Sentenza 29 maggio 2025
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- 1. ok Consulta al limite di una sola voltaDi Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 18 marzo 2026
3. La decisione della Corte: legittimo il limite della concessione unica La Corte costituzionale – dopo avere ripercorso le argomentazioni sostenute nell'ordinanza di rimessione summenzionata e stimato le eccezioni prospettate dalla parte costituita, ossia l'Avvocatura generale dello Stato in rappresentanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, non meritevoli di accoglimento – reputava come le questioni surriferite fossero infondate. In particolare, il Giudice delle leggi rilevava prima di tutto che l'attuale assetto della messa alla prova trae origine dalla proposta di legge A.C. n. 331 – XVII Legislatura (Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni …
Leggi di più… - 2. Corte costituzionalehttps://www.eius.it/articoli/ · 17 marzo 2026
RITENUTO IN FATTO 1.- Con ordinanza del 28 ottobre 2024, iscritta al n. 229 del registro ordinanze 2024, il Tribunale ordinario di Firenze, prima sezione penale, in composizione monocratica, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell'art. 168-bis, quarto comma, del codice penale, in riferimento, complessivamente, agli artt. 3, 27, commi secondo e terzo, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6, paragrafo 2, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. 1.1.- In punto di rilevanza, il rimettente riferisce di dover decidere sull'istanza di sospensione del procedimento con messa alla prova, presentata da un imputato già ammesso alla …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. I, sentenza 29/05/2025, n. 20171 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 20171 |
| Data del deposito : | 29 maggio 2025 |
Testo completo
udita la relazione svolta dal Consigliere Alessandro Centonze;
udite le conclusioni del Sostituto Procuratore generale Alfredo Pompeo Viola, che ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata limitatamente alle statuizioni civili;
udite, nell'interesse di IO RO, le conclusioni dell'avv. Paolo Toscano, che ha chiesto l'accoglimento del ricorso. Penale Sent. Sez. 1 Num. 20171 Anno 2025 Presidente: CASA FILIPPO Relatore: CENTONZE ALESSANDRO Data Udienza: 03/04/2025 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 3 dicembre 2024 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova dichiarava non doversi procedere nei confronti di IO BA per il reato ascrittogli, ex art. 604-bis, comma 1, lett. a), cod. pen., in conseguenza dell'esito positivo della sospensione con messa alla prova del procedimento alla quale l'imputato era stato sottoposto il 30 gennaio 2024, ai sensi dell'art. 464-septies cod. proc. pen. Conseguiva a tali statuizioni la condanna dell'imputato IO BA al pagamento delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile Associazione A.P.S. Controtempi, che venivano liquidate dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova in 3.024,00 euro. 2. Avverso questa sentenza l'imputato IO BA, a mezzo dell'avv. ER Di AU, proponeva ricorso per cassazione, articolando promiscuamente due censure difensive. Con il primo motivo di ricorso si deduceva la violazione di legge del provvedimento impugnato, conseguente alla mancata esclusione della parte civile, l'Associazione A.P.S. Controtempi, pronunciata con ordinanza del 24 ottobre 2023, che si imponeva alla luce della restituzione degli atti al Pubblico ministero, alla quale aveva fatto seguito l'istanza di sospensione con messa alla prova dell'imputato, presentata da IO RO ai sensi dell'art. 464-ter cod. proc. pen. Con il secondo motivo di ricorso si deduceva la violazione di legge della sentenza impugnata, in riferimento agli artt. 464-septies e 538 cod. proc. pen., per avere il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova disposto la liquidazione delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile costituita, nonostante fosse stata emessa nei confronti di IO RO una declaratoria di non luogo a provvedere per il reato ascrittogli, in conseguenza dell'esito positivo della messa alla prova alla quale l'imputato era stato sottoposto il 30 gennaio 2024. Le considerazioni esposte imponevano l'annullamento della sentenza impugnata. CONSIDERATO IN DIRITTO 1. Il ricorso proposto da IO BA è fondato limitatamente alla liquidazione delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile. 2 Nel resto l'atto di impugnazione in esame deve essere dichiarato inammissibile. 