Cass. pen., sez. III, sentenza 13/05/2010, n. 24248
CASS
Sentenza 13 maggio 2010

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Massime1

In tema di dichiarazioni accusatorie rese a terzi dal minore (nella specie bambino di anni quattro) vittima del reato di violenza sessuale, la ricostruzione della genesi della notizia di reato, delle reazioni emotive e delle domande degli adulti coinvolti e delle ragioni dell'eventuale amplificazione nel tempo della narrazione rappresentano utili strumenti al fine di controllare che il minore non abbia inteso compiacere l'interlocutore ed adeguarsi alle sue aspettative.

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  • 1Le dichiarazioni della persona offesa nel filtro della credibilità: la verità processuale oltre ogni ragionevole dubbio
    Daria Passaro · https://www.giustiziainsieme.it/it/home

    di Daria Passaro Sommario: 1. La prova dichiarativa proveniente dalla persona offesa dal reato. L'origine della vexata quaestio dell'attendibilità nelle “vittime vulnerabili” - 1.1. La credibilità della vittima nei procedimenti per violenza sessuale. La figura del minore abusato e la Carta di Noto - 2. Il cammino giurisprudenziale sulla credibilità delle persone offese. La sentenza n. 13016/2020 della Corte di Cassazione - 3. Verso i (possibili) criteri di valutazione: il confine tra credibilità e sospetto intorno alle dichiarazioni rese. L'ascolto protetto delle vittime vulnerabili. 1. La prova dichiarativa proveniente dalla persona offesa dal reato. L'origine della vexata quaestio …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 13/05/2010, n. 24248
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 24248
Data del deposito : 13 maggio 2010

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