Sentenza 27 novembre 2008
Massime • 1
Non è configurabile il tentativo di rapina impropria quando la sottrazione della cosa altrui non sia stata previamente realizzata, ma sussistono invece sia il reato di tentato furto, sia quello (di resistenza, minaccia, percosse, lesioni o altro) cui la condotta violenta o minacciosa abbia dato luogo.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 27/11/2008, n. 10984 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 10984 |
| Data del deposito : | 27 novembre 2008 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. DE ROBERTO Giovanni - Presidente - del 27/11/2008
Dott. GRAMENDOLA Francesco Paolo - Consigliere - SENTENZA
Dott. LANZA Luigi - Consigliere - N. 2699
Dott. DOGLIOTTI Massimo - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. MATERA Lina - Consigliere - N. 13072/2008
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
Procuratore generale di Brescia;
avverso la sentenza 2 gennaio 2008 del Tribunale di Brescia, pronunciata dal Giudice monocratico ex art. 444 c.p.p.;
nei confronti di:
ST SZ, nato il [...], condannato per il reato di tentato furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso. Sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. Luigi Lanza. Lette le conclusioni del Pubblico Ministero, nella persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Passacantando Guglielmo che ha concluso per il rigetto del ricorso.
CONSIDERATO IN FATTO E IN DIRITTO
Con un primo ed unico motivo di impugnazione il Procuratore generale presso la Corte di appello di Brescia deduce violazione di legge, per erronea qualificazione dei fatti da parte del Tribunale, il quale ha considerato la sequenza "tentato furto aggravato - resistenza a pubblico ufficiale" senza considerare che nella specie si versava in una evidente realtà, sussumibile nello schema della rapina impropria, dato che si trattava di condotta, contestuale e senza soluzione di continuità, connotata da un tentativo di spossessamento ed immediata funzionale azione violenta intesa a conseguire l'impunità.
Il motivo è infondato ed il ricorso va rigettato, previo riconoscimento dell'ammissibilità dello stesso, essendo consentita la deduzione in sede di legittimità dell'erronea qualificazione del fatto (SS.UU. n. 5/2000 in ricorso. Neri). Ritiene la Corte, aderendo ad un condivisibile orientamento giurisprudenziale, che in tema di rapina impropria, posto che l'art.628 c.p., comma 2, esige che la violenza o la minaccia siano adoperate "immediatamente dopo la sottrazione" ed al fine di conseguire, proprio mediante il loro impiego, il possesso, non ancora conseguito, della cosa sottratta ovvero l'impunità, deve ritenersi che non sia configurabile il tentativo di rapina impropria, ma sussistano invece sia il reato di tentato furto sia quello (di resistenza, minaccia, percosse, lesioni o altro) cui la condotta violenta o minacciosa abbia dato luogo, qualora tale condotta - come nella specie - sia posta in essere senza che la sottrazione sia stata previamente realizzata (Cass. Pen. Sez. 5^, 32551/2007, Rv. 236969 Mekhatria).
Da ciò consegue il rigetto del ricorso del Procuratore generale di Brescia.
P.Q.M.
rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 27 novembre 2008.
Depositato in Cancelleria il 12 marzo 2009