Cass. pen., sez. IV, sentenza 02/03/2011, n. 14523
CASS
Sentenza 2 marzo 2011

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Massime1

Ai fini della sussistenza dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen. il risarcimento, ancorché eseguito dal comune datore di lavoro dell'imputato e della persona offesa, deve ritenersi effettuato personalmente dall'imputato tutte le volte in cui questi ne abbia conoscenza e mostri la volontà di farlo proprio. (Fattispecie relativa ad omicidio colposo addebitato al responsabile di un reparto della ditta presso la quale lavorava la p.o.). (Vedi Corte cost., sentenza n. 138 del 1998).

Commentario1

  • 1Risarcimento del danno effettuato dal terzo
    Team Sistema Diritto Penale · https://ilsistemadeldirittopenale.it/ · 15 maggio 2025

    Risarcimento del danno effettuato dal terzo Cass. pen., Sez. II, 15 maggio 2025, sentenza n. 18403 LA MASSIMA “La giurisprudenza di legittimità è ferma nel ritenere che la natura squisitamente soggettiva dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 6 cod. pen., soprattutto dal lato psicologico e volontaristico, ossia della condotta del colpevole dopo la commissione del reato, fa sì che essa non possa essere riconosciuta quando il risarcimento del danno sia avvenuto ad opera di un terzo. Si è, pertanto, esclusa la ravvisabilità della circostanza nelle ipotesi di: – recupero della refurtiva da parte della polizia; – ⁠risarcimento del danno sofferto dalla vittima del reato a cui avevano provveduto …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 02/03/2011, n. 14523
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 14523
Data del deposito : 2 marzo 2011

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