Cass. pen., sez. III, sentenza 31/07/2020, n. 23425
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Sentenza 31 luglio 2020

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La sentenza analizzata è stata emessa dalla Corte di Cassazione, con relatore il consigliere Ubalda Macrì. Le parti in causa erano l'imputata, accusata di violazione della normativa sulla sicurezza alimentare, e il Pubblico Ministero, che ha chiesto il rigetto del ricorso. L'imputata contestava la condanna del Tribunale di Milano, sostenendo che la tilosina, sostanza non autorizzata, fosse stata rinvenuta solo in campioni di miele non destinati alla vendita e che la contaminazione fosse accidentale. Inoltre, lamentava la violazione delle garanzie difensive, in quanto non le era stato consentito di difendersi adeguatamente.

La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità dell'imputata. Ha argomentato che le analisi condotte avevano dimostrato la presenza di tilosina nel miele detenuto per la vendita, e che l'imputata, in qualità di legale rappresentante dell'impresa, aveva l'obbligo di garantire la conformità del prodotto alle normative vigenti. La Corte ha ritenuto infondate le doglianze relative al rispetto delle garanzie difensive, evidenziando che i prelievi erano stati effettuati nell'ambito di un'attività amministrativa e che l'imputata non aveva contestato i risultati delle analisi. La decisione si allinea con la giurisprudenza consolidata, che considera la negligenza nelle verifiche come elemento costitutivo del reato.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 31/07/2020, n. 23425
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 23425
    Data del deposito : 31 luglio 2020

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