"Il ricorso dev'essere dichiarato inammissibile". "Pur dovendosi condividere le considerazioni in ordine alla decorrenza del termine dal momento dell'iscrizione della notizia di reato e non della formazione di un fascicolo relativo a una diversa ipotesi di reato e a un diverso indagato, e pur dovendosi ritenere che il termine di novanta giorni sia tassativo con riferimento al compimento delle indagini e non alla formale presentazione della richiesta (Cass., 26 settembre 1995, n. 273/96, Pellegrino, citata nel ricorso), occorre tuttavia rilevare che avverso il provvedimento di diniego del giudizio immediato non è prevista alcuna forma di impugnazione".
"Pur sussistendo orientamenti contrastanti sulla natura abnorme del provvedimento con il quale il Tribunale disponga la restituzione degli atti al pubblico ministero per essere stato il giudizio immediato instaurato oltre il novantesimo giorno (Cass., sez. 6^, 31 gennaio 2003, n. 8878, Perri, che esclude l'abnormità; Cass., sez. 1^, 10 aprile 2001, n. 24617, De Siena, che riconosce l'abnormità del provvedimento), deve escludersi che possa assumere tale carattere il provvedimento di rigetto del giudice delle indagini preliminari, espressione (anche quando sia errato e illegittimamente emesso) di un potere funzionalmente a lui conferito e inidoneo a determinare una stasi processuale non altrimenti risolvibile, potendo l'azione penale essere esercitata nelle forme ordinarie o, ove possibile, potendo rinnovarsi la richiesta di giudizio immediato (Cass., sez. 1^, 17 gennaio 1994, n. 4782, Buggea;
Cass., sez. 2^, 2 ottobre 2001, n. 40093, Kiein)". Le considerazioni svolte dal Procuratore generale appaiono corrette e sono integralmente condivisibili.
Il ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dunque, dev'essere dichiarato inammissibile.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso in Roma, 16 febbraio 2005.
Depositato in Cancelleria il 15 marzo 2005