Cass. pen., sez. I, sentenza 27/03/2023, n. 12678
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Sentenza 27 marzo 2023

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La sentenza in esame, emessa dalla Corte di Cassazione e relatore il Consigliere Teresa Liuni, riguarda il ricorso di un condannato avverso un decreto del Tribunale di Sorveglianza di Brescia, che aveva dichiarato inammissibile la sua istanza di affidamento in prova al servizio sociale. Le parti coinvolte hanno sollevato questioni giuridiche relative all'interpretazione dell'art. 677, comma 2 bis, del codice di procedura penale, in particolare riguardo all'obbligo di dichiarare o eleggere un domicilio per la validità dell'istanza. Il ricorrente ha sostenuto di aver rispettato tale obbligo, evidenziando che l'istanza presentata conteneva l'elezione di domicilio.

Il giudice ha accolto il ricorso, ritenendo che l'istanza fosse stata correttamente formulata, in quanto l'elezione di domicilio era esplicitamente indicata. La Corte ha sottolineato che, sebbene l'elezione di domicilio fosse stata rispettata, rimaneva da valutare la questione dell'effettiva reperibilità del condannato, essenziale per l'applicazione della misura alternativa. Pertanto, il decreto di inammissibilità è stato annullato senza rinvio, ordinando la restituzione degli atti al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo esame dell'istanza, evidenziando l'importanza di un contatto diretto tra il condannato e il servizio sociale per l'efficacia della misura richiesta.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 27/03/2023, n. 12678
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 12678
    Data del deposito : 27 marzo 2023

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