2. Tanto premesso, deve ritenersi inammissibile il primo motivo di ricorso, con cui si deduceva la violazione di legge della sentenza impugnata, conseguente alla mancata esclusione della parte civile, l'Associazione A.P.S. Controtempi, pronunciata con ordinanza del 24 ottobre 2023, che si imponeva alla luce della restituzione degli atti al Pubblico ministero, alla quale aveva fatto seguito l'istanza di sospensione con messa alla prova di IO BA, presentata ex art. 464-ter cod. proc. pen., alla quale il ricorrente era stato sottoposto il 30 gennaio 2024. Osserva il Collegio che, a sostegno di tale statuizione, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova richiamava correttamente il principio di immanenza della parte civile, per inquadrare il quale occorre fare riferimento alla giurisprudenza di legittimità consolidata secondo cui, nelle ipotesi di restituzione degli atti al Pubblico ministero, analoghe a quelle in esame, la «regressione del procedimento non sottrae alla parte civile alcuno dei diritti e delle facoltà ad essa spettanti» (Sez. 4, Sentenza n. 51521 del 18/07/2013, Genuin, Rv. 257874 - 01). Né potrebbe essere diversamente, atteso che la rilevanza per il nostro ordinamento del principio di immanenza della parte civile, discende dal fatto la «costituzione di parte civile, una volta intervenuta in primo grado in virtù di procura speciale ai sensi dell'art. 100 cod. proc. pen., produce effetti in ogni stato e grado del processo, nel senso che il difensore della parte civile può resistere all'impugnazione dell'imputato, presentare conclusioni e notula spese senza necessità di altro mandato, che è richiesto soltanto per svolgere attività non difensive» (Sez. 5, Sentenza n. 41167 del 09/07/2014, Panatta, Rv. 260682 - 01). Queste ragioni impongono di ribadire l'inammissibilità del primo motivo di ricorso. 3. Deve, invece, ritenersi fondato il secondo motivo di ricorso, con cui si deduceva la violazione di legge della sentenza impugnata, per avere il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova disposto la liquidazione delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile costituita, nonostante fosse stata emessa nei confronti di IO BA una declaratoria di non luogo a provvedere per il reato ascrittogli, ex art. 604-bis, comma 1, lett. a), cod. pen., in conseguenza dell'esito positivo della messa alla prova alla quale l'imputato era stato sottoposto il 30 gennaio 2024. 3 7 Osserva il Collegio che la liquidazione delle spese in favore della parte civile costituita nel presente procedimento, l'Associazione A.P.S. Controtempi, conclusosi con il proscioglimento di IO OT per l'esito positivo della messa alla prova, ai sensi dell'art. 464-septies cod. proc. pen., si pone in contrasto con la giurisprudenza di questa Corte, secondo cui: «In tema di sospensione del procedimento con messa alla prova, è illegittimo il capo della sentenza che, dichiarando l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 464-septies cod. proc. pen., condanni l'imputato al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese processuali sostenute dalla parte civile, atteso che il risarcimento della vittima, unitamente alla eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato, costituisce un presupposto imprescindibile dell'istituto; ne consegue che, qualora le prescrizioni imposte dal giudice ai sensi dell'art. 464-quinquies cod. proc. pen. non rispondano alle pretese della parte civile, quest'ultima potrà tutelarsi nell'ambito di un autonomo giudizio civile, senza subire alcun effetto pregiudizievole dalla sentenza di proscioglimento che, non essendo fondata su elementi di prova, non è idonea ad esprimere un compiuto accertamento sul merito dell'accusa e sulla responsabilità» (Sez. 5, n. 33277 del 28/03/2017, Zlatkov, Rv. 270533 - 01; si veda, in senso sostanzialmente conforme, anche Sez. 3, n. 13235 del 02/03/2016, Venanzetti, Rv. 266322 - 01; Sez. 3, n. 15245 del 10/03/2015, C., Rv. 263018 - 01). Si muove, a ben vedere, nella stessa direzione ermeneutica il principio di diritto affermato da Sez. 5, n. 32636 del 16/04/2018, Suraci, Rv. 273502 - 01, in relazione alle ipotesi di estinzione del reato intervenuta prima della pronuncia della sentenza di primo grado, per le quali non è possibile esprimere un giudizio compiuto sulla fondatezza delle accuse elevate all'imputato, secondo cui: «Non può essere pronunciata condanna alle spese in favore della costituita parte civile in caso di estinzione del reato intervenuta antecedentemente alla sentenza di primo grado». Occorre, pertanto, ribadire conclusivamente che, nelle ipotesi di sospensione del procedimento con messa alla prova, laddove venga dichiarata l'estinzione del reato, ai sensi dell'art. 464-septies cod. proc. pen., l'imputato non può essere condannato alla rifusione delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile, atteso che la sentenza di proscioglimento, non essendo fondata su elementi di prova, non è idonea ad esprimersi sulla fondatezza delle accuse elevate all'imputato. Queste ragioni impongono di ribadire la fondatezza del secondo motivo di ricorso, cui conseguono le statuizioni di cui in dispositivo. 4 4. Le considerazioni esposte impongono conclusivamente l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, limitatamente alla liquidazione delle spese sostenute in giudizio dalla parte civile, l'Associazione A.P.S. Controtempi, che si eliminano. Il ricorso, nel resto, deve, essere dichiarato inammissibile.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alle statuizioni civili, che elimina. Dichiara inammissibile nel resto il ricorso. Così deciso il 3 aprile 2025.