Cass. pen., sez. III, sentenza 10/12/1998, n. 1203
CASS
Sentenza 10 dicembre 1998

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La utilizzazione dei documenti falsi mediante inserimento e conservazione nella contabilità aziendale configura un tipico reato permanente, poiché la lesione del bene penalmente tutelato, che è il corretto esercizio della funzione di accertamento tributario, perdura, per effetto della condotta antigiuridica dell'agente, sino a quando gli uffici finanziari possono esercitare la loro funzione di accertamento tributario entro i termini di decadenza stabiliti dalla legge.

L'ipotesi della utilizzazione dei documenti contraffatti o alterati, che ha carattere generale e residuale rispetto alle altre specifiche forme di uso previste nel n. 1 -ora lett. a)- dell' art. 4 , comma primo, della legge 7 agosto 1982 n. 516, consiste in qualsiasi uso fiscalmente rilevante dei documenti, e pertanto comprende anche l'inserimento dei documenti stessi nella contabilità aziendale e la loro conservazione tra le scritture contabili, in modo da fornire una falsa rappresentazione della gestione aziendale e da ostacolare la veridicità dei controlli tributari.La conservazione nella contabilità aziendale non è altro che una forma di utilizzazione fiscale dei documenti contraffatti o alterati, caratterizzata com'è dalla funzione, soggettiva ed oggettiva, di fuorviare i controlli degli uffici tributari. (Nella specie la Corte ha ritenuto integrato il reato in caso di inserimento di bolle di accompagnamento alterate).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 10/12/1998, n. 1203
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 1203
    Data del deposito : 10 dicembre 1998

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