Cass. pen., sez. V, sentenza 27/10/2011, n. 576
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Sentenza 27 ottobre 2011

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È valida la querela ricevuta dal pubblico ufficiale che abbia provveduto a redigere processo verbale in cui siano raccolte le dichiarazioni del querelante unitamente alla rituale manifestazione della volontà di punizione, ancorché essa non risulti sottoscritta dallo stesso querelante, in quanto è necessario distinguere l'ipotesi di cui all'art. 337, comma primo, cod. proc. pen. - concernente il caso in cui la querela redatta dall'interessato sia presentata - da quella di cui all'art. 337, comma secondo, cod. proc. pen., concernente il caso in cui la dichiarazione di querela sia compiuta in forma orale e consegnata in un processo verbale redatto dall'autorità che la riceve, considerato che solo nel primo caso l'assenza di sottoscrizione comporta l'invalidità della querela e la conseguente improcedibilità dell'azione penale, mentre tale invalidità non opera nell'ipotesi di cui all'art. 337, comma secondo, cod. proc. pen., trattandosi di omissione ascrivibile al p.u. a fronte dell'inequivoca volontà di punizione esternata dal querelante, compiutamente identificato e rispettoso della disciplina concernente la proposizione della querela.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 27/10/2011, n. 576
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 576
    Data del deposito : 27 ottobre 2011

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