Cass. civ., sez. I, sentenza 03/07/2001, n. 8970
CASS
Sentenza 3 luglio 2001

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In tema di espropriazione, la causa propria del contratto di cessione volontaria va ricondotta ad una forma alternativa di realizzazione del procedimento espropriativo mediante l'utilizzo di uno strumento privatistico soggetto, peraltro, sotto alcuni aspetti, a norme imperative, con la conseguenza che, a prescindere dall'eventuale natura transattiva del contratto "de quo", il corrispettivo in esso previsto è da considerarsi, comunque, oggetto di predeterminazione legale, secondo quanto stabilito dalle norme succedutesi nel tempo in materia (nell'affermare il principio di diritto che precede, la S.C. ha così confermato la sentenza del giudice di appello che, a fronte di un negozio di cessione volontaria di un bene con rinuncia, da parte del cedente, "ad ogni ulteriore pretesa a qualsivoglia titolo, salvo quanto disposto dalla legge n. 385/1980", aveva ritenuto di determinare il corrispettivo dovuto al cedente - all'esito della dichiarazione di incostituzionalità della legge n. 385/80 - sulla base, comunque, di criteri legali, individuati, dapprima, con riferimento alla legge 2359/1865, e, successivamente, all'art. 5 bis della legge n. 359/1992).

Commentario1

  • 1Cessione gratuita quale corrispettivo del permesso di costruire
    Muntoni Matteo · https://www.diritto.it/ · 25 novembre 2010

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. I, sentenza 03/07/2001, n. 8970
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8970
Data del deposito : 3 luglio 2001

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