Cass. pen., sez. III, sentenza 01/07/1999, n. 9983
CASS
Sentenza 1 luglio 1999

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La legge 9 dicembre 1977 n. 903, nello stabilire il divieto di lavoro notturno per le donne nelle aziende manifatturiere anche artigianali, contrasta con la direttiva 76/207/CEE (come interpretata dalla Corte di giustizia della Comunità Europea). Essa, pertanto, deve essere disapplicata dal giudice italiano, mentre deve essere applicata nella parte in cui è conforme al dettato della direttiva summenzionata e, cioè, con riferimento al divieto assoluto di lavoro notturno per le donne dal momento dell'accertamento della gravidanza fino al compimento dell'anno di vita del bambino.

La normativa comunitaria entra in vigore nel territorio dello stato quando sussiste il requisito dell'immediata applicabilità. Tale carattere va riferito non solo alla disciplina prodotta dagli organi della CEE mediante regolamento, ma anche alle statuizioni risultanti da sentenze interpretative della Corte di giustizia della Comunità Europea ed alle direttive, qualora queste siano, dal punto di vista sostanziale, incondizionate e sufficientemente precise. In tale caso i singoli possono farle valere innanzi al giudice italiano nei confronti dello Stato, sia che questo non l'abbia tempestivamente recepita sia che l'abbia recepita in modo inadeguato, al fine di ottenere la disapplicazione della norma di diritto interno non conforme alla disciplina comunitaria. Il giudice in tal caso può provvedere direttamente ovvero rimettere la questione alla Corte di giustizia ai sensi dell' art. 177, comma secondo, del trattato di Roma. Tale ultima soluzione è obbligatoria per la corte di cassazione, ex art. 177, terzo comma, sempre che il precetto della norma comunitaria non sia così chiaro da non lasciare alcun ragionevole dubbio sulla sua interpretazione. (Fattispecie in tema di applicabilità di normativa comunitaria alla disciplina del lavoro notturno).

Commentario1

  • 1'Il bollino SIAE non e' dovuto !'
    Redazione · https://www.giurdanella.it/ · 16 aprile 2008

    Supporti privi di contrassegno SIAE – Effetti della sentenza della Corte di Giustizia 8 novembre 2007, Schwibbert La Corte di Cassazione, con questa fondamentale decisione, valuta per la prima volta gli effetti della sentenza della Corte di Giustizia dell'8 novembre 2007 sul caso Schwibbert. La Corte di Giustizia aveva chiarito che “le disposizioni nazionali che hanno stabilito, successivamente all'entrata in vigore della direttiva comunitaria n. 189 del 1983, l'obbligo di apporre sui supporti il contrassegno Siae, costituiscono una regola tecnica che, ove non notificata alla Commissione, è inopponibile al privato”. La Cassazione ora sottolinea che: “In esito alla decisione della Corte …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 01/07/1999, n. 9983
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 9983
Data del deposito : 1 luglio 1999

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