Sentenza 6 ottobre 2015
Massime • 1
Ai fini della configurabilità del reato di atti persecutori, non è necessario che la vittima prospetti espressamente e descriva con esattezza uno o più degli eventi alternativi del delitto, potendo la prova di essi desumersi dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti e dalla condotta stessa dell'agente. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto irrilevante il fatto che la persona offesa non avesse riferito espressamente di essere impaurita, alla luce dei certificati medici delle lesioni subite, delle annotazioni di polizia giudiziaria sul suo stato di esasperazione e spavento, e dei messaggi sms di minaccia.)
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- 1. Pedinamento, insulti, messaggi e telefonate bastano per condanna per stalking (Cass. 40504/24)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 29 maggio 2025
Le dichiarazioni della vittima del reato, sicuramente decisive nel contesto di una vicenda persecutoria, nel prisma interpretativo della giurisprudenza di legittimità, sono autosufficienti alla prova del reato. Il giudice di appello che riformi la decisione di assoluzione pronunciata in primo grado, pervenendo ad una sentenza di condanna, non ha l'obbligo di fornire una motivazione rafforzata nel caso in cui il provvedimento assolutorio abbia un contenuto motivazionale generico e meramente assertivo, posto che, in tale ipotesi, non vi è neppure la concreta possibilità di confutare argomenti e considerazioni alternative del primo giudice, essendo la decisione di appello l'unica realmente …
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A cura della Redazione. La Corte di Cassazione nella sentenza n. 7357/2026 del 24 febbraio 2026 ha ribadito il principio secondo il quale integrano il reato di maltrattamenti in famiglia, e non quello di atti persecutori, le condotte vessatorie nei confronti del coniuge che, sorte in ambito domestico, proseguano dopo la sopravvenuta separazione di fatto o legale. Il caso. La Corte di appello di Messina, nel confermare la sentenza ... Leggi tutto… A cura della Redazione. La Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 36576 del 10 novembre 2025 ha ammesso la sussistenza del reato di stalking anche nel caso di reciprocità degli atti molesti. Il caso: Il Tribunale del …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 06/10/2015, n. 47195 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 47195 |
| Data del deposito : | 6 ottobre 2015 |
Testo completo
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ITALGIUREWEB La sentenza richiesta è in fase di oscuramento