Cass. pen., sez. III, sentenza 18/03/2026, n. 10286
CASS
Sentenza 18 marzo 2026

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  • Rigettato
    Mancata derubricazione nel reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La Corte di appello ha escluso la configurabilità dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990, con motivazione che, pur richiamando la reiterazione dei reati in favore di acquirenti stabili e la disponibilità immediata di stupefacenti, non contiene un chiaro ed espresso riferimento a una più ampia e comprovata capacità dell'imputato di diffondere sostanza stupefacente ovvero a indici che consentono di escludere l'ipotesi di lieve entità.

  • Rigettato
    Mancata riqualificazione dei fatti nell'ipotesi di lieve entità

    La Corte di appello ha ritenuto che i fatti contestati non potessero essere qualificati ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990, sulla base dello stabile modus operandi, dell'occultamento dello stupefacente e dell'organizzazione delle cessioni, presupponendo una stabile disponibilità di stupefacente. La motivazione è stata ritenuta immune da vizi logico-giuridici.

  • Rigettato
    Sp proporzione del valore del bene rispetto al reddito

    La Corte territoriale ha confermato la confisca, ritenendo che la vincita alla lotteria non fosse provata in modo certo in relazione al beneficiario e che la disponibilità dell'autovettura fosse sproporzionata rispetto alle condizioni reddituali del ricorrente, percettore del reddito di cittadinanza.

  • Accolto
    Mancata riqualificazione dei fatti nell'ipotesi di lieve entità

    La Corte di appello ha escluso la configurabilità dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 per lo stabile modus operandi, le modalità di occultamento e l'organizzazione delle cessioni. Tuttavia, la Corte non ha operato sufficiente riferimento a indici di una più ampia capacità di diffondere sostanza stupefacente o altri indici tali da escludere l'ipotesi di lieve entità, pertanto la sentenza è stata annullata con rinvio per nuova valutazione.

  • Altro
    Applicazione della recidiva e determinazione della pena

    Le questioni relative all'applicazione della recidiva e alla determinazione del trattamento sanzionatorio sono state ritenute assorbite nell'accoglimento del motivo relativo alla qualificazione giuridica del fatto, dovendo procedersi a nuova valutazione in caso di eventuale riconoscimento dell'ipotesi di lieve entità.

  • Rigettato
    Sussistenza della fattispecie delittuosa e valutazione della prova

    La Corte di appello ha ritenuto che la commissione del reato si desumesse logicamente dall'incontro con il cessionario, dall'ingresso congiunto nell'abitazione e dal rinvenimento dello stupefacente in possesso del cessionario all'uscita. Le censure del ricorrente sono state ritenute mirare a una ricostruzione alternativa dei fatti e a una rivalutazione delle prove, non consentite in sede di legittimità.

  • Accolto
    Mancata riqualificazione delle fattispecie delittuose in quelle meno gravi di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La Corte di appello ha escluso la configurabilità dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 in considerazione dello stabile modus operandi, dell'occultamento dello stupefacente in luogo protetto e dei precedenti specifici. Tuttavia, la Corte non ha operato sufficiente riferimento a una più ampia capacità di diffondere sostanza stupefacente o ad altri indici tali da escludere l'ipotesi di lieve entità, pertanto la sentenza è stata annullata con rinvio per nuova valutazione.

  • Altro
    Recidiva, giudizio di bilanciamento e irrogazione della pena

    Le questioni relative all'applicazione della recidiva, al bilanciamento delle circostanze e all'entità del trattamento sanzionatorio sono state ritenute assorbite nell'accoglimento dei motivi relativi alla qualificazione giuridica del fatto, dovendo procedersi a nuova valutazione in caso di eventuale riconoscimento dell'ipotesi di lieve entità.

  • Rigettato
    Sussistenza della fattispecie delittuosa e valutazione della prova

    La Corte di appello ha ritenuto che la commissione del reato si desumesse logicamente dalla disponibilità di involucri, dall'avvicinamento all'autovettura della cessionaria e dal rinvenimento dello stupefacente in possesso di quest'ultima. Le censure del ricorrente sono state ritenute mirare a una ricostruzione alternativa dei fatti e a una rivalutazione delle prove, non consentite in sede di legittimità.

  • Accolto
    Mancata riqualificazione delle fattispecie delittuose in quelle meno gravi di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La Corte di appello ha escluso la configurabilità dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 in ragione dello stabile modus operandi, dell'occultamento dello stupefacente in luogo protetto e dei precedenti penali. Tuttavia, la Corte non ha operato sufficiente riferimento a una più ampia capacità di diffondere sostanza stupefacente o ad altri indici tali da escludere l'ipotesi di lieve entità, pertanto la sentenza è stata annullata con rinvio per nuova valutazione.

  • Altro
    Recidiva, giudizio di bilanciamento e irrogazione della pena

    Le questioni relative all'applicazione della recidiva, al bilanciamento delle circostanze e all'entità del trattamento sanzionatorio sono state ritenute assorbite nell'accoglimento dei motivi relativi alla qualificazione giuridica del fatto, dovendo procedersi a nuova valutazione in caso di eventuale riconoscimento dell'ipotesi di lieve entità.

  • Rigettato
    Mancata derubricazione nel reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La Corte di appello ha escluso la configurabilità dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 con motivazione che, pur richiamando la reiterazione dei reati in favore di acquirenti stabili e la disponibilità immediata di stupefacenti, non contiene un chiaro ed espresso riferimento a una più ampia e comprovata capacità dell'imputato di diffondere sostanza stupefacente ovvero a indici che consentono di escludere l'ipotesi di lieve entità.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 18/03/2026, n. 10286
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 10286
    Data del deposito : 18 marzo 2026

